AD ARCORE LE ULTIME NEVI DI MARIO RIGONI STERN

RigoniArcore.jpgMario Rigoni Stern ad Arcore: le Scuderie di Villa Borromeo, nel centro brianzolo (dove Berlusconi tiene casa ma ha… perso il Comune) ospitano da ieri una bellissima mostra sullo scrittore asiaghese, che rilancia – a quattro anni dalla sua morte – il dialogo serrato che egli intratteneva con alcuni importanti artisti del Novecento, e offre ai suoi lettori che la visiteranno la possibilità di scoprire alcuni angoli nascosti della sua personalità e della sua opera.

E in singolare concomitanza esce proprio in questi giorni il nuovo numero della rivista letteraria Finnegans, a lui dedicato, con i contributi di numerosi studiosi ed amici (da Eraldo Affinati a Claudio Ambrosini, da Ilvo Diamanti a Bepi De Marzi, da Gian Piero Brunetta a Mario Isnenghi, da Paolo Lanaro a Folco Portinari).


LE FOTO DI TOMBA, IL “SERGENTE” DI MURER

Mario Rigoni Stern, Arcore, Adriano Tomba, Giuseppe Mendicino, Augusto Murer, FinnegansLa mostra si intitola “Le nevi di Mario Rigoni Stern“, e raccoglie oltre ai testi dello scrittore sulla stagione per lui più bella ma anche più difficile (dopo la terribile ritirata dalla Russia), le immagini in bianco e nero del noto fotografo valdagnese Adriano Tomba, la scultura bronzea Il Sergente e dieci acqueforti di Augusto Murer, tutte ispirate al più noto romanzo di Rigoni Stern e accompagnate da un suo brano, e inoltre gli omaggi di Pino Guzzonato, Gilberto Perlotto, in arte Gibo, Graziella Marchi, Gianni Bevilacqua, Dunio Piccolin e Gianfranco Vianello, spesso accompagnate dalle osservazioni dello scrittore.«Mario Rigoni Stern amava molto l’arte – scrive il curatore della mostra Giuseppe Mendicino – bastava entrare nella sua casa ai margini del bosco per capirlo: la statua del Sergente, le betulle di Armando Pizzinato, le coturnici sulla neve di Claudio Menapace, i dipinti di Francesco Tabusso, Paolo Bonato e di altri…».Mario Rigoni Stern, Arcore, Adriano Tomba, Giuseppe Mendicino, Augusto Murer, Finnegans

Mendicino è la chiave di volta dell’operazione, e anche la ragione per cui la mostra si tiene ad Arcore: egli è infatti il segretario generale del Comune brianzolo, ma anche lo studioso incaricato dalla famiglia Rigoni Stern di scrivere la biografia dello scrittore, in virtù della sua lunga e assidua frequentazione. Mendicino ha raccolto per la mostra, accanto alle opere d’arte e ai testi del Sergente (“Verrà, verrà il caro scricciolo sulla catasta di legna ad annunciarmi la prima neve come quanto ero ragazzo con il suo tictictic ripetuto più volte”), alcune testimonianze particolarmente significative dei suoi traduttori, come Claude Ambroise, Hiroto e Keiko Koga, Marie-Hélène Angelini, Arno Baehr, che hanno mantenuto per Mario una grande devozione e costruito nel suo nome vere e proprie amicizie.

L’ULTIMO RICORDO DEL SUO TENENTE, NELSON CENCI

Ma fra tutte spiccano le parole di Nelson Cenci, il tenente di RigoniStern in Russia, scomparso nei giorni scorsi. Cenci, già gravemente ammalato, parla della sua fraterna amicizia col suo Sergente in tono toccante: «Io porto in me con amorevolezza questo carico di ricordi del tempo trascorso con Mario Rigoni Stern perché essi segnano uno dei momenti più importanti della mia vita. Una dolce e tenera malinconia mi prende soprattutto d’inverno quando con gli sci o a piedi percorro in solitudine i sentieri innevati di un bosco e mi fermo a osservare lo scintillio della neve che si distacca dai rami degli alberi al più debole alitare di vento. Tutto rimpiango allora di quel passato anche quello che avrebbe potuto essere e non è stato».

DATE E ORARI DI VISITA

Fino al 30 settembre, apertura sabato e domenica ore 10-13 e 15.30-18.30, in settimana visite guidate a scolaresche e gruppi, su prenotazione (tel. 039-60171) APertra straordinaria il 17 settembre

AD ARCORE LE ULTIME NEVI DI MARIO RIGONI STERNultima modifica: 2012-09-10T12:00:32+02:00da sergiofrigo
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