DOPO BERLUSCONI E PRIMA DI MONTI: LE COLPE, LA RESPONSABILITÀ, LE PROSPETTIVE

Berluscade.jpgDopo l’esultanza di stanotte, alcune riflessioni di prospettiva, magari piuttosto scomode anche per chi – come me – gioisce intimamente per la fine del governo Berlusconi.

 

 

NON E’ IL 25 APRILE: BISOGNA CONVIVERE COL NEMICO

berlusconi,pdl,crisi,dimissioni,ferrara,monti,napolitano,sarkozy,merkel,democrazia,politica,mercatiUn po’ di realismo: non è il 25 aprile. Berlusconi non è più presidente del Consiglio, ma Monti non lo è ancora. Il Pdl possiede ancora una forza determinante in Parlamento, che gli deriva sostanzialmente dai voti popolari ricevuti nel 2008 (oltre che dalla compravendita di parlamentari): una forza che ha il diritto di far valere, cercando di tutelare le proprie posizioni. Naturalmente è nostro diritto criticarlo, e lo farò nei punti successivi. Però di questa forza (diversamente incanalata) c’è ancora bisogno per cercare di risanare la situazione. Questo è ciò che deve fare Monti. Per questo motivo è prematuro attendersi ora il redde rationem, con la rimozione dei berluscones che occupano posti chiave nella vita delle istituzioni, dell’economia e delle comunicazioni (per fare un esempio: mi stupirei che Monti perdesse tempo con Minzolini, anche se non dispero che la Lei, per mantenersi buono il governo, oltre che per fare un servizio ai telespettatori, provvedesse autonomamente).

LUI È CADUTO, MA IL BERLUSCONISMO VIVE

E’ caduto Berlusconi, ma il berlusconismo è ormai radicato intimamente nella nostra società. Temo, anzi, che ne sia una componente essenziale, e che non ne siano immuni neppure parti importanti della sinistra, né altre società occidentali. In altre parole, Berlusconi potrebbe essere stato l’interprete di una fase storica, il catalizzatore di valori generalizzati (da qui la sua fortuna), che forse stanno cominciando a perdere appeal. Forse. Discorso enorme, lo risolvo per il momento citando Gaber: “Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”.

LE MENZOGNE DI FERRARA: UMILIATI DA MERKOZY, MA DI CHI E’ LA COLPA?

berlusconi,pdl,crisi,dimissioni,ferrara,monti,napolitano,sarkozy,merkel,democrazia,politica,mercatiTrovo profondamente menzogneri adesso gli allarmi di Ferrara (cito lui per tutti) sull’eclissi della democrazia, sulla mortificazione della santa politica e della volontà popolare e sul commissariamento dell’Italia da parte dell’Europa e di Merkel-Sarkozy, come se Monti fosse un docile cagnolino tenuto al guinzaglio da mani straniere. Dimentica chi ci ha trascinati fino a questo punto: erano mesi che Tremonti (Tremonti, non la sinistra) diceva a Berlusconi che in Europa il problema era proprio lui; il suo sputtanamento, il suo isolamento internazionale, era palpabile da  tempo, per chi avesse avuto l’onestà di rilevarlo (incontrava bilateralmente solo Putin e gli amici dittatori).

Ma non è solo questo: a valutare l’affidabilità del nostro paese non sono solo il duo franco-tedesco o la Bce, ma chi decide se acquistare o meno i nostri titoli di Stato: non sono solo i grandi gruppi speculativi, ma anche i piccoli risparmiatori riuniti nei Fondi di investimento: sono stati loro, prima di Merkel e Sarkozy, a votare la sfiducia al nostro premier, e di conseguenza al nostro paese.

