LA DEMOCRAZIA È ESPROPRIATA: MA LA RISPOSTA È LA DEMAGOGIA?

ObamaRomney.jpgSempre più spesso – con l’imporsi sulla politica nazionale delle istanze espresse dalle istituzioni internazionali spesso non elettive (i mercati, le agenzie di rating, la Bce, l’Europa…) che arrivano a imporre ai paesi dei governi “amici” – da alcuni settori delle opinioni pubbliche si sollevano proteste per l’espropriazione dei voleri dei popoli, trattati dai gran commis e dai tecno-burocrati alla stregua di bambini sottosviluppati.

Vero, le colpe e gli errori di questi signori ci sono ben chiari. Ma come si esprimono i popoli quando hanno la facoltà di scegliere, attraverso il voto e non solo? La risposta è desolante, e dovremmo ammetterlo soprattutto noi italiani, che ci siamo tenuti per 18 anni Berlusconi, con una corte dei miracoli sterminata, impresentabile e spendacciona di cui Fiorito è solo l’ultimo fiore. Raramente, e solo per casi fortuiti, vengono premiati davvero i politici migliori, i partiti più seri, i programmi più realistici. Prevalgono piuttosto i demagoghi, i populisti, i fotogenici, i più abili a nascondere le proprie magagne del passato e ad ammantare di credibilità delle promesse future che sanno già in partenza essere illusorie, perché non tengono conto della realtà dell’economia mondiale né dei reali rapporti di forza tra i paesi.

 

RUSSIA, CINA, SPAGNA: UN PROBLEMA GLOBALE

Putin2.jpgNon solo in Italia, sia chiaro: vogliamo considerare la Russia, che da 12 anni a questa parte non ha saputo esprimere altri leader che Putin, la cui popolarità non è mai stata seriamente scalfita né dagli scandali, né dalle prepotenze, né dall’amicizia… col Cavaliere? Vogliamo parlare di Israele, che si è ripresa Netanyahu dopo il disastroso triennio ’96-99 e ora si trova sempre più isolata nel mondo, in piena crisi e con elezioni anticipate alle porte? Vogliamo parlare della Cina, dove invece che protestare per le condizioni di lavoro inumane e la mancanza di libertà il popolo scende in piazza contro il Giappone per rivendicare due isole sperdute e disabitate? Catalogna.jpgO della Spagna, dove a fronte di problemi globali che richiederebbero risposte di scala adeguata, a scaldare gli animi sono invece ancora una volta le rivendicazioni nazionalistiche che già hanno diviso e insanguinato l’Europa fino ad anni recenti?

LE ELEZIONI NEGLI USA COME UN TELEVOTO

L’ultimo episodio rischia di essere quello di Obama, in America: è salito al potere nel 2008 solo “grazie” alla crisi economica e all’inettitudine del suo predecessore George Bush, e dopo quattro anni in cui è riuscito a tamponare i disastri repubblicani, rischia di dover passare la mano all’ambiguissimo Romney (ora in testa ai sondaggi) soprattutto per colpa di un confronto televisivo perduto. Ma vi sembra possibile che i destini del mondo siano decisi da una specie di televoto tra i telespettatori americani?

Ovviamente come tutti non ho idee alternative, ma come ho scritto anche qui di recente, non mi sembra che questa democrazia demagogica sia molto adeguata alla complessità del presente.

LA DEMOCRAZIA È ESPROPRIATA: MA LA RISPOSTA È LA DEMAGOGIA?ultima modifica: 2012-10-10T12:03:10+02:00da sergiofrigo
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