L’8 SETTEMBRE DI BERLUSCONI. E LETTA HA TRASFORMATO LA NON VITTORIA DEL PD IN UNA NON SCONFITTA

Lettavince.jpgComunque si valuti l’esito della giornata odierna su una cosa bisogna convenire: è l’8 settembre di Berlusconi; la gestione della crisi da parte di Enrico Letta (che definirei post-democristiana, poi spiegherò perché) ha trasformato la “non vittoria” del Pd alle elezioni di febbraio in una “non sconfitta”, e gettato le basi di una fase politica nuova, che potrebbe davvero aprire le porte a una Terza Repubblica deberlusconizzata.

Da oggi Berlusconi è collocato correttamente nella posizione che gli compete (da vent’anni, per la verità) sullo scacchiere politico italiano ed europeo – all’estrema destra – e in quella che gli impone l’anagrafe, la panchina Berlusfine.jpg; da oggi un centro-destra diviso potrà ricostruirsi, se lo vorrà, su posizioni più moderate ed europeiste; tutto questo sarebbe stato plasticamente più evidente se i falchi del Pdl avessero votato contro la fiducia, ma la sostanza politica di questa vicenda non cambia, e il volto affranto di Berlusconi e lo sbandamento dei suoi lo dimostra; la divisione conclamata di questi giorni, e dunque il suo innegabile indebolimento politico, consentirà al governo Letta, se lo vorrà, di connotare fin da subito con contenuti più progressisti la sua azione.

Ma il piccolo capolavoro politico (realizzato, non va dimenticato, con l’accorta regia di Napolitano e il contributo determinante di un Berlusconi in pieno marasma psicologico) è stato anche di ricondurre (democristianamente, appunto) il Pd all’unità, riportando Matteo Renzi all’ovile ma riconoscendogli un ruolo di primo piano nel partito, e dunque aprendo la strada ad un profondo rinnovamento: anche se non entusiasmerà tutti  questo nuovo Pd a trazione democristiana. All’ala più decisamente riformista spetterà il ruolo di stimolo all’azione del governo, perché il “bello” viene adesso: l’ambizioso programma ri-delineato da Letta va attuato pienamente, ora ci vogliono risultati concreti e rapidi.

LA PACIFICAZIONE? SOLO DOPO PIAZZALE LORETO (METAFORICO, NATURALMENTE)

Tutto questo non ha nulla a che vedere con la pacificazione. Berlusconi è sconfitto ma non domo, ha 7, o magari 77 vite, e rimarrà avvinghiato alla sua creatura fino all’ultimo, anche se menomato politicamente dalla vicenda odierna, e fisicamente dai prossimi pronunciamenti del Parlamento e dei tribunali. Una vera pacificazione potrà esserci solo quando la sua figura politica sarà ridotta all’irrilevanza: dopo l’8 settembre ci furono il 25 aprile e piazzale Loreto. Ma fra la prima e la seconda scadenza dovettero passare quasi 20, durissimi mesi. Oggi abbiamo la fortuna che la somiglianza sarà solo metaforica.

L’8 SETTEMBRE DI BERLUSCONI. E LETTA HA TRASFORMATO LA NON VITTORIA DEL PD IN UNA NON SCONFITTAultima modifica: 2013-10-02T14:01:00+02:00da sergiofrigo
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