UN GOVERNO SEMPRE MENO TECNICO: ECCO PERCHÉ C’È PIÙ BISOGNO DI SINISTRA

Ad onta dei discorsi correnti (“abbasso i partiti”, “sono tutti uguali” eccetera) credo che in questa fase ci sia bisogno di politica, e di politica di sinistra. E non solo in Italia, come dimostrano le massicce manifestazioni spagnole Spagna.jpga pochi mesi dal trionfo dei popolari (o meglio, dalla dèbacle di un Ps zapateriano totalmente allineato ai dictat liberisti). Ce n’è bisogno in un momento in cui si manifesta pienamente la natura politica sostanzialmente liberal-conservatrice del governo Monti (la rigidità sull’articolo 18 e le esternazioni asiatiche del Professore, in particolare: si veda l’ottima analisi di Gad Lerner ieri su Repubblica lideologia-tecnica-di-mario-monti.html), e soprattutto cominciano a dispiegarsi gli effetti sociali delle sue manovre (tasse e tagli, particolarmente dolorosi in un ciclo economico sempre più recessivo: la disperazione denunciata dall’ondata di “suicidi economici” rischia di essere contagiosa).

 

 

MONTI VA SOSTENUTO, MA CONDIZIONATO

MontiBersani.jpegSia chiaro: credo che il governo abbia fatto fin qui ciò che era indispensabile fare, e non penso che il Pd dovrebbe fargli mancare il suo appoggio anche nei mesi futuri, visto che l’emergenza è ben lungi dall’essere superata.

Ma deve essere altrettanto chiaro che quello che si è configurato negli ultimi mesi non è un “embrassons-nous” collettivo (e di lunga portata) come vorrebbe Casini, ma il temporaneo armistizio fra aree politico-culturali profondamente diverse e interessi organizzati abitualmente antagonisti, che in quanto tali sono destinati (volenti o nolenti) a tornare a scontrarsi alla fine dell’emergenza (e naturalmente in una situazione radicalmente diversa dal passato). E nell’eclissi provvidenziale della destra mediatico-populista (Berlusconi & Bossi) sono Monti, Fornero & c ad incarnare – con eleganza, moderazione e senso di responsabilità, va riconosciuto –  i valori e gli interessi tipici della destra liberal-conservatrice europea.

ALLA SINISTRA OGGI SPETTA IL COMPITO DI VIGILARE SULLA DISTRIBUZIONE… DELLA POVERTÀ

Ma perché serve la politica, e soprattutto la sinistra, allora? Tradizionalmente si dice (ma non in Italia, dove è sempre accaduto il contrario) che i governi di destra accumulano ricchezza, e quelli di sinistra la distribuiscono. Invece in una fase di recessione con globalizzazione come l’attuale, in cui tutti in Occidente siamo destinati ad un progressivo e più o meno consistente impoverimento (persino in Germania i consumi arretrano), la sinistra è chiamata ad assicurare  – oltre a uno sviluppo di qualità (sul versante sociale, ambientale, anagrafico) – una redistribuzione equa della… povertà, cioè dei sacrifici necessari per ritornare competitivi sui mercati internazionali.

SOLO SACRIFICI EQUI SOTTRAGGONO I PIÙ INDIFESI ALLA DISPERAZIONE E ALLA RIVOLTA SOCIALE

Un compito dunque estremamente delicato, che richiede chiarezza, determinazione e grande equilibrio, e che deve essere svolto all’interno della maggioranza, contrattando di volta in volta delle misure che tutelino le classi davvero più deboli (che non sono necessariamente i dipendenti col posto fisso, ma anche i giovani senza prospettive, i senza lavoro, i piccoli imprenditori alla disperazione), anche a scapito delle astratte geometrie economiche nelle quali sembrano ogni tanto indulgere i tecnici. Non è questo il momento di fare parti uguali fra disuguali, perché non è lo stesso togliere 1 a chi ha 10 e 1 a chi ha 100. E nemmeno togliere il 10% a entrambi.

Questo è – oggi – il compito storico della sinistra, che solo se riuscirà ad essere compiutamente sinistra e compiutamente di governo potrà assolvere all’altro suo compito complementare: convincere i ceti più indifesi a non sentirsi tagliati fuori dalla partita, a non farsi travolgere dallo sconforto o tentare dalla rivolta sociale, perché se una quota di sacrifici spetta anche a loro, non sono i soli ad accollarseli, perché altri più benestanti (e in primis gli stessi politici) ne stanno facendo altrettanti e più consistenti. Ma per poter sostenere credibilmente queste cose presso gli elettori, bisognerà prima praticarle in prima persona.

UN GOVERNO SEMPRE MENO TECNICO: ECCO PERCHÉ C’È PIÙ BISOGNO DI SINISTRAultima modifica: 2012-03-30T12:12:00+02:00da sergiofrigo
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