IL PD SU UNA BRUTTA STRADA

“Dove va il Pd. Crisi economica, governo di servizio, congresso”: la questione su cui in tanti litigano da settimane sarà al centro stasera alle 20.45 al Forum di Curtarolo di un dibattito con Piero Ruzzante, Franco Frigo, il professor Marco Almagisti e il sindaco di Canaro (Ro) Nicola Garbellini, introduzione del coordinatore del Pd piazzolese Mario Baldo, col sottoscritto come moderatore.

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Spero che moderare non si riveli un compito troppo gravoso, dati i tempi. Nè troppo noioso, vista l’estrema autoreferenzialità che sembra caratterizzare negli ultimi tempi il dibattito interno al centrosinistra.

La strada diritta, in mezzo ai campi, che accompagna la locandina dell’iniziativa, mi sembra in realtà una pia illusione: ad esprimere meglio quello che accade nel Pd in questo periodo dovrebbe essere un viottolo tortuoso, piano di saliscendi, che va da una palude mefitica a un’intricata foresta infestata dai briganti a una pericolosa parete scoscesa ma priva dei bei panorami di montagna.

DALLE CORRENTI ALLE FAZIONI, L’UN CONTRO L’ALTRA ARMATA

Personalmente cercherò di mantenere il dibattito sulla sostanza delle cose, sull’identità di questo partito e sui suoi possibili sbocchi, perchè il durissimo dibattito sulle regole che ha tenuto banco in questi mesi invece non mi appassiona per niente.

Ho condiviso molto l’articolo di Eugenio Scalfari, su Repubblica di ieri, e in particolare la sua distinzione fra correnti (legittime, in quanto portano avanti con sottolineature diverse una linea comune) dalle fazioni, che si raccolgono intorno a un leader, e agiscono con motivazioni personalistiche e di potere. Purtroppo la scena del partito sembra caratterizzata soprattutto da questo scontro, invece che da un positivo confronto fra diverse idee. 

http://www.repubblica.it/politica/2013/07/14/news/la_grande_confusione_del_partito_democratico-62946382/

UN’ASSURDA ANIMOSITA’ INTERPERSONALE

Andrei anche oltre: si assiste all’interno del Pd ad un’animosità fra le persone e i gruppi che è quanto di peggio possa esprimere una comunità politica. Lo rilevava già qualche anno fa Gian Antonio Stella nel suo libro “Avanti popolo”, pensavo che con l’entrata in scena di nuovi dirigenti questa cosa fosse superata, invece il dibattito avvelenato di questi giorni (si veda lo scambio Orfini-Gentiloni a titolo di esempio, a colpi di “merda” e “sciacallo”) al netto delle esagerazioni giornalistiche ci dice che nulla è cambiato in tal senso; in pratica negli scontri interni si dà ormai per scontato che l’avversario non sia in errore (e passi!) ma regolarmente in malafede. Senza contare l’eterno conflitto, che purtroppo divide anche la base, tra ex Ds ed ex Ppi, con buona pace delle nuova generazione di simpatizzanti che spera fermamente (ma trovando pochi spazi e riscontri all’interno) di potersi definire semplicemente democratica.

Tutto questo mentre il paese avrebbe bisogno di una forza politica (l’unica rimasta!) concentrata sui problemi e le cose da fare, piuttosto che sul proprio ombelico. Ero stato facile profeta quando, all’indomani dello sciagurato voto dei 101 su Prodi, avevo immaginato uno scenario del genere.

IL PD SU UNA BRUTTA STRADAultima modifica: 2013-07-15T16:38:00+02:00da sergiofrigo
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