MENTRE MONTI CI PROVA, IL QUADRO POLITICO STA DEFLAGRANDO

Padania.jpgImpressionano i rivolgimenti che stanno avvenendo nella politica in questi giorni, sotto la superficie del tentativo di Monti di mettere in piedi un nuovo governo. E’ davvero la fine del sistema politico della Seconda Repubblica.

 

Mentre nel centro-sinistra si tenta faticosamente di tenere sotto controllo le crepe derivate dal ribaltamento del quadro politico (e nel terzo polo sono sotto osservazione gli annusamenti di Fini verso un Pdl in via di de-berlusconizzazione), è soprattutto a destra che la maionese sembra impazzita, senza che nessuno sia più in grado di rimetterla nel barattolo.

 

LA REGRESSIONE DELLA LEGA RENDERÀ PROBLEMATICA UNA NUOVA ALLEANZA COL PDL

Impressiona soprattutto vedere la Lega – che in qualche momento era sembrata poter essere forza di governo – regredire ai livelli del 1996, immergendosi come in un bagno purificatore nella demagogia populista e nei proclami secessionisti per evitare di fare i conti con le proprie responsabilità nell’attuale disastro e con le proprie profonde spaccature interne.

La deflagrazione era naturalmente innescata da tempo, nell’implosione dell’esperimento berlusconiano e nell’incapacità della leadership di Bossi di rigenerarsi e proporre una via d’uscita al movimento. Ma già a questo punto – a meno di una settimana dalla presa d’atto dell’esaurimento della maggioranza – sembrano spazzati via i presupposti per rimettere insieme i cocci e riprendere il cammino assieme al Pdl nel futuro. Poi, si sa, in politica mai dire mai, ma sarà interessante al momento buono vedere gli azzurri, anche con Alfano al posto dell’inviso Cavaliere, provare a rapportarsi con una Lega che ha detto no al governo europeista di Monti e che ha rispolverato il Parlamento del Nord e la secessione.

ADDIO AL PARTITO DI GOVERNO, COME RIFONDAZIONE

Per certi aspetti la parabola leghista ricorda quella di Rifondazione, che dopo aver (malamente) esaurito con Bertinotti (governo Prodi 2) la sua esperienza nelle istituzioni, è tornata nella ridotta dell’1-2% con Ferrero, senza apparente possibilità di incidere nei disegni politici generali.

Aspettiamoci dunque – soprattutto se Monti dovesse farcela – un lungo periodo di abbaiamenti al cielo, di polemiche feroci e sguaiate contro le élites economiche e intellettuali (che in questo momento stanno invece riprendendosi gli spazi ceduti nel triennio berlusconiano), di attacchi padani all’Europa, agli immigrati e al Meridione, di populismo sociale di bassa… lega; tutto questo farà presa – una volta rimosso dalla memoria collettiva l’effetto casta di cui anche il Carroccio si è macchiato –  sugli strati popolari colpiti dai tagli e dai sacrifici decisi dal prossimo governo, e vogliosi di farli pagare ad altri. Ma per andare dove? E con quali prospettive?

CONFINATI NELLE PERIFERIE. MA SE L’EURO DOVESSE CEDERE…

PadaniaItaly.jpegIo credo che se l’Europa riuscirà a uscire indenne dalla crisi, questa Lega populista e di lotta chiusa nelle sue ridotte del Nord si riprenderà magari una parte degli elettori duri e puri che in questi anni le hanno voltato le spalle, ma farà fatica a costruire coalizioni organiche e durature con  qualcuno, e soprattutto ad esprimere una qualche politica credibile e di prospettiva. Sarà al massimo, più che mai, solo un sindacato territoriale. E questo sarà un bel problema per il centro-destra italiano.

Il fatto è però che la Lega (e questo sottotraccia non è mai venuto meno) ha sempre puntato sul fallimento del progetto europeo per mirare al suo obiettivo neppure tanto nascosto, la secessione. E se l’Euro fallisse davvero, e con esso crollasse in tutto o in parte la costruzione europea, la prospettiva di un nord libero dal fardello del sud e con i numeri economici sufficienti per rapportarsi con le regioni europee più avanzate diventerebbe in qualche modo credibile. Sempre che – più realisticamente – in quel momento non fosse esso stesso ricoperto dalle macerie.

MENTRE MONTI CI PROVA, IL QUADRO POLITICO STA DEFLAGRANDOultima modifica: 2011-11-15T03:25:38+01:00da sergiofrigo
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