LA BIENNALE A MALGARA, LE “RAGIONI” DI GALAN E I PERICOLI PER VENEZIA

 Galan.jpegIeri ho intervistato il ministro Galan sul futuro passaggio di consegne ai vertici della Biennale tra Paolo Baratta e Giulio Malgara: non mi ha convinto, ma qualcosa ho capito, anche se mi ha aiutato di più Vittorio Sgarbi: un centro-destra agli sgoccioli, mi ha detto il critico, in una fase politica di scontro totale come l’attuale deve arraffare tutto il possibile, dunque non avrebbe mai potuto approvare la riconferma di un presidente targato centro-sinistra; anche se ridurre Baratta a questo clichè risulta quasi offensivo. Ribadisco quanto scritto qui ieri: essere i migliori in Italia non basta, essere rigorosi e coerenti poi è un grave handicap.

Poi c’è la personalità di Galan, che è sì un liberale come dice il “comunista” Miracco, ma è soprattutto fedele con gli amici, e prima di tutto con l’amico più amico di tutti, Berlusconi, e interprete fidato della filosofia del gruppo affaristico-amicale sorto intorno a lui: prima viene questo, poi la coerenza intellettuale e anche l’interesse del territorio. Altrimenti lo scorso anno alle Regionali avremmo avuto la lista Forza Veneto. (A questo proposito: sbaglia il Pd veneziano ad attribuire a Miracco la responsabilità della scelta di Malgara: questa è semmai la prova dell’affrancamento di Galan dall’influenza del suo ex portavoce).

UN MARCHIO DA VENDERE, E LA QUALITA’ PUÒ ATTENDERE

Detto questo: salvo incidenti di percorso avremo alla Biennale un presidente Malgara2.jpgdedito soprattutto a “valorizzare” il prestigioso marchio, al fine di produrre quattrini (dimenticando che proprio la qualità e il prestigio dell’istituzione hanno permesso in questi anni alla Biennale di aumentare geometricamente i suoi incassi e di imbarcare sponsor internazionali del livello della Swatch). Rimarrà quasi certamente Marco Muller alla guida della Mostra del Cinema, e questo è un bene, ma sul resto che Dio ce la mandi buona. L’idea del presidente designato di un direttore italiano per la mostra internazionale (magari Vittorio Sgarbi) fa venire i brividi, e pensare a Malgara e al suo entourage alle prese con i settori del teatro, della danza, della musica contemporanea, fa venire la pelle d’oca.

GLI APPETITI MILANESI E ROMANI SU VENEZIA

Quanto all’ancoraggio della Biennale al territorio, e alla tutela di Venezia (oltretutto candidata a capitale europea della cultura) dai voraci appetiti milanesi e romani, non mi sentirei per niente garantito: dopo che Milano si è aggiudicata l’Expo 2015 qualcuno ha proposto Baratta di far svolgere per l’occasione una parte della Mostra del cinema nel capoluogo lombardo. Baratta l’ha mandato a quel paese, non so cosa avrebbe risposto Malgara.

Galan, che è abituato a prendersi le sue responsabilità, facendo andar via un grande amico di Venezia come Baratta stavolta se n’è assunta una enorme.

LA BIENNALE A MALGARA, LE “RAGIONI” DI GALAN E I PERICOLI PER VENEZIAultima modifica: 2011-10-08T11:36:00+02:00da sergiofrigo
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