BIENNALE DI VENEZIA, VINCONO LA DEBUTTANTE ANGOLA E TINO SEHGAL

Debutto sfolgorante per l’Angola, alla 55/a Biennale d’arte di Venezia. Il suo padiglione, dal titolo “Luanda, Encyclopedic City”, Angola.jpgdell’artista Edson Chagassi per la cura di Paula Nascimento, Stefano Rabolli Pansera e Jorge Gumbe, si è infatti aggiudicato il Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale (foto a fianco). La Giuria presieduta da Jessica Morgan ha invece attribuito il Leone d’oro per il miglior artista della mostra “Il Palazzo Enciclopedico” a Tino Sehgal (Gran Bretagna, 1979) e il Leone d’argento per un promettente giovane artista a Camille Henrot (Francia, 1978).

I VINCITORI, E COME TROVARLI

 Il padiglione angolano è ospitato a Palazzo Cini, Dorsoduro 864, a metà strada fra l’Accademia e la Collezione Guggenheim. Nelle sue immagini il fotografo documenta il carattere enciclopedico della capitale angolana, recuperando poeticamente oggetti abbandonati dentro il contesto urbano. La movtivazione: “per la capacità dei curatori e dell’artista che insieme riflettono sull’inconciliabilità  e complessità della nozione di sito”.

biennale,venezia,premiazioni,leoni,angola,sehgal,henrotTino Sehgal (a sinistra il suo lavoro, guai a chiamarlo performance) occupa invece la seconda sala al Padiglione Centrale, ai Giardini, in condominio con le lavagne disegnate di Steiner, subito dopo la stanza dedicata al libro rosso di Carl Jung e a fianco della stanza dedicata alle due “leonesse” alla carriera Maria Lassnig e Marisa Merz: quattro persone di età diversai interpretano una danza e cantano una nenia, retaggio del passato e simbolo del passaggio della cultura fra le generazioni. Il premio gli è stato attribuito “per l’eccellenza e la portata innovativa del suo lavoro che apre i confini delle discipline artistiche”.

Il miglior giovane artista della mostra è la francese Camille Henrot (35 anni) Henrot.jpgche ha presentato un video (nella terza sala delle Corderie, all’Arsenale) su una ricerca d’archivio su diveri tentativi di sintetizzare l’intera conoscenza umana: un lavoro (per la giuria) “capace di catturare in maniera dinamica e affascinante il nostro tempo”.

LE MENZIONI SPECIALI

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro menzioni speciali a a Roberto Cuoghi (Italia, 1963), per “Belinda”, una grande scultura-conglomerato (a sinistra) realizzata con una stampante 3D, nella seconda sala delle Corderie, all’Arsenale; a Sharon Hayes ((USA, 1970) per un video sulla sessualità girato fra alcune studentesse del Massachusetts ispirato a “Comizi d’amore ” di Pasolini, a metà delle Corderie, Arsenale; al padiglione congiunto Lituania e Cipro, ubicato nel Palasport in calle San Biagio, poco lontano dall’Arsenale; e al padiglione del Giappone, ai Giardini, dedicato alla riflessione di Koki Tanakasul dopo terremoto-tsunami: il numero 9478.57 sulla parete esterna indica la distanza chilometrica fra Venezia e Fukushima ai Giardini.

I premi, assieme ai Leoni alla Carriera, d’oro a Maria Lassnig (nata nel 1919 a Kappel am Krappfeld, Austria) e d’argento a Marisa Merz (nata nel 1926 a Torino), sono stati consegnati stamattina, dal ministro Bray, dal presidente Baratta e dal curatore Gioni.

Segue una ripresa della suggestiva performance dell’artista e musicista islandese Ragnar Kjartansson all’Arsenale.

BIENNALE DI VENEZIA, VINCONO LA DEBUTTANTE ANGOLA E TINO SEHGALultima modifica: 2013-06-01T18:25:00+02:00da sergiofrigo
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