MONTI DARÀ DELLE GROSSE DELUSIONI A MERKOZY

berlusconi,pdl,crisi,dimissioni,ferrara,monti,napolitano,sarkozy,merkel,democrazia,politica,mercatiAnche a me hanno dato fastidio i risolini dei due leader, i severi richiami delle autorità europee, persino gli incoraggiamenti di adesso a Napolitano e a Monti da Obama & c., ma chi dobbiamo ringraziare se l’Italia si è ritrovata indifesa in un angolo del ring, con le mani legate, a prendersi i colpi di tutti e poi a pagare i conti degli altri (si veda il capitolo degli aiuti alle banche)? Non c’è peggior Capo di colui che non sa e non vuole tutelare chi si affida a lui, e questo ha fatto sistematicamente Berlusconi in questi anni, privilegiando sistematicamente i propri interessi e la propria immagine, e poi i propri amici, a scapito di tutto il resto.

Io sono intimamente convinto invece che Monti riserverà grosse sorprese, anche in questo campo, per la sua autorevolezza, la sua indipendenza e la sua determinazione. Sorprese (e non necessariamente piacevoli) anche per Merkel e Sarkozy e per i loro interessi nazionali.

LE MENZOGNE DI FERRARA: IL DISPREZZO DELLA VOLONTÀ POPOLARE

Se il governo fosse caduto lo scorso dicembre, quello che è accaduto negli ultimi mesi ce lo saremmo evitato. E qui entra in ballo il rispetto della volontà degli elettori, a cui si richiamano ora Ferrara & c, per stigmatizzare l’esproprio di volontà popolare operato dal governo di emergenza: ma si è rispettata la volontà degli elettori cacciando dal Pdl Fini & c, senza neppure un congresso? E soprattutto: è stata rispettata la volontà popolare comprando l’appoggio di parlamentari (Calearo & Scilipoti, che ora grida al colpo di stato) eletti invece per contrastare il centro-destra?

LA DIFESA DEGLI INTERESSI DI PARTE: MA PRIMA VIENE IL PAESE

berlusconi,pdl,crisi,dimissioni,ferrara,monti,napolitano,sarkozy,merkel,democrazia,politica,mercatiDa ultimo il rispetto della politica e la salvaguardia dell’esperienza berlusconiana. Non si dovrebbero neppure sprecare parole per ricordare chi in questi anni ha umiliato la politica piegandola costantemente alla difesa degli interessi privati del Capo. Anche all’ultimo, una delle richieste di Berlusconi a Monti sono state le garanzie per le sue aziende.

Quanto alla difesa del berlusconismo, è certamente legittima, come dicevo all’inizio. Come è legittimo cercare le vie per preservare, per il futuro, l’alleanza fra Pdl e Lega. A questo mirano le condizioni impossibili dettate dal Pdl al futuro premier, sperando che se non dovesse farcela il cerino rimarrà nelle mani dell’opposizione. Possiamo osservare, però, che in questo momento delle forze politiche responsabili dovrebbero porsi altre priorità, e in primis la salvezza del Paese, della sua economia, dei suoi posti di lavoro? “Prima gli interessi dell’Italia, poi quelli della ditta”, ha commentato Bersani, aggiungendo che non dovrebbe essere interesse di nessuno vincere per andare a governare un mucchio di macerie.

UN GOVERNO DEI BANCHIERI? NON CREDO, MA LE ALTERNATIVE?

Tutto questo vale anche per chi, soprattutto a sinistra, critica il “governo dei banchieri, che affamerà i poveri e le famiglie”: Monti dovrà bilanciare con estrema attenzione gli interventi, e calibrare i sacrifici fra tutte le classi sociali, riducendo le spese e chiedendo (semplifico) più soldi ai ricchi e più lavoro ai lavoratori. Ma ci sono idee alternative per rilanciare la crescita, convincere i mercati a comprare i nostri Bot e a ridurci lo spread, e per dire all’Europa che stavolta vogliamo fare sul serio?

DOPO BERLUSCONI E PRIMA DI MONTI: LE COLPE, LA RESPONSABILITÀ, LE PROSPETTIVEultima modifica: 2011-11-13T15:26:00+01:00da sergiofrigo
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