LE BEGHE LEGHISTE E I GIORNALISTI IMPICCIONI: LA TRASPARENZA DISTURBA IL CARROCCIO

GobboBossi.jpgI giornalisti che si informano delle beghe interne della Lega? Sono come il testimone di nozze che – con la bava alla bocca – si informa se gli sposi ci danno dentro a letto. Non ha usato proprio questa locuzione, il segretario della Lega Veneta Gian Paolo Gobbo l’altra sera allontanando le telecamere del Tg regionale da una riunione del Carroccio: ha fatto il classico gesto del pugno-polso alzato e ribassato, d’altra parte i capi leghisti (Bossi docet) nei gestacci sono molto più efficaci che con le parole.

  “Sono affari nostri, che ci risolviamo tra noi”, ha detto Gobbo, accusando i giornalisti di fare pressing sulla Lega solo per spingerla a litigare con Berlusconi. Lo stesso mantra ripetuto dai dirigenti nazionali di fronte alle domande sullo scontro fra bossiani e maroniani in Lombardia, salvo negare pubblicamente qualsiasi divisione. E scommettiamo che faranno lo stesso oggi pomeriggio, al loro vertice padovano che dovrebbe vedere il redde rationem tra lo stesso Gobbo e il suo grande antagonista, il sindaco di Verona Flavio Tosi.

A parte che non si capisce cosa c’entri Berlusconi, sfugge a Bossi & C. il fatto che la dialettica fra diverse posizioni politiche è il sale della democrazia, l’unico modo per far emergere le soluzioni (e le persone) migliori: molto meglio imporre il candidato unico dall’alto, come ha fatto a Varese.

E non sfiora i leghisti veneti il sospetto che essendo il Carroccio il primo partito della regione, quello che esprime il governatore e che determina le maggiori scelte amministrative, magari le sue posizioni hanno anche un rilievo pubblico, e precisi effetti  non solo sulla politica, ma sulla vita quotidiana di tutti noi, non leghisti compresi. E che quindi informare la gente anche su questo sia un semplice ma essenziale esercizio di democrazia.

LE BEGHE LEGHISTE E I GIORNALISTI IMPICCIONI: LA TRASPARENZA DISTURBA IL CARROCCIOultima modifica: 2011-10-09T15:18:00+02:00da sergiofrigo
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