“LA BELLA ADDORMENTATA” IGNORATA A VENEZIA, TROPPO CLAMORE PER UN FILM APPENA “NORMALE”

Eluana, Bellocchio, Venezia, Napolitano, La bella addormentata, Servillo, Huppert, Mostra, Venezia, giuriaL’Italia si straccia le vesti per la mancata premiazione, alla Mostra di Venezia, del film di Marco Bellocchio “La bella addormentata”. Qualcuno si è lamentato che è l’intero cinema italiano ad essere stato offeso da questa decisione, e un ex sottosegretario alla cultura (Giro) ha aggiunto che fanno bene gli altri registi italiani a snobbare Venezia per andare (magari a vincere) a Cannes e a Berlino. Ieri persino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è sentito in dovere di telefonare al regista per dirgli di aver apprezzato la sua pellicola.

Ora, io apprezzo Bellocchio, e non credo che la filmografia nazionale sia peggiore di altre. Ma questo film non è certo il capolavoro di cui si va parlando, e quindi il clamore offeso di questi giorni mi pare l’ennesima manifestazione del vittimismo nazionale. Non ho visto altri film in mostra, e quindi non entro nel merito del verdetto della giuria. A proposito de “La bella addormentata” però posso dire che accanto a molte cose buone (la fotografia, la recitazione di quasi tutto il cast, la ricostruzione del retrobottega della politica)  è carente proprio nell’aspetto su cui era più atteso, il confronto sui grandi temi della vita e della morte.

BANALIZZATE LE POSIZIONI DEGLI ANTI-EUTANASIA

Eluana, Bellocchio, Venezia, Napolitano, La bella addormentata, Servillo, Huppert, Mostra, Venezia, giuriaMi spiace dover ammettere, in particolare, che hanno ragione coloro che (in particolare nel mondo cattolico e nel centro-destra) lo hanno criticato perchè “a senso unico”. Nel film sono infatti esplicitate molto bene le ragioni dei favorevoli a staccare la spina, in particolare nella sofferta maturazione di una posizione autonoma da parte del senatore del centro-destra interpretato ottimamente da Toni Servillo; manca però un analogo approfondimento delle ragioni dei contrari, che sembrano mossi da una deriva psichiatrica autodistruttiva (Isabelle Huppert), da vendicative pulsioni religiose (Alba Rohrwacher, pronta però a gettarsi la croce dietro le spalle quando finalmente “conosce un uomo”), da bieche motivazioni di interesse politico (i parlamentari del centro-destra, fra i quali spicca un luciferino Roberto Herlitzka): il risultato è che nel film diventano più appassionanti, perchè autentiche, le parti documentarie, e assurge alla dignità di un alto momento di tensione e di “verità” – dopo le volgarità di Berlusconi, rintuzzate al Senato dal “nostro” Paolo Giaretta – persino la rabbiosa invettiva di Gaetano Quagliarello contro “l’assassinio di Eluana”.

UN DILEMMA CHE CI RIGUARDA TUTTI MERITAVA PIU’ RIGORE E PIU’ SENSIBILITA’

Ora, io ho molto apprezzato a suo tempo la battaglia di Beppino Englaro, e ho tirato un sospiro di Eluana, Bellocchio, Venezia, Napolitano, La bella addormentata, Servillo, Huppert, Mostra, Venezia, giuriasollievo quando Eluana è morta, e mi sono infuriato quando hanno approvato una nuova legge che toglie all’individuo il diritto di scegliere la fine che vuole. Però non credo che sia giusto – nè artisticamente pagante – banalizzare in questo modo le posizioni contrarie. Il confronto su questi temi è quanto di più intimo e personale e sofferto ci possa essere, e il dilemma morale che ci investe tutti risulta tanto più credibile quanto più riesce ad attivare un dialogo serrato e uno scontro di emozioni all’interno delle nostre stesse coscienze e dei nostri cuori. In altri film (penso a “Million dollar baby”, del pazzo conservatore Clint Eastwood) questo avviene, nel film di Bellocchio no.

“LA BELLA ADDORMENTATA” IGNORATA A VENEZIA, TROPPO CLAMORE PER UN FILM APPENA “NORMALE”ultima modifica: 2012-09-11T02:48:00+02:00da sergiofrigo
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