PRESIDENZIALISMO O NO? LA SINISTRA SI DIVIDE, MA NON BISOGNA AVERNE PAURA

Presidenzialismo, Berlusconi, sistema francese, elezioni, legge elettoralePresidenzialismo si, presidenzialismo no: il centro-sinistra (torno a scriverlo col trattino 🙁 ) ha trovato un altro argomento su cui lacerarsi, sparandosi addosso fra pro e contro soprattutto con argomenti di carattere ideologico. A me non ha mai entusiasmato, ma da qualche tempo mi sono convinto – con motivazioni abbastanza pragmatiche – che sia una formula utile per ottenere una maggiore governabilità senza danneggiare la rappresentanza, che sono i due fini a cui deve tendere il sistema elettorale. E forse anche di liberarci di Berlusconi.

IL VERO OBIETTIVO E’ PERO’ IL DOPPIO TURNO

Al presidenzialismo, in realtà, arrivo partendo dal doppio turno, che è a mio avviso – tanto più dopo la recente tripartizione del quadro politico, l’unico modo per COSTRINGERE gli italiani a darsi un governo rappresentativo, votando il proprio partito la prima volta, e il meno lontano fra gli avversari la seconda: altrimenti, essendoci tre forze che non vogliono collaborare fra loro (vale ovviamente anche ped Pd e Pdl che pure sono momentaneamente al governo assieme) ci saranno sempre, dopo le elezioni. una maggioranza molto relativa e quasi due terzi degli italiani all’opposizione.

Il doppio turno non può limitarsi però, nelle elezioni politiche, solo a livello di collegio. Affinchè esso esprima, oltre che la rappresentatività, anche la governabilità, esso deve infatti esercitarsi sul livello nazionale: c’è bisogno quindi di un meccanismo che traduca in una solida maggioranza parlamentare la maggioranza elettorale raccolta nel paese. Non sono un costituzionalista, ma vedo solo due possibilità, per ottenere lo scopo: o un consistente premio di maggioranza, che però finierebbe per penalizzare la rappresentatività (i voti al partito vincitore finirebbero per contare di più, come già avviene adesso) oppure il presidenzialismo (o semi-presidenzialismo) cioè l’individuazione di una figura capace di riassumere il quadro politico, oppure (come avviene spesso in Francia o negli Stati Uniti, quando il corpo elettorale si divide) di essere un contrappeso istituzionale del governo.

Ripeto, non sono un fan assoluto di questo sistema, ma se è l’unica strada per ottenere il doppio turno, considerata la posizione favorevole del Pdl, non mi fascerei la testa e accetterei.

COME CONTRAPPESO UNA VERA LEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSI

Presidenzialismo, Berlusconi, sistema francese, elezioni, legge elettoraleQuello che mi sembra inaccettabile (e anche poco lungimirante) è l’obiezione che sento sollevare da tanti a sinistra: “così si consegnerebbe la presidenza a Berlusconi”. Francamente non lo credo, anzi ritengo che questa sarebbe la via decisiva per liberarsi politicamente di lui. Innanzitutto la formula presidenziale richiede tanti e tali contrappesi sul terreno del conflitto d’interessi, che difficilmente Berlusconi potrebbe accettare, rendendo così ancora più esplicito che sono i suoi interessi a rendere ingovernabile il nostro paese.

BERLUSCONI E’ MINORANZA, VINCE SOLO QUANDO GLI AVVERSARI SI DIVIDONO

In secondo luogo, se Berlusconi accettasse di passare sotto le forche caudine di una vera legge sul conflitto d’interessi, non credo che sarebbe in grado (adesso) di vincere in un’elezione diretta: già i sondaggi, che pure danno in ascesa il suo partito, lo inchiodano a un 30% di gradimento popolare, ben al di sotto non solo di Matteo Renzi, ma anche di Enrico Letta. E credo che con altri prestigiosi esponenti della società civile avrebbe ancor meno possibilità: in questi anni il Cavaliere ha governato sostanzialmente con la non belligeranza di altre forse del centro-destra, ora in disarmo (la Lega) oppure uscite da quell’orbita (l’Udc). La forza del Cavaliere è di avere sempre avuto dalla sua, tra gli elettori, una solida maggoranza relativa, ma soprattutto di fronte una maggioranza assoluta frammentata e divisa. In sostanza i filo-berlusconiani non sono più da tempo maggioranza assoluta nel paese, ed essendo finalmente costretti ad unirsi metterebbero finalmente fine all’anomalia che da vent’anni avvelena la vita politica del paese. E finalmente si potrebbe sperare di avere, anche in Italia, una presentabile destra europea.

PRESIDENZIALISMO O NO? LA SINISTRA SI DIVIDE, MA NON BISOGNA AVERNE PAURAultima modifica: 2013-06-04T16:08:38+02:00da sergiofrigo
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