SONO SOLO CANZONETTE. MA SE UNO COME VECCHIONI VINCE A SANREMO, E’ UN BEL SEGNO

vecchioni.jpgNon so, ve la propongo come l’ho letta, con la coscienza che si tratta di una cosa minuscola, con la speranza che rappresenti un sintomo reale di un fenomeno reale  (non l’unico, per fortuna), con il timore che sia un altro esempio di wishful thinking (significa pensare che le cose siano come le desideriamo). Comunque…

«Lo diciamo da un paio d’anni, ormai: l’Italia OLTRE Berlusconi c’è, c’è sempre stata. Ora ne abbiamo le prove, e arrivano dal posto che non ti aspetti, da Sanremo, dal palco dall’Ariston». Lo si legge in un articolo di Domenico Naso pubblicato sul magazine della Fondazione
Farefuturo, a proposito della vittoria di Roberto Vecchioni al festival.
L’articolo sottolinea che «se l’affermazione del cantautore è arrivata per giunta trionfando al televoto popolare, allora qualcosa è cambiato davvero in questo paese fermo e ripiegato su se stesso. Questa maledetta notte dovrà pur finire, ha intonato con rabbia appassionata il cantautore milanese. Sì,questa maledetta notte, tra la gente, è finita già. Manca solo un atto formale, un risveglio generale da un incubo che fortunatamente non ha più la forza di sopravvivere. Sono solo canzonette, lo sappiamo. Le letture politiche di un evento come quello sanremese sono pericolose, strumentali, un pò ipocrite.
Ma dopo due anni di vittorie defilippiane, con due Amici a trionfare attraverso il televoto, quello che è successo ieri sera ha del miracoloso».
«Vecchioni – continua l’articolo – diventa così il frontman di una rivoluzione pacifica e piena di speranza, di una rivolta nazionalpopolare, badate bene, e non delle liti. Per chi si appella alla sovranità popolare, il televoto dovrebbe essere il massimo del godimento: chiunque può esprimere la propria preferenza, dall’operaio all’intellettuale, dal ragazzino all’anziano. Ecco, e la sovranità popolare ha deciso che anche Sanremo può finalmente mandare in archivio la retorica anche musical-televisiva del berlusconismo più becero. Niente sole-cuore-amore, dunque. Vince un testo che parla sì di sentimenti, ma declinati attraverso l’impegno civile, la forza di reagire a uno stato di cose che non può più essere tollerato. In quattro minuti di poesia, c’è tutta l’Italia di oggi, imbolsita, polverosa, stanca e senza forze. Ma c’è anche quella piccola scintilla di rivolta morale che ha trovato faticosamente spazio tra le scenografie di cartapesta di un berlusconismo che si ostina a descrivere la realtà secondo il gusto del Caro Leader».

E se questa canzone vi sembra un po’ troppo ecumenica, ascoltate questa…

SONO SOLO CANZONETTE. MA SE UNO COME VECCHIONI VINCE A SANREMO, E’ UN BEL SEGNOultima modifica: 2011-02-21T02:04:00+01:00da sergiofrigo
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