CAMILLERI A VENEZIA RACCONTA L’ULTIMO MONTALBANO. E SUI CONTRASTI NORD-SUD: «NON CI DIVIDEREMO. MA LA MIA SICILIA GESTISCE MALE LA SUA AUTONOMIA!»

camilleri,montalbeno,campiello,premio,unità d'italiaAndrea Camilleri farà 86 anni martedì, ha le gambe pesanti e l’udito un po’ incerto, ma la verve è inesauribile, la vivacità intellettuale invidiabile, la passione per la scrittura ancora bruciante. E infatti con i libri non perde un colpo: è ancora in testa alle classifiche con l’ultimo Montalbano, e già ha in uscita un nuovo romanzo storico, “La setta degli angeli”. Non solo, per aiutare il teatro Carlo Felice di Genova ha anche messo mano alla regia («ho solo dato qualche idea», dice lui) dell’opera lirica “La cavalleria rusticana”, che sarà rappresentata in autunno. Se gli si chiede di fare l’imitazione di Fiorello, risponde che la sta già facendo: sta imitando Fiorello che imita Camilleri…
Lo scrittore e regista in questi giorni è a Venezia per ricevere – stasera alla Fenice – il riconoscimento alla carriera del Premio Campiello. L’ho incontrato ieri con alcuni colleghi: abbiamo parlato del suo lavoro, in particolare del tante volte annunciato ma altrettante rinviato “ultimo” romanzo con protagonista il suo commissario.

ECCO COME COMINCERÀ L’ULTIMO LIBRO DEL COMMISSARIO
camilleri,montalbeno,campiello,premio,unità d'italiaCome si sapeva, Camilleri ha raccontato di averlo già scritto, sei anni fa, ma ha fornito alcuni retroscena e alcuni particolari inediti. L’inizio, ad esempio: il Commissario viene svegliato nel cuore della notte, perché hanno trovato un cadavere in una stradina del centro di Vigata. Quando arriva sul posto, tra le finestre e i balconi si intrecciano dialoghi di questo tenore: «É arrivato ’u Commissario». «Ma chillo della televisione o chillo vero?» «Chillo vero, chillo vero». Per lui è uno chock… camilleri,montalbeno,campiello,premio,unità d'italia(nelle immagini Luca Zingaretti, a sinistra, e la statua al “vero” Montalbano, a Sant’Empedocle).
«Sarà un meta-romanzo – ha spiegato Camilleri, presentato con calore (ricambiato) dal presidente degli industriali veneti Andrea Tomat – un espediente letterario che mi è venuto in mente dopo una chiacchierata alla fiera del libro di Parigi con Jean Claude Izzo e Manuel Vasquez Montalban sul come far finire i nostri protagonisti: ho voluto scriverlo subito perché alla mia età non si sa mai, magari me lo dimenticavo…»

NON LO FACCIO MORIRE, PORTEREBBE MALE»

Durante quella chiacchierata Jean Claude Izzo aveva detto che pensava al suo Fabio Montale ferito a morte e abbandonato dentro a un’auto, in mezzo al bosco. Manuel invece aveva escogitato per Pepe Carvalho una fine più elaborata. A quel punto toccava a me parlare, ma per fortuna mi chiamarono al telefono e dovetti interrompere. Poi si è visto com’è andata: Izzo e Montalban sono morti, e i loro personaggi vivi e vegeti: col cavolo che io faccio morire Montalbano…»
Lo farà almeno sposare con l’eterna fidanzata Livia, prima o poi?
«Ma perché? In fondo nessuno dei due ha davvero voglia di sposarsi. Temono la noia quotidiana che interviene in tanti matrimoni. Ma non il mio per fortuna, sono felicemente sposato da 54 anni con la stessa donna».
IL VENETO CHE PREMIA UN SICILIANO AIUTA L’UNITÀ D’ITALIA
Come accade in tante cose, in questo periodo, alla fine anche il premio ad Andrea Camilleri ha assunto una valenza politica. É lui stesso a mettere in risalto l’importanza che il Veneto abbia deciso di premiare un siciliano, nell’anno dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia. «É per questo che nonostante ormai io mi muova poco – ha detto lo scrittore – essendomi sempre definito un italiano nato in Sicilia, ho avvertito il dovere di venire a Venezia a ritirarlo; poi mi pareva giusto che uno come me, che ha sempre appartenuto a un’altra parrocchia politica, rendesse omaggio a degli industriali che – in tempi di crisi, quando la cultura è considerata l’ultima ruota del carro – continuino invece a ritenerla un elemento trainante della società, e ad investire in essa. Ma non c’è solo questo, avevo anche voglia di rivedere questa città dove ho passato momenti meravigliosi: ricordo che una volta ho dormito per una settimana intera dentro la Fenice, mentre preparavamo un allestimento di Pirandello».
«IL PROBLEMA NON FU L’UNITÀ, MA COME FU REALIZZATA»
Perché il rapporto Nord-Sud è ancora così complicato, anche 150 anni dopo?
«Questo rapporto è sempre stato problematico: il Sud, come ho raccontato nel Birraio di Preston, ha perso molto in termini economici dall’unificazione all’Italia. Vorrei ricordare però che al Plebiscito per l’annessione, nel 1860, in Sicilia votarono ben 320mila aventi diritto su 340mila, e ci furono solo 600 no. Questo significa che non c’erano istanze separatiste significative: il fatto però che sei anni dopo proprio in Sicilia lo Stato italiano imponesse la legge marziale dimostra che non c’era un problema con l’unità del paese, ma sul come essa veniva realizzata».
Nel Settentrione non sono però solo i leghisti a registrare con insofferenza certi vizi del Meridione… Cosa ne dice da siciliano?
«Il Sud ha le sue colpe. La Sicilia ha un livello di autonomia che Bossi se lo sogna, però lo gestisce male. Vorrei però aggiungere questo: io da bambino soffrivo di febbri fortissime, anche oltre i 41gradi. Mia madre si spaventava, ma mia nonna le diceva di stare tranquilla, perché “sono febbri di crescita”. E infatti quanto guarivo ero cresciuto di un paio di centimetri. Ecco, io penso che l’unità d’Italia non sia in pericolo, ma che una volta trovato un equilibrio e abbassata la febbre ci ritroveremo un po’ più lunghi. O almeno, questo è l’augurio di questo vecchio di 86 anni».
DAL NOBEL AGLI ALTRI PREMI
Lei domani riceve questo premio, ma si parla anche di una sua candidatura al Nobel…
Non è una candidatura, sono i bookmaker che fanno scommesse anche sul mio nome. Ma io non ci penso nemmeno. Perché dovrebbero dare il Nobel me, quando non lo danno ad autori grandissimi come Mario Luzi o Philip Roth? Beh – ci ripensa – forse proprio perchè non lo danno a loro».
Non ci sono troppi premi letterari in Italia?
Beh, vengono stampati anche tanti libri… E comunque di premi davvero importanti ce ne sono non più di quattro o cinque. Per accedere a qualcuno di questi riconoscimenti bisogna anche pagare… E fra poco daranno come premio ai vincitori un’esenzione dalle imposte…»

CAMILLERI A VENEZIA RACCONTA L’ULTIMO MONTALBANO. E SUI CONTRASTI NORD-SUD: «NON CI DIVIDEREMO. MA LA MIA SICILIA GESTISCE MALE LA SUA AUTONOMIA!»ultima modifica: 2011-09-03T01:31:00+02:00da sergiofrigo
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