LA CRISI, IL DEFICIT DI CREDIBILITÀ DI BERLUSCONI E QUELLO DELL’OPPOSIZIONE

Vasto.jpgDopo il lunedì nero pare assodato a tutti – escluso ovviamente il diretto interessato – che il problema dell’Italia, adesso, è la credibilità politica internazionale del governo Berlusconi. Purtroppo però non si tratta dell’unico a soffrire un deficit di credibilità: gli stessi elettori (oltre che i mercati) sono restii ad esempio – come dimostrano i sondaggi, con la stasi della sinistra a fronte del crollo del centro-destra – ad investire la loro fiducia in Bersani, Vendola, Di Pietro & c. Certo le liti mediatiche non aiutano, le fughe in avanti alla Di Pietro irritano, le contrapposizioni generazionali alla Renzi disorientano, ma il problema, temo, è ancora più profondo, e investe lo stesso corpo elettorale del centrosinistra.

 

 

LE DIVISIONI NEI PARTITI E NEL POPOLO DI SINISTRA

I capi del Pd mi sembrano paralizzati dalla consapevolezza che il loro elettorale potenziale, e i loro potenziali alleati (ma ci sono divergenze nette all’interno dello stesso partito), sono radicalmente divisi sulle possibili ricette per superare la crisi: sanno ad esempio che la forte spinta politica emersa dai referendum e dalle amministrative della scorsa primavera va in senso contrario alle richieste della Bce, ma sanno altrettanto bene che ci sono spinte certo meno potenti ma molto importanti nella stessa area del centro-sinistra, e decisive per un possibile allargamento dell’alleanza all’Udc, che premono invece per andare proprio in quel senso: privatizzare, liberalizzare, eliminare molte tutele che proteggono i ceti di riferimento dello stesso centro-sinistra, per cercare risorse per gli investimenti. Un solo esempio: vorrebbero spostare una parte delle risorse destinate alle pensioni agli interventi per la crescita, per le famiglie e per i giovani.

UNA DIFFICILE QUADRATURA DEL CERCHIO

Bersani & c. cercano disperatamente la quadratura del cerchio, per non perdere potenziali consensi, si aggrappano alla lotta all’evasione, al taglio dei costi della politica, alla eventuale patrimoniale, ma si tratta evidentemente di misure insufficienti; Vendola cerca di consiliare le spinte della primavera italiana con le compatibilità economiche generali; Renzi – ahimè – parla d’altro. E le parti sociali, come spiega l’amaro e lucidissimo pezzo di Luca Ricolfi che allego, al di là delle apparenze sono altrettanto divise.

SMETTERE DI CHIEDERE PER SE STESSI

Io credo che operativamente solo un governo del presidente potrebbe farsi carico dell’impopolarità che comporterebbe assumere le decisioni necessarie in questo momento. Ma al tempo stesso penso che solo una ristrutturazione complessiva del nostro modo di rapportarci alla politica – cioè smettendo di pretendere piena tutela e piena rappresentanza per noi stessi ma assumendo come obiettivo il bene comune, anche a costo di farsi carico di qualche sacrificio e della scelta del male minore – potrebbe aiutarci a costruire le premesse per costruire una proposta politica credibile.

http://triskel182.wordpress.com/2011/10/31/riforme-lopposizione-e-un-bluff-luca-ricolfi/

LA CRISI, IL DEFICIT DI CREDIBILITÀ DI BERLUSCONI E QUELLO DELL’OPPOSIZIONEultima modifica: 2011-11-01T12:07:00+01:00da sergiofrigo
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