UN GOVERNO MENO PEGGIO DI QUANTO SI POTEVA TEMERE, MA LO ASPETTANO DEI PROBLEMI INSORMONTABILI

LettaNapolitano.jpgIl bicchiere del governo rimane irrimediabilmente vuoto, perché non solo prima delle elezioni, ma anche fino al famoso incontro Bersani-5 Stelle, o addirittura fino al venerdì della bocciatura di Prodi alla Presidenza, avremmo respinto inorriditi un’ipotesi del genere. Ma viste come si sono evolute le cose nell’ultima settimana, possiamo dire che è andata meno peggio di come si poteva temere, almeno quanto alla composizione del nuovo esecutivo. Letta è riuscito se non altro a tenere fuori dal governo alcuni dei personaggi che l’avrebbero reso ancor più impresentabile (almeno a sinistra), e non parlo solo dello stesso Berlusconi o dell’insopportabile Brunetta, ma anche di Massimo D’Alema, la cui ventilata nomina agli esteri sarebbe suonata alla stessa base democratica come un’inaccettabile premio alle trame (vere o presunte) da lui intrecciate durante le presidenziali.

 

UN ESECUTIVO SBILANCIATO VERSO IL PDL, MA CON QUALCHE NOVITÀ INTERESSANTE

Certo, è un governo sbilanciato verso il Pdl, con il doppio incarico ad Alfano di vice-premier e ministro dell’interno: ma non poteva essere altrimenti, una volta imboccata la strada delle larghe intese, considerato che la sinistra ha incamerato le tre principali cariche dello Stato.

Fra le cose positive ci sono la mancata concessione al Pdl dei ministeri chiave dell’Economia e della Giustizia, la giovane età e le facce nuove di molti neo-ministri (impagabile Cecile Kyenge, ma applausi a priori anche per Josefa Idem e Emma Bonino). Ora si tratterà di vedere come saranno ripartiti i sottosegretari (in particolare chi avrà la decisiva delega all’Editoria), ma soprattutto bisognerà leggere con attenzione il programma, per valutare l’eventuale tasso di novità dell’esecutivo.

MA PRESTO VERRANNO AL PETTINE I NODI DELLA GIUSTIZIA E DEL CONFLITTO D’INTERESSI

I veri nodi, però, non saranno neanche questi, ma quelli che si presenteranno inevitabilmente di qui a qualche settimana o qualche mese: e c’è da giurarci che saranno nodi capaci di soffocare soprattutto l’affannoso respiro del Pd, e di imbrigliarne le residue spinte ideali e innovative.

Cosa accadrà, ad esempio, quando verranno presentate – dagli ex alleati di Sel o dai grillini – delle proposte di legge sul conflitto di interessi, o sul riconoscimento delle unioni gay, o sulla giustizia, modellate sulle posizioni del Pd, ma in contrasto con quelle dei nuovi “alleati” del Pdl? I democratici voteranno contro in ossequio alla fedeltà alla nuova maggioranza?

E COSA FARÀ IL PD NEL CASO DI UNA CONDANNA DI BERLUSCONI?

Ancora peggio (meglio?) andrà nel caso di un’eventuale condanna di Berlusconi ad uno dei processi che si stanno avviando alla conclusione: quanto reggerà il governo se il Pd non dovesse “proteggerlo” in Parlamento dalle inevitabili richieste di dimissioni e dal rischio di finire in galera? (Ricordiamo che il Prodi 2 cadde perché fu indagata la moglie di Mastella…)

Ma soprattutto: quanto reggerà il partito, in particolare la sua base, se i parlamentari democratici dovessero contribuire a salvarlo?

Io credo che, al di là dei nomi e del programma, sia questa la ratio su cui si valuteranno le doti di fermezza, integrità e tenuta di Enrico Letta e dei suoi uomini, e quindi anche la vera natura del suo governo.

UN GOVERNO MENO PEGGIO DI QUANTO SI POTEVA TEMERE, MA LO ASPETTANO DEI PROBLEMI INSORMONTABILIultima modifica: 2013-04-28T03:19:36+02:00da sergiofrigo
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