LA MANOVRA DI SACCONI (E TREMONTI E BRUNETTA): SE IL SOCIALISMO È “REALE”

TremSacBrun.jpeg Ci guardi Iddio dai convertiti, pensate a Scilipoti e Magdi Allan! O pensate agli ex fumatori: spesso diventano dei talebani anti-fumo, dopo che hanno smesso loro.

 

Ma un vero e proprio caso di scuola sono gli ex socialisti finiti con Berlusconi: di Tremonti non ne parliamo, perché secondo la scatenatissima stampa di destra è rimasto di sinistra (boh?), di Brunetta sappiamo tutto, ma vogliamo dire qualcosa di Sacconi, che oltretutto si picca di essere rimasto riformista? Non contento di costringerci a morire come vuole lui (legge sul bio-testamento) ora vuole intestarsi la rivoluzione (al contrario) delle norme sul lavoro. Non entro nel merito, osservo solo che le parti sociali, unanimemente, gli avevano chiesto di lasciar perdere. Lui invece – accampando una richiesta della Bce tutta da verificare – ha fatto di testa sua e ha imposto le nuove norme sui contratti aziendali e i licenziamenti, secondo l’impostazione tutta ideologica che caratterizza la sua azione politica e che finisce per creare disagio anche a Confindustria, alle prese con la patata bollente del “caso Fiat”.

Buona norma sarebbe, nei momenti in cui si deve cercare di allargare il consenso per superare le crisi, mettere da parte i punti che dividono e le rivalse ideologiche, e valorizzare la sussidiarietà, cioè le volontà che si esprimono dal basso. Sacconi e il suo governo pseudo-federalista fanno il contrario, sia nei confronti delle parti sociali che degli enti locali.

Forse è davvero rimasto legato al socialismo, ma al “socialismo reale”.

LA MANOVRA DI SACCONI (E TREMONTI E BRUNETTA): SE IL SOCIALISMO È “REALE”ultima modifica: 2011-08-14T12:18:26+02:00da sergiofrigo
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