LO SPIRITO DI MARIO RIGONI STERN NELLE CONTRADE DELLA BOSNIA, GRAZIE AL FIGLIO

giannirigoni.jpgLa vigilia di Natale ho raccontato sul Gazzettino la bella iniziativa che Gianni Rigoni Stern, figlio dello scrittore di Asiago, sta portando avanti da poco più di un anno in Bosnia, in collaborazione con l’attrice Roberta Biagiarelli. Da questa esperienza è nato anche uno spettacolo e un documentario (“La transumanza della pace”), che sarà proposto il 25 gennaio alle 17.30 al Centro Candiani di Mestre.

Su richiesta di alcuni amici che ne hanno sentito parlare ma non l’hanno letta, la pubblico anche qui.

Sabato 24 Dicembre 2011

LO SPIRITO DI RIGONI STERN NELLE CONTRADE DELLA BOSNIA

Transumanza.jpgIeri nelle case di Suceska (800 metri di altitudine, a poco più di 10 chilometri dal centro di Srebrenica), un corpulento Babbo Natale che risponde al nome di Gianni Rigoni Stern ha portato dei doni singolari: 31 vacche di razza rendena, bestie di origini trentine, molto adattabili, buone sia da latte che da carne. Un toccasana, per le famiglie del posto, prima colpite duramente dalla guerra che negli anni ’90 insanguinò la ex Jugoslavia, ora provate dalla crisi economica e spesso al limite della fame.

“SONO LUOGHI DEVASTATI, CHE POSSONO RIPRENDERSI A PARTIRE DALL’AGRICOLTURA”     

Non è la prima volta: è già accaduto lo scorso anno, proprio in questo periodo, e succederà di nuovo in febbraio, solo che stavolta nella sua gerla Rigoni Stern non avrà l’ennesima mandria, ma due trattori usati, comprati con i soldi della solidarietà di tanti che si sono affezionati alla sua iniziativa: scommettere sull’agricoltura per cercare di rivitalizzare una delle regioni più disgraziate d’Europa. A Srebrenica, va ricordato, le milizie serbe di Arkan uccisero, nell’insipienza delle forze dell’Onu e nell’indifferenza dell’Europa, tra gli 8mila e i 10mila musulmani
      Gianni è il figlio di Mario, il Sergente nella neve, e in questa impresa ha messo tutto il suo tempo libero, e anche un bel po’ dei diritti d’autore ereditati dai libri del papà: «Penso che sarebbe stato d’accordo che li spendessi così – commenta sobrio – In quella regione le famiglie hanno perso in guerra gran parte degli uomini validi. Sono rimasti i vecchi, le donne e i bambini, che spesso patiscono letteralmente la fame. Grazie alle vacche possono tornare alla vita». Gianni Rigoni Stern, Bosnia, Srebrenica,transumanza, pace, Roberta Biagiarelli, Suceska, vacche, mucche, rendene,  

DA QUELL’ESPERIENZA SONO NATI ANCHE UNO SPETTACOLO E UN FILM

L’impegno di Rigoni Stern, che adesso è in pensione dopo aver lavorato come tecnico forestale per la Comunità Montana dell’Altopiano, è nato due anni fa, dopo un incontro con l’attrice Roberta Biagiarelli, che da una decina d’anni si occupa di quel buco nero della coscienza collettiva europea. A quella pagina tragica l’attrice e autrice ha dedicato il monologo “A come Srebrenica” e il documentario “Souvenir Srebrenica”. «In tanti si sono offerti, in questi anni, di fare qualcosa per Srebrenica – racconta lei – ma quella con Rigoni Stern è stata un’esperienza molto particolare». Tanto particolare da diventare anche uno spettacolo e un video, intitolato “La transumanza della pace”, che ora circola nelle sale e serve ad auto-finanziare il seguito dell’impresa.

“MI E’ SEMBRATO DI TORNARE ALL’ALTOPIANO DEGLI ANNI ’50”

      «Visitando quei paesi – spiega il tecnico altopianese – mi è sembrato di tornare indietro di qualche decina d’anni, nelle nostre contrade. Ma i campi erano invasi dalle erbacce, e le stalle abbandonate, perchè nessuno più sapeva coltivare la terra e allevare gli animali. Ho pensato che proprio dalle stalle e dai campi si poteva ricominciare».
      Il primo passo del progetto è stato dunque insegnare i rudimenti dell’agricoltura alle famiglie che volevano cimentarsi nella sfida: Gianni si è buttato anima e corpo nell’impresa, recandosi molte volte a Suceska a tenere i suoi corsi a una cinquantina di persone, vedove di guerra, anziani, giovani disoccupati, che a volte si sobbarcavano anche un’ora di strada a piedi dalle contrade più lontane per seguire le lezioni. D’altra parte le condizioni poste da Rigoni Stern erano chiare: solo chi avrebbe frequentato i corsi per intero avrebbe poi avuto una mucca.

“UN BILANCIO POSITIVO PERCHE’ SONO STATO VICINO ALLE FAMIGLIE”

      In Italia invece doveva perfezionare l’altro aspetto del progetto: trovare i finanziamenti per comprare le vacche da portare in Bosnia. A dargli l’aiuto decisivo (115mila euro in due anni) è stata la Provincia di Trento, col suo assessorato alla solidarietà internazionale, e l’associazione degli allevatori trentini. La prima mandria, di 48 robuste vacche rendene, superando trafile burocratiche e quarantene, è stata consegnata alle famiglie di Suceska esattamente un anno fa, e a 12 mesi il bilancio è estremamente positivo: «Contrariamente a quanto prevedevano gli esperti – spiega Rigoni Stern – non solo nessuna delle vacche è morta, o è stata venduta, ma sono stati strappati alle erbacce svariati ettari di terra. Questo è il frutto della preparazione rigorosa impartita alle famiglie, ma anche del fatto che io abbia potuto seguire continuativamente la situazione: grazie all’assistenza di un giovane del posto sono diventato amico di molti di loro, mi invitano a casa, mi chiedono aiuto quando insorgono dei problemi».
      Ieri, dunque, Gianni ha consegnato altre 31 rendene ad altrettante famiglie, questa volta anche serbe, e stasera sarà di nuovo ad Asiago, in tempo per Natale. Ma la sfida continua: alla gente di Suceska ha dato appuntamento a febbraio, quando arriverà in trattore…

E A FEBBRAIO SARANNO CONSEGNATI ANCHE DUE TRATTORI

Lo spettacolo e il video di Roberta Biagiarelli “La transumanza della pace” e la mobilitazione di Caterpillar e Radio Popolare hanno fruttato infatti soldi necessari per comprare un primo trattore usato, indispensabile per lavorare meglio la terra, mentre uno studio di commercialisti di Montebelluna ha procurato quelli per un secondo mezzo (in tutto 13mila euro). A raccogliere i versamenti è la Banca Suasa – Credito Cooperativo – Filiale di Mondolfo (PU). E guardando più avanti c’è anche un altro progetto, altrettanto ambizioso: un caseificio.

Sergio Frigo

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LO SPIRITO DI MARIO RIGONI STERN NELLE CONTRADE DELLA BOSNIA, GRAZIE AL FIGLIOultima modifica: 2011-12-30T14:11:00+01:00da sergiofrigo
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