PATREVE E CITTA’ METROPOLITANA: LE OSTILITÀ STRUMENTALI E LE OBIEZIONI REALI

Patreve, città metropolitana, Pdl, Pd, Lega, Padova, Veneto, Zanonato, Zaia, Tosi, Favero, Gobbo, Treviso, VeronaSe fossi il sindaco di Padova, ma anche di uno qualsiasi dei comuni della provincia, non avrei il minimo dubbio sull’aggregazione alla città metropolitana: per il semplice motivo che – preterintenzionalmente e quindi disordinatamente – la PaTreVe c’è già, come dimostrano le migliaia e migliaia di spostamenti di persone e di scambi di ogni genere che quotidianamente interessano i tre territori. Patreve, città metropolitana, Pdl, Pd, Lega, Padova, Veneto, Zanonato, Zaia, Tosi, Favero, Gobbo, Treviso, VeronaSi tratta dunque semplicemente di riorganizzare i contatti e razionalizzare i servizi (accorpandone alcuni), ricavandone – lo dico sommariamente – risparmi di tempo (per i cittadini) e di risorse (per nuovi investimenti). 

DAL PDL PADOVANO UNA CONTRARIETÀ INCOMPRENSIBILE

Non si capiscono, dunque, le obiezioni dei contrari, in particolare in casa Pdl, nel nome della difesa di una padovanità che appare un mero retaggio del passato, se non una strumentale forma di opposizione alla politica di Zanonato (le posizioni di Giustina Destro, quand’era sindaco del centro-destra, erano infatti pienamente favorevoli). Non a caso i vertici del partito (Galan, Sacconi, Brunetta) si segnalano per l’assordante silenzio su questo argomento. La Lega poi ha fatto della difesa della status quo delle province, e del localismo più retrivo, il suo cavallo di battaglia, salvo dividersi al suo interno, con il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo favorevole all’aggregazione.

MA ZAIA NON HA TORTO A TEMERE UN VENETO DI SERIE B

Patreve, città metropolitana, Pdl, Pd, Lega, Padova, Veneto, Zanonato, Zaia, Tosi, Favero, Gobbo, Treviso, VeronaHo detto dunque cosa farei se fossi un amministratore padovano. Ma se fossi il presidente della Regione? Qui la posizione è più argomentata, e farebbe bene il Pd a confrontarsi seriamente con le obiezioni di Luca Zaia, o meglio con quelle più approfondite del sindaco leghista di Montebelluna Marzio Favero, sempre più “testa pensante” del nuovo Carroccio. Certo, il governatore non brilla – né in questa né in altre occasioni – per una forte capacità di gestione politica dei processi: la non-decisione sul taglio delle Province la dice lunga, e così pure il rilancio (adesso!) dei temi dell’indipendenza regionale o dell’autonomia dei comuni.Ma la sua obiezione più forte, che la PaTreVe taglierebbe fuori alcuni milioni di veneti, riducendoli di fatto a cittadini di serie B, qualche fondamento ce l’ha. E ce l’ha pure la sua controproposta di prendere atto che l’intero Veneto è città metropolitana (si vedano qui le motivazioni, meglio espresse da Favero NZ_14_COMM.html).

Per cui una forza politica che si candidi a costituire un’alternativa a Zaia a livello regionale deve avere la capacità di elaborare una risposta politico-culturale allo stesso livello, cioè che si faccia carico dei bisogni e dei livelli di vita di tutti i veneti (parlo del Pd, perché il Pdl anche in questo è subordinato al Carroccio, e comunque l’ultimo pronunciamento di Galan su questo tema è lo stesso di Zaia).

MA ANCHE VERONA E’ PARTE DEL VENETO METROPOLITANO?

Ci si potrebbe concentrare, ad esempio, su una seria lettura dei flussi delle persone, dei collegamenti esistenti, delle vocazioni storiche dei territori (la Fondazione Benetton ha dei materiali preziosi, in merito), ma anche delle decisioni assunte negli ultimi anni dalle forze politiche e dai rappresentanti dei diversi territori: ad esempio, siamo sicuri che la Verona del segretario leghista Flavio Tosi sia così integrata nella metropoli veneta, come sostiene la Lega? O non esercita piuttosto da tempo una sua peculiare forma di autonomia, che guarda a ovest e a nord piuttosto che a est, verso il resto del Veneto? E non è che su queste premesse – sempre per razionalizzare i servizi e valorizzare le vocazioni e la massa critica dei territori – si dovrebbe piuttosto ipotizzare un nuovo polo metropolitano del Veneto occidentale, a cui aggregare anche il vicentino, ammesso che la provincia berica non preferisca guardare verso est?

PATREVE E CITTA’ METROPOLITANA: LE OSTILITÀ STRUMENTALI E LE OBIEZIONI REALIultima modifica: 2012-11-06T12:33:22+01:00da sergiofrigo
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