IL “DOPO PAPA”: UN TERREMOTO POLITICO CHE MINA ALLA BASE IL GOVERNO – LE “GRANE” DEL PD E IL DILEMMA DI UNA LEGA A GESTIONE MARONI

Papa, Tedesco, Berlusconi, governo, Lega, Maroni, Alfano, D'Alema, Pd, PdlDel terremoto capitato ieri in Parlamento con il voto sul “caso Papa” ho già scritto qualcosa ieri: ora si tratta di vedere se qualcuno sarà in grado di trarne le conseguenze politiche, cioè di staccare la spina a questo governo. Il colpo per Berlusconi è pesantissimo, perché fa venire meno, con la defezione della Lega, la ragione fondante di questo governo, cioè mina alla base il teorema che sta alla base della sua costituzione: che bisogna fermare i giudici, che attaccando Berlusconi e i suoi delegittimano il voto popolare e puntano a commissariare lo Stato. Col suo voto il Parlamento – rispondendo per una volta ad un preciso e largamente maggioritario sentimento popolare espresso soprattutto in Rete – non solo ha detto che non ci crede, ma ha anche aggiunto che un governo che pone la riforma della giustizia in salsa berlusconiana come suo principale obbiettivo (nel momento in cui intorno precipita l’economia) non ha diritto di sopravvivere.

BERLUSCONI PER IL CENTRO-DESTRA NON È PIÙ LA SOLUZIONE, MA L’OSTACOLO

Questo è il nodo politico da sciogliere, ma palesemente non potrà essere Berlusconi a farlo. Papa, Tedesco, Berlusconi, governo, Lega, Maroni, Alfano, D'Alema, Pd, PdlSe il Pdl fosse un partito vero, se Alfano fosse un vero segretario, spetterebbe a loro dire al leader una parola definitiva, spiegandogli che lui non è la soluzione, ma il problema, e cercando altre soluzioni, piuttosto che far precipitare ulteriormente la situazione e farsi dettare eventuali, future soluzioni, dall’esterno: ma temo che non lo faranno, andranno avanti ottusamente come il giocatore che sta perdendo montagne di quattrini al tavolo da gioco, ma sa che se smette dovrà contabilizzare le perdite, e quindi continua a investire e a perdere sempre di più… Fino al default, che non sarà solo loro, purtroppo, ma di tutti noi.

“CASO TEDESCO”: CHI LO HA SALVATO HA CREATO UN GRAVE DANNO AL PD

Anche il Pd ha le sue grane, che in altri tempi sarebbero fisiologiche per una forza politica, ma in questa fase creano problemi seri: l’esito del voto al Senato sull’arresto di Tedesco dimostra che all’interno del partito alligna un’area grigia che alimenta pratiche disinvolte, relazioni ingombranti, patologica propensione al compromesso con la morale, in ultima istanza la tentazione di considerare la politica come il luogo della conquista e dell’esercizio del potere, piuttosto che lo strumento per la realizzazione del bene comune.

IL FURBO CHE SI LECCA I BAFFI MA DOVREBBE TAGLIARSELI

Papa, Tedesco, Berlusconi, governo, Lega, Maroni, Alfano, D'Alema, Pd, PdlIl reticolo delle relazioni (o delle affinità elettive) che si intravedono dietro i recenti indagati ci porta a individuare quest’area nelle vicinanze della corrente di un ex presidente del consiglio con i baffi e la curiosa abitudine a soffiarsi sulle mani… anche se temo che la sua composizione sia più trasversale. È possibile che – pur essendosi pronunciati come gli altri per l’arresto del loro sodale Tedesco – ieri i loro voti abbiano effettivamente salvato l’ex assessore pugliese dal carcere, ma hanno creato un problema grande come una casa per il segretario Bersani, che ora deve fronteggiare il disagio di un partito che da più parti chiede trasparenza e coerenza, soprattutto sulla questione morale (e sollecita le dimissioni del senatore dalla carica). Come al solito quelli più furbi degli altri (e mi riferisco proprio all’ex presidente del consiglio coi baffi) creano i danni maggiori.

Il senatore Paolo Giaretta nella sua news letter sostiene in sostanza che questa lettura è fuorviante, e che il Pd ha votato compatto per l’arresto: spero che abbia ragione lui.

http://www.paologiaretta.it/2011/07/papa-tedesco-non-centra-la-chiesa/

DOVE ANDRA’ LA LEGA DOPO BOSSI? NON LONTANO DAL CENTRO-DESTRA

Un altro punto interessante riguarda la Lega: indubbiamente Maroni Papa, Tedesco, Berlusconi, governo, Lega, Maroni, Alfano, D'Alema, Pd, Pdlemerge come il vero vincitore interno di questa tornata, con Bossi costretto dai suoi stretti rapporti con Berlusconi a disertare il voto alla Camera, e quindi ad accettare una robusta scalfitura della sua leadership: come se avesse voluto dire al Cavaliere: “Io non ho votato contro di te, ma ho dovuto lasciar fare ai miei, e il sentimento prevalente nella Lega è questo”. Solo che ad interpretare questo sentimento è stato proprio Maroni, per cui risulta patetico l’annuncia rabbioso di Berlusconi “ne parlerò con Bossi”. L’impressione è che dovrebbe piuttosto parlarne con Maroni. Ma il punto è questo: Maroni non vuole parlare con Berlusconi. La mia è solo un’impressione, o meglio una deduzione: dove può andare un’eventuale Lega a guida maroniana? Non certo col centro-sinistra: l’obiettivo a mio parere è piuttosto una ricostituzione dell’alleanza con un Pdl de-berlusconizzato, e magari il riaggancio di personaggi come Fini e Casini che non si sono allontanati dal centro-destra per motivi politici, ma piuttosto per idiosincrasia verso il Leader Maximo.

Insomma, come nel mio piccolo scrivo da mesi, Berlusconi è da tempo la causa principale dell’esplosione del centro-destra in Italia, e il maggiore ostacolo per il suo rilancio. E allora, dal mio punto di vista… “lunga vita a Berlusconi”!

 

IL “DOPO PAPA”: UN TERREMOTO POLITICO CHE MINA ALLA BASE IL GOVERNO – LE “GRANE” DEL PD E IL DILEMMA DI UNA LEGA A GESTIONE MARONIultima modifica: 2011-07-21T11:51:00+02:00da sergiofrigo
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