L’AQUILONE SENZA FILI E IL SIGNORE DELLE LIBERTA’

aquilone.jpg“Come sarei libero e felice – sibilava librandosi in alto un aquilone – se non avessi questo maledetto filo che mi tiene avvinto alla terra. Potrei volare leggero nel cielo, rincorrere le nuvole e magari raggiungere la luna”. Non sapeva che senza quel filo sarebbe precipitato subito a terra.

“Come sarei libera e felice – gorgogliava rabbiosa l’acqua del fiume fiume.jpg– se questi stretti argini non mi costringessero in questo letto, incanalandomi verso il mare. Poteri andarmene senza vincoli per i campi, abbracciando uomini e cose”. Non immaginava che dopo una corsa tumultuosa si sarebbe fermata, trasformandosi in un vasto acquitrino, e poi sarebbe stata definitivamente inghiottita dalla terra.

foglia.jpeg“Come sarei libera e felice – fremeva impaziente la foglia di un albero – se non fossi attaccata a questo ramo, e potessi volarmene via, leggera nel vento, sorvolare la città, superare le montagne laggiù…” Non pensava che, nel prossimo autunno, una volta staccata da quel ramo, dopo un breve volo sarebbe caduta nel campo vicino, per marcire rapidamente tra l’erba.

Un uomo oberato di impegni, schiacciato dai doveri, incalzato dagli orari, rimuginava tra sé: “Come sarei libero e felice, se potessi guardare tutto il giorno il mondo dall’alto, come quella foglia, scorrere via veloce come quel fiume, librarmi nel cielo come quell’aquilone!”

“Oh, ma tu puoi! – gli disse sorridendo il Signore delle libertà – Basta che dai un calcio alle regole e cominci a pensare un po’ a te stesso, e sarai finalmente libero e felice. Vieni con me! Vuoi cominciare ad essere un aquilone?”

“D’accordo”, rispose l’uomo. Il Signore delle libertà dunque lo prese con sé, lo accompagnò nel suo parco assieme a tanti scontenti come lui, e poi gli mise al collo una corda.

“E adesso vola pure”, gli disse.

 S.F.

L’AQUILONE SENZA FILI E IL SIGNORE DELLE LIBERTA’ultima modifica: 2011-05-10T10:42:00+02:00da sergiofrigo
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