MILIONI ALL’ARENA, NIENTE ALLA FENICE: COME LA LEGA FA POLITICA (CORPORATIVA) ANCHE SPARTENDO I FONDI DELLA CULTURA

Arena.jpegI 3 milioni di euro di contributi statali destinati all’Arena di Verona contro il niente per la Fenice di Venezia sono solo l’ultimo di una serie di episodi che rivelano il vero spirito con cui opera la Lega, e non a caso fanno letteralmente infuriare gli avversari del centro-sinistra ma ancor più gli alleati–concorrenti del Pdl: il Carroccio è essenzialmente un sindacato di territorio, e in quanto tale strappa a volte risultati significativi, ma non riesce a fare il salto di qualità necessario per diventare compiutamente forza di governo, capace di fare sintesi fra le istanze territoriali più vaste. E anche la ripartizione delle risorse pubbliche (e degli incarichi di governo) non avviene sulla base di criteri rigorosi e di scelte trasparenti, ma premia l’appartenenza politica, penalizzando quasi sempre – oltre alla qualità dei progetti e delle persone – i soggetti e i territori politicamente non allineati.

 

AI TERRITORI LEGHISTI I SOLDI, A QUELLI “ROSSI”, COME VENEZIA, LE ROGNE

Il messaggio è semplice e brutale: ottieni finanziamenti se stai con la Lega, se invece sei contro non ti diamo i soldi e ti becchi invece le rogne. E dunque la verde Verona si prende i soldi per l’Arena (oltre ad aver messo le mani su dotazioni sanitarie spropositate rispetto al resto del Veneto), mentre invece la rossa Venezia resta all’asciutto per la Fenice, e per di più il ministero degli interni cerca di scaricarle addosso il contestatissimo Centro di identificazione ed espulsione per gli immigrati clandestini.

LE POLTRONE AI MILITANTI, INVECE CHE AI COMPETENTI

Il Pdl regionale ha parlato di “cannibalismo politico della Lega”, facendo la figura di Alice nel Paese delle Meraviglie, visto che con la Lega governa da decenni. I segnali in realtà c’erano tutti, e non si parla solo della corsa all’accaparramento delle poltrone pubbliche di sottogoverno, che è una costante di tutti i partiti appena mettono piede nella stanza dei bottoni: la Lega, come ha mostrato l’inchiesta dell’Espresso del 20 gennaio scorso “Com’è verde la mia poltrona”, ci mette di suo una particolare cura nel privilegiare la fedeltà piuttosto che la competenza, non provando neppure a dissimulare la lottizzazione con una patina di professionalità, come hanno sempre fatto gli altri partiti nel passato, promuovendo magari qua e là dei tecnici di area invece che – sempre – dei militanti.

FINANZIAMENTI PER L’IDENTITÀ VENETA, INVECE CHE PER LA CULTURA

Ma non è una novità neppure l’abitudine del Carroccio di privilegiare nella ripartizione dei fondi pubblici solo i propri temi e i propri professionisti, indipendentemente dal merito e dall’apprezzamento pubblico: è il caso del plurifinanziato regista Renzo Martinelli (quello del Vajont, di Porzus eMartinelli.jpgdel Barbarossa, visto al cinema da pochi intimi) che ora – dopo decenni di polemiche della Lega contro i “registi di sinistra finanziati dallo Stato” – sta ottenendo altri milionate di fondi pubblici per un film su Marco d’Aviano già pesantemente criticato per la sua impostazione ideologica dagli stessi confratelli del cappuccino che salvò Vienna dai turchi; ed è il caso anche degli stanziamenti regionali (messo milione di euro) decisi dalla Regione per varie iniziative di valorizzazione dell’identità veneta (dal Festival dei Casoni alla manifestazione “La me tera”), quando si tagliano ovunque i fondi per l’assistenza e gli orchestrali della Fenice rischiano di rimanere senza stipendio. Fