LE MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE, LA VIOLENZA, E LA PROPOSTA GASPARRI DI UN NUOVO 7 APRILE. MA CHI E’ IL PICCHIATORE COL CASCO?

Grazie Gasparri, finalmente una parola chiara e lungimirante sulle proteste violente dei giorni scorsi!

casco.jpgIn questi giorni cercavo senza molta fortuna uno spunto per mettere insieme alcune sollecitazioni, l’esito di alcuni incontri e alcune informazioni sul tema della violenza (giovanile e no), a partire dalla manifestazione romana. Poi, illuminante, arriva la proposta del presidente dei senatori del Pdl, che in quanto a ottusità non teme rivali. E mi risolve il problema.

L’esponente del Pdl dunque auspica nei confronti dei manifestanti (sbagliando anche la data, perché era il ‘79) “un altro 7 aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo”.

IL SETTE APRILE E OGGI: TROPPE DIFFERENZE

Ora, siccome all’epoca c’ero (ma doveva esserci anche lui, solo che forse era troppo occupato a leggere le… Ore), e sono fresco di… ripasso, avendone discusso nei giorni scorsi a Bassano con gli autori del libro “Terrore rosso”, il giudice Pietro Calogero in testa, posso dire che si tratta di una corbelleria grande come una casa. L’unica cosa in comune con quegli anni è l’assenza di prospettive in cui si trovano i giovani (oggi anche più di allora). Ma dietro la mobilitazione autonoma di quegli anni c’era un lucido progetto politico rivoluzionario, concepito e perseguito da anni da Toni Negri & c. e messo in atto con grandi capacità strategiche, un’alleanza strutturale con il terrorismo (almeno ai vertici), la copertura di apparati dello Stato (c’è tutto nel libro citato, edito da Laterza), e infine una situazione internazionale ancora divisa in due blocchi geo-politici contrapposti, sui quali gli estremisti di tutte le parti potevano giocare.

Cosa vede, di tutto questo, nella situazione attuale il buon Gasparri? E chi vuole fare arrestare preventivamente, considerato che a scendere in piazza sono ragazzi che fino all’altro ieri neppure sapevano cos’era la politica e che oggi si abbandonano alla violenza per disperazione e insipienza piuttosto che per organizzazione?

CHI E’ IL PICCHIATORE COL CASCO?

Tra l’altro dai video sui disordini di Roma emergono anche situazioni sorprendenti e un po’ scomode per tutti: se riguardate il famoso filmato del picchiatore col casco (vedi sotto) ritenuto un infiltrato della polizia, vedrete sì che difendeva la camionetta dei Carabinieri, ma anche che era circondato da militanti no global del Nordest: in quel momento erano dunque i no global a fare una specie di servizio d’ordine per evitare che la manifestazione degenerasse, tenendo a bada (seppure nel modo violento che abbiamo visto) il ribellismo spontaneo dei più giovani e meno politicizzati: come il quindicenne ferito.

 

 

VIOLENZA E NON VIOLENZA: LA LETTERA DI SAVIANO E IL FILM DELLA BIER

Detto questo, veniamo alla violenza: io sono molto d’accordo con la lettera inviata agli studenti da Roberto Saviano, soprattutto nella sua visione molto pragmatica della non violenza, che nel mio piccolo vado diffondendo dai tempi delle prime manifestazioni no-global.

http://www.newnotizie.it/2010/12/17/la-repubblica-saviano-lettera-ai-ragazzi-del-movimento/

Nei giorni scorsi però ho visto l’interessante film di Susanne Bier “In un mondo migliore”, che mi ha fatto riflettere molto sull’argomento. La pellicola racconta di un medico pacifista radicale impegnato in Africa, dove cerca di salvare donne incinte squartate dagli sgherri di un bandito locale, ma fedele alla sua missione di medico cura anche il bandito, quando gli si presenta moribondo ma non pentito nell’ospedale da campo. Nel frattempo in Danimarca suo figlio dodicenne, vessato dal bullismo di un compagno, viene difeso da un amico appena rimasto orfano di madre e incattivito col mondo, convinto che la violenza paghi: e mentre il medico cercherà di mantenere fede al suo credo pacifista anche quando sarà schiaffeggiato e umiliato da un bruto, i due adolescenti armeggiando con coltelli e bombe auto-costruite per vendicarsi e vendicarlo, rischieranno di fare e farsi molto male…

Bier.jpgChe dire: il film, che ha vinto il Festival di Roma ed è candidato all’Oscar, è interessante e ben costruito (alcune immagini sono splendide, gli interpreti convincenti, il pathos crescente), anche se si avverte troppo la costruzione a tesi. Il pacifista a tratti appare stolido nella sua coerenza, mentre più convincenti appaiono i discorsi dell’amico del figlio, quando sostiene che certe persone capiscono solo gli argomenti forti. Il fatto che alla fine trionfino i buoni sentimenti suona gratificante per noi spettatori, ma rischia di essere fuorviante rispetto alla realtà, dove è più facile che vincano il potere, i soldi e la forza, piuttosto che la giustizia e la non violenza.

VIOLENZA PORTA VIOLENZA

Una cosa, però, è sicura, e ci riporta al tema odierno: violenza porta violenza, e nell’uso della violenza a vincere sono sempre i più forti; e violenza significa automaticamente perdita di consenso popolare e isolamento sociale. Tutti i movimenti spontanei, da sempre, sono restii a isolare al proprio interno gli elementi più facinorosi; anzi, spesso tendono a farsi trascinare da essi, com’è avvenuto puntualmente dal ’68 in poi: con i risultati devastanti che abbiamo sperimentato. Ma questa spirale, se si vogliono ottenere dei risultati, deve essere interrotta.

Questo non significa rassegnarsi, ma trovare nuove armi, nuove forme di lotta, dare spazio alla fantasia e all’impegno. La non violenza non è una fuga e un arretramento, ma (anche) una tattica e una strategia, una strada da percorrere con determinazione e coraggio. L’unica strada che ci fa avanzare.

 

 

 

 

 

 

LE MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE, LA VIOLENZA, E LA PROPOSTA GASPARRI DI UN NUOVO 7 APRILE. MA CHI E’ IL PICCHIATORE COL CASCO?ultima modifica: 2010-12-19T17:09:10+01:00da sergiofrigo
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