L’ADDIO ALLA BIENNALE CINEMA DI MARCO MÜLLER, IL PIU’ BRAVO E IL PIÙ ODIATO

Muller.jpegSe ha suscitato qualche malumore a Venezia l’addio di Marco Muller alla direzione del settore cinema della Biennale, dopo otto anni (sostituito com’è noto da Alberto Barbera, che torna alla Mostra dieci anni dopo la sua prima esperienza al Lido, anche quella volta con Paolo Baratta) il suo probabile arrivo alla guida del Festival del cinema di Roma sta suscitando nella capitale un vero e proprio vespaio di polemiche. Barbera.jpg

Personalmente ho incontrato Muller solo di sfuggita, ma devo dire che raramente ho sentito parlare tanto bene di una persona professionalmente (e i risultati della rassegna cinematografica veneziana lo dimostrano) e tanto male umanamente, e non solo da nemici o concorrenti. Basti leggere, a questo proposito, l’articolo allegato di Paolo Mereghetti, sul Corriere del 27 dicembre.

Quello che è certo è che Muller, forte dell’appoggio dell’allora ministro Galan, aveva messo sul piatto l’alternativa “o me o Baratta”; e al momento della sollevazione contro la rimozione del presidente, Muller era stato l’unico a non spendere una parola in sua difesa. Logico che Baratta, ora ritornato in auge, non abbia sentito ragione, e sia stato ben lieto di lasciarlo andare.

Ora spero solo che il presidente sappia il fatto suo (e fin qui lo ha dimostrato): infatti avere contro Muller, magari nominato alla direzione del Festival di Roma (con una forzatura pesantissima da parte della Polverini e di Alemanno, che stanno cercando di bypassare i vertici del Festival, in primis il presidente Gian Luigi Rondi, che vuole una riconfermad ell’uscente Piera Detassis), per Venezia potrebbe rivelarsi un pessimo affare, nonostante le doti innegabili di Barbera. Già avere Muller per amico, dicono i detrattori, è un problema, figurarsi avercelo nemico…

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di Paolo Mereghetti per il Corriere della Sera

Nemmeno la pausa natalizia è riuscita a rasserenare gli animi. Anzi sembra aver addirittura accelerato la «guerra» che si sta consumando tra Venezia e Roma. Il piromane maggiormente indiziato sarebbe proprio Marco Müller, ex direttore della Mostra, che non perde occasione per presentarsi come l’agnello sacrificale di un presidente ingrato.

 Interviste all’Ansa, dichiarazioni ai giornali: tutto un armamentario di facile retorica («né una telefonata, né una lettera nemmeno un rigo di plauso», manco fosse un fidanzato tradito) per mascherare una rottura che lui stesso aveva preparato e soprattutto auspicato fin dalla primavera, quando non perdeva occasione per mettere in cattiva luce l’operato di Baratta e i suoi sforzi per risolvere i tanti problemi della Mostra.

Malignità, cattiverie (sul restauro della Sala Grande ha dato il massimo) nella speranza che il ministro Galan confermasse lui a scapito del presidente. Operazione che stava per andare in porto quando la crisi dell’euro ha ribaltato tutto.

Con la riconferma di Baratta, Müller sapeva benissimo di non poter riannodare i rapporti (nonostante alcuni salti mortali dell’ultima ora) e per non passare da «silurato» ora sta facendo di tutto per essere indicato come il prossimo direttore del Festival di Roma, almeno prima del 29 dicembre quando il consiglio di amministrazione della Biennale indicherà Alberto Barbera come nuovo curatore del cinema.

Come si faccia ad accogliere chi si era distinto nello spargere veleni e malignità proprio contro i nuovi datori di lavoro è una domanda che in molti ancora si pongono nella capitale. Senza dimenticare lo stile di chi salta da un cavallo all’altro senza nemmeno tirare un respiro.

Ma l’ambizione di Müller e la sua abilità dialettica sembrano aver fatto particolare presa sui sogni di grandezza della governatrice Polverini: chi meglio di un direttore poliglotta, amico di mezzo mondo, può far dimenticare certe sue scivolate folcloristiche? Certi atteggiamenti un po’ poco eleganti?

E il grimaldello per portare a Roma l’ex direttore di Venezia sarebbe quello di offrirgli non un «semplice» festival, ma una specie di regno dell’audiovisivo, dove cinema, fiction e altro ancora farebbero capo a una sola testa. Secondo un vecchio progetto di Carlo Fuortes, amministratore di Musica per Roma a cui fanno capo tutte le manifestazioni che si svolgono all’Auditorium. E a cui si sarebbe accodato anche il sindaco Gianni Alemanno, dopo la «minaccia» della Polverini di non ripianare i debiti.

Coi tempi che tirano, e in vista delle elezioni comunali, i conti in ordine fanno sempre una bella impressione. Anche se l’anno venturo, per la fascia di sindaco, potrebbe correre anche Luigi Zingaretti, adesso presidente della Provincia (e come tale di poco «peso» nelle decisioni per il festival) ma molto accreditato per strappare il Campidoglio proprio ad Alemanno.

E quindi nuovamente «influente» nel futuro della manifestazione. Senza dimenticare che la nomina del direttore artistico spetta per regolamento al presidente, cioè a Gian Luigi Rondi, in carica fino al prossimo giugno. E se esistono delle manovre per farlo arrivare al consiglio del 13 gennaio come «dimissionario», non è detto che riescano a far presa.

A mescolare ancora più le carte, ci sono poi gli interessi dei produttori, da sempre «amici» del festival di Roma per via della più facile situazione logistica. Una parte sarebbe disposta ad appoggiare le ambizioni della Polverini (e di Müller) in cambio della tanto promessa legge regionale sul cinema (sempre a parole molto ricca di fondi), ma c’è anche chi fa notare che finanziare il cinema e non gli ospedali (messi proverbialmente poco bene in Lazio) sarebbe un passo politico piuttosto infausto. E perciò destinato a essere rinviato sine die.

Senza contare che, nonostante le dichiarazioni concilianti di Müller (ma quante volte ha ribaltato quello che aveva dichiarato?) la sua nomina a Roma sarebbe un’evidente dichiarazione di guerra a Venezia, col rischio che il primo a pagarne le conseguenze sarebbe proprio il cinema italiano. Stritolato da una lotta di cui non ha assolutamente bisogno.

L’ADDIO ALLA BIENNALE CINEMA DI MARCO MÜLLER, IL PIU’ BRAVO E IL PIÙ ODIATOultima modifica: 2011-12-30T21:48:00+01:00da sergiofrigo
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