OBAMA CEDE AI REPUBBLICANI SULLE TASSE: MA ECCO PERCHE’ LE POLITICHE DI SINISTRA VENGONO SISTEMATICAMENTE SCONFITTE

Obama.jpgObama cede ai repubblicani sulle tasse ai ricchi, come aveva ceduto in precedenza su molte altre cose, in particolare sull’assistenza sanitaria, ridotta a un pallido fantasma di quella che aveva in mente all’inizio del suo mandato. E i repubblicani sostengono esplicitamente di voler tagliare ogni tipo di assistenza sociale alle fasce povere della società.

Con posizioni del genere si dovrebbero ipotizzare rovinose sconfitte per l’Old Party e trionfi a ripetizione per i democratici, e invece – fatta salva la miracolosa eccezione dell’elezione di Obama, due anni fa – succede sistematicamente il contrario, tanto che la Camera dei rappresentanti è ormai a maggioranza repubblicana, e si profila addirittura un travaso di voti dai moderati agli oltranzisti dei Tea Party.

Perché accade questo negli Usa? E perché accade anche, seppure in forme molto più sfumate (e dissimulate) in Italia e in quasi tutta Europa? Perché, in altre parole, delle reali politiche di sinistra, di redistribuzione sostanziosa dei redditi, non hanno più successo da tempo nel mondo occidentale? E dove sono, al momento del voto, i poveri che dovrebbero difendere chi, come Obama, avrebbe voluto fare i loro interessi, e ora non ci riesce più perché gli è venuto meno il consenso?

POPULISMO: QUANDO I POVERI VOTANO CONTRO IL LORO INTERESSE

Tutto questo è il segno più evidente dell’egemonia liberista sulla società, nella sua variante populista. Ed è un capolavoro del populismo far votare i poveri contro i loro interessi, e in favore dei ricchi. Si tratta degli effetti a lunga distanza del fallimento del comunismo (e successivamente dell’esaurirsi dei margini di manovra delle social-democrazie), che invece di risolvere i problemi dei poveri ha soprattutto saputo tutelare la propria classe dirigente elitaria, illiberale e corrotta.

Ora in sostanza la maggioranza dei cittadini, in queste società, è contraria a tirar fuori con le tasse i propri soldi faticosamente guadagnati, perché pensa che una volta incamerati dallo Stato essi sarebbero sperperati dalla burocrazia pubblica o anche destinati a sussidiare i ceti più poveri (magari di recente immigrazione) che non se li meritano perché vivono alle spalle della collettività invece che impegnarsi nel lavoro. Ecco il motivo profondo del successo dei repubblicani americani e dei partiti conservatori europei.

IL MASOCHISMO STRABICO DEGLI ELETTORI POVERI

Certo ci vuole una buona dose di masochismo, da parte  degli elettori dei ceti medio-bassi, per non punire i fautori di queste posizioni nelle urne. Masochismo e strabismo, determinati in buona parte dall’azione martellante dei media più popolari e invasivi, televisione e tabloid in testa, non a caso saldamente in mano praticamente ovunque (Murdoch docet) a super-capitalisti di spiccate simpatie conservatrici: risulta infatti (cito a memoria, non ricordo la fonte) che il 16% degli americani è convinto di far parte dell’1% più ricco della popolazione: e quindi vota di conseguenza.

Specularmente dall’altra parte della piramide sociale molti poveri pensano che il voto non risolverebbe affatto i loro problemi, ma soprattutto ritengono di essere i principali colpevoli della loro stessa povertà (quando non è stata una qualche divinità a scagliargliela addosso): e dunque pensano in fondo di meritarsela, come i più ricchi si meritano la loro ricchezza. Perché sforzarsi di rivoluzionare, dunque, questo ordine delle cose?

STA CAMBIANDO QUALCOSA?

I recenti pronunciamenti elettorali in Italia hanno convinto alcuni sociologi (Diamanti e De Rita, ad esempio) che sia finito il ciclo dell’individualismo populista incarnato da Berlusconi e che ci sia adesso lo spazio per una politica nuova, più attenta alle esigenze del bene comune e a valori non mercantili, n primis la solidarietà sociale: spero che abbiano ragione, ma personalmente non sono così ottimista. Sarebbe la prima volta, tra l’altro, che l’Italia diventa laboratorio di contro-tendenze rispetto all’evoluzione politico-sociale-culturale americana. Io credo invece che sia sostanzialmente finito Berlusconi, ma temo che il berlusconismo sia ancora vivo e vegeto, e si sia saldamente insediato – nelle sue diverse espressioni – anche in settori della politica (la sinistra, Grillo) dove non ti aspetteresti di trovarlo. Ma su questo ragionerò più avanti.

OBAMA CEDE AI REPUBBLICANI SULLE TASSE: MA ECCO PERCHE’ LE POLITICHE DI SINISTRA VENGONO SISTEMATICAMENTE SCONFITTEultima modifica: 2011-07-26T02:19:00+02:00da sergiofrigo
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