PERINO-MONTI: IL VERO SCONTRO DI CIVILTA’

Perino.jpegSento parlare Perino e i no no tav,alta velocità,perino,monti,val di susa,treni,conservazione,sviluppo,progresso Tav e sento parlare Monti e mi rendo conto che ci sono due mondi che si scontrano duramente, e che non potranno mai incontrarsi. Da una parte c’è il mondo della conservazione, dall’altra quello dello sviluppo.

 Personalmente apprezzo, e per certi versi condivido, le ragioni di chi vuole conservare integra la propria vallata (ammesso che si possa ancora definire così), e capisco anche chi non ne vuole sapere di pagare oggi dei prezzi diretti pesantissimi (perché lo saranno) nel nome di un benessere futuro e collettivo, cioè in larga parte estraneo e lontano.

LE RAGIONI DEGLI SCONFITTI

Però queste ragioni appartengono a una visione del mondo che (purtroppo, dico io) è stata sempre sconfitta: è la visione del mondo, riveduta e aggiornata naturalmente, di tutte le popolazioni indigene venute a contatto con gli occidentali, degli indiani e degli aborigeni, è la visione dei luddisti e dei minatori inglesi anti Thatcher, dei pastori mongoli e dei contadini cinesi anti dighe.

Non voglio idealizzare queste situazioni, perché nelle comunità ristrette si sedimentano spesso piccoli abomini, ma avevano molte buone ragioni, tutti costoro; però sono stati sconfitti – sempre – da un’alleanza invincibile, costituita certo dagli interessi degli speculatori e dei politici, ma soprattutto dall’attrazione irresistibile che il benessere materiale (spacciato per progresso) esercita sulle persone normali, che sono la stragrande maggioranza dell’umanità.

SONO I CITTADINI NORMALI CHE VOGLIONO LA TAV

Più che i partiti o gli speculatori – come pretendono i Perino, i Grillo eccetera – sono i cittadini che vogliono viaggiare più in fretta (e quindi se il treno è lento prendono la macchina o l’aereo, molto più inquinanti), usano i telefonini (anche se fingono di ignorare che per funzionare hanno bisogno dei ripetitori), vogliono caldo nelle case d’inverno e fresco d’estate (anche se non pensano che da qualche parte l’energia bisogna trovarla)… sono loro, siamo noi che, quotidianamente e senza scendere in piazza, votiamo nel referendum pro o contro la Tav, e votiamo a favore; votiamo per il passante autostradale, anche se a parole eravamo contro; votiamo per il rigassificatore, anche se lo malediciamo.

Certo, a tutti noi piacciono i campi verdi più delle strisce d’asfalto, le sorgenti che sgorgano dalle montagne piuttosto che i tunnel ferroviari, l’idea che le comunità, anche le più remote, possano continuare a vivere nel loro Eden. Ma poi, nei comportamenti che mettiamo in atto quotidianamente, senza renderci conto cementiamo i campi di qualcun’altro (possibilmente abbastanza lontano dai nostri occhi), gli riempiamo il podere di buchi, lo costringiamo a imbrattarsi di petrolio siberiano per far funzionare le nostre auto, o ad andare in qualche terribile miniera africana per procurarci i metalli che danno vita ai nostri telefonini.

Mi dispiace, cari amici no Tav, ma è così. Tanto vale prenderne atto, cercare di ridurre i danni e di indirizzare l’onda del progresso, piuttosto che farsene travolgere illudendoci che possa lavare, in questo modo, le nostre coscienze di bravi occidentali ricchi e incoscienti.

PERINO-MONTI: IL VERO SCONTRO DI CIVILTA’ultima modifica: 2012-03-03T11:45:00+01:00da sergiofrigo
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