DIETRO IL BRACCIO DI FERRO SU LEGGE ELETTORALI E RIFORME UN BLUFF DI BERLUSCONI

LettaAlfano.jpegA pochi giorni dall’insediamento appare già molto chiara la natura precaria e inconcludente di questo governo, che nonostante i ritiri in abbazia resta diviso su tutto e incapace di raggiungere delle sintesi che non siano al ribasso. Dopo gli scontri su Nitto Paola, sull’Imu, sulla Convenzione per le riforme, ora tocca alla revisione della legge elettorale, che il Pdl vuole posticipare a dopo un’ampia revisione costituzionale.

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PERCHE’ IL CENTRO-DESTRA DIFENDE IL PORCELLUM

Non è una questione di lana caprina, come sembrerebbe in apparenza, ma investe la natura stessa e la durata del governo, su cui le differenze di fondo fra le forze che lo sostengono rimangono enormi. Approvare subito una nuova legge elettorale (anche il semplice ritorno al Mattarellum) consentirebbe infatti di andare a nuove elezioni in qualsiasi momento, mentre finché c’è il Porcellum le elezioni non si fanno e il governo continua a sopravvivere; il vantaggio per Berlusconi è evidente: innanzitutto sta al governo (e lo influenza pesantemente) pur avendo perso le elezioni, poi logora un po’ di più ogni giorno che passa il rapporto fra il Pd e il suo elettorato e gli eventuali alleati futuri (Sel), quindi limita le asprezze degli avversari (ora alleati) sulle sue sentenze, da ultimo col Porcellum può conservare il potere assoluto sulle candidature e minacciare ad ogni momento il ricorso alle urne, forte di sondaggi che (al momento) gli promettono un ampio margine sugli avversari, e quindi un possibile en-plein nelle rappresentanze parlamentari. In questo modo costringe un Pd mai così indebolito a una difesa a oltranza di un governo subìto e non scelto, che un Napolitano intimidito dalla situazione economica ha voluto essere pienamente politico e non meramente di scopo, come sarebbe stato più ragionevole.

ORA IL PD IMPONGA LA PROPRIA AGENDA

A mio modesto avviso, comunque, quello di Berlusconi è un azzardo, se non proprio un bluff. Resto infatti del parere che un Pd finalmente riunificato (e la candidatura Renzi alla premiership sembrerebbe in grado di fare il miracolo) sarebbe di nuovo largamente competitivo di fronte a uno schieramento di centro-destra palesemente senza un leader che non sia lui stesso, sempre più impresentabile e a rischio di interdizione dei pubblici uffici. Un ottimo motivo per il Pd per riprendere l’iniziativa, imponendo agli avversari-alleati la propria agenda e le proprie parole d’ordine e abbandonando le attuali timidezze.

DIETRO IL BRACCIO DI FERRO SU LEGGE ELETTORALI E RIFORME UN BLUFF DI BERLUSCONIultima modifica: 2013-05-14T12:00:26+02:00da sergiofrigo
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