ORA LO SCONTRO NAZIONALE FRA PDL E LEGA INVESTE ANCHE LA REGIONE VENETO

Gobbo.jpegLo stress è contagioso. Inevitabilmente i pessimi rapporti a livello nazionale fra Lega e Pdl rimbalzano in provincia, e rischiano di terremotare la già incerta navigazione di Luca Zaia alla guida della Regione. Nei giorni scorsi il segretario del Carroccio veneto, Gian Paolo Gobbo, si è fatto scappare a Radio 24 che “conquistato il federalismo Berlusconi lo buttiamo a mare”, suscitando un vespaio nel Pdl, che ha minacciato la crisi a Palazzo Balbi se alle parole la Lega facesse seguire i fatti. Al che sono prontamente partiti i pompieri padani, Zaia in testa (“una battuta stressata”), seguito dall’assessore regionale Franco Manzato. Peccato che dallo stesso versante politico siano arrivate anche nuove pesanti bordate, tutte dirette verso il Cavaliere: da Flavio Tosi, ad esempio, o dal presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro (“Basta con Berlusconi se vogliamo dare nuova energia al Paese”). E il senso politico della situazione l’ha fornito lo stesso Gobbo, ridimensionando la sua sparata in un non proprio innocuo “il patto tra noi e il Pdl non funziona e va rivisto”.

 

LA LEGA NEL SOTTOGOVERNO: MEGLIO UNA POLTRONA OGGI CHE IL FEDERALISMO DOMANI

Ma se a livello politico la guerra per il momento si minaccia ma non si combatte, nei luoghi di sottogoverno la carneficina è già in atto da tempo, e ha fatto qualche vittima eccellente; inutile dire che ad attaccare a testa bassa, all’insegna dello slogan “meglio una poltrona oggi che il federalismo domani”, è sempre la Lega. Ad Ascopiave, la più importante multiutility del Nordest, è saltato il potente direttore generale e già presidente di provata fede galaniana Gildo Salton, sostituito già ad aprile dal commercialista Fulvio Zugno, fedelissimo di Gobbo; e per il momento si è salvato per il rotto della cuffia Francesco Borga, messo a suo tempo da Galan (pur essendo un indipendente, e per questo poco amato anche dai consiglieri del Pdl) alla guida di Veneto Sviluppo e inviso ai leghisti che vorrebbero mettere al suo posto il veronese tosiano Marco Valori. Ma la lista degli epurandi non è che agli inizi.

IL PDL SI DIVIDE, E L’ECONOMIA SI PREOCCUPA

E il Pdl? Naturalmente si divide, fra un Galan che minaccia sfracelli, un Brunetta che abbozza e un Tremonti che addirittura condivide i successi leghisti (come nell’improvvida apparizione all’inaugurazione dei ministeri padani a Monza). I soci privati e l’imprenditoria in genere invece guardano preoccupati a questo spoil system selvaggio di marca leghista, che sfianca le aziende para-pubbliche e impedisce loro di sviluppare in pieno le rispettive strategie. Ma la domanda è: come possono governare efficacemente una regione complessa come il Veneto due forze politiche divise su tutto e impegnate a combattersi sui più diversi fronti, invece che a trovare soluzioni condivise?

ORA LO SCONTRO NAZIONALE FRA PDL E LEGA INVESTE ANCHE LA REGIONE VENETOultima modifica: 2011-07-25T13:10:00+02:00da sergiofrigo
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