NELLA SOCIETA’ C’E’ UNA FORTE DOMANDA DI SINISTRA, MA A GUADAGNARE CONSENSI E’ IL PDL

Epifani.jpgE’ da tempo che sono convinto che ci sia nella società italiana (ma anche europea e occidentale) una crescente domanda di sinistra. Paradossalmente però a questa domanda corrispondono sondaggi (e risultati elettorali: si veda la Bulgaria) decisamente scoraggianti.

Se si misurano le opinioni popolari su temi politicamente sensibili come l’Imu, lo jus soli, il fine vita, il ruolo dei giudici, la gestione dei beni comuni, sistematicamente emerge una maggioranza molto consistente (dal 60 all’80%) contraria alle posizioni del centro-destra. Nelle stesse preferenze per i leader, due democratici come Renzi e Letta in media raddoppiano i consensi per Berlusconi. Eppure se si vanno a misurare le intenzioni di voto si registra un costante rafforzamento del Pdl e della sua coalizione, che finora ha accumulato 6 punti percentuali di vantaggio sul centro-sinistra. Un bel rompicato e una durissima sfida per il neo-segretario del Pd Epifani.

DAL PD UN’OFFERTA POLITICA INADEGUATA

Evidentemente alla base del fenomeno c’è un’offerta politica che non risponde adeguatamente alla domanda. Un’inadeguatezza personale e politica di tutto un ceto dirigente, insomma.

“Il paradosso è che la più grande crisi degli ultimi decenni – scrive oggi Renzo Guolo sul Piccolo – non ha trovato, a sinistra, una lettura all’altezza della situazione. E’ avvenuto di tutto: la crisi del capitalismo finanziario, una compressione del reddito senza precedenti, disoccupazione e precariato giovanile alle stella, il fallimento del liberismo a oltranza e dei paradigmi dominanti delle teorie economiche, il disincanto europeista, il tracollo del governo a guida berlusconiana. Una congiuntura politica irripetibile. Eppure i dirigenti democratici hanno continuato a guardare il proprio ombelico. La “non vittoria” è frutto anche di questa lettura inadeguata, dell’incapacità di sintonizzarsi sulla società, di leggere e dare risposte alle rapide trasformazioni che la investono e la destrutturano. Un’autoreferenzialità diventata esponenziale durante le vicende culminate nel patto di necessità con un’avversario che rappresenta l’antitesi al suo dna”.

E’ una lettura che condivido, ma che temo però non sia esaustiva. E’ probabile in particolare che l’allontanamento del Pd dalla sinistra (inevitabile nel momento in cui ci si allea al Pdl) abbia allontanato parte dei simpatizzanti più schierati, come dimostra l’incremento dei consensi per Sel; resta il fatto però che gli spazi a sinistra del Pd rimangono molto angusti; è probabile semmai che i consensi in fuga dal Pd si trasferiscano al M5S, che perde però i suoi sostenitori provenienti dal centro-destra (che tornano da Berlusconi), delusi per la scarsa fattività mostrata finora dal Movimento.

IL DUBBIO E’ CHE CI SIA UNA RISPOSTA DI SINISTRA CHE CONIUGHI EQUITA’ E COMPATIBILITA’

Ma c’è un altro aspetto delle difficoltà della sinistra riformista che andrebbe attentamente analizzato, e sono le sue deludenti performance europee: sconfitta in Islanda, nonostante i buoni risultati del suo governo, sconfitta ieri in Bulgaria, e in forte affanno (dopo appena un anno di governo) in Francia, dove Hollande ha toccato i minimi storici nei consensi.

La questione, dunque, mi sembra essere ben più seria delle beghe interne, pur riprovevoli, del Pd: c’è una forte domanda di sinistra, nella società, ma non so se c’è una risposta di sinistra, almeno al di fuori delle opzioni populiste: una risposta che abbia come obbiettivo primo l’equità, ma come contorno invvitabile le compatibilità economiche generali.

NELLA SOCIETA’ C’E’ UNA FORTE DOMANDA DI SINISTRA, MA A GUADAGNARE CONSENSI E’ IL PDLultima modifica: 2013-05-13T14:07:42+02:00da sergiofrigo
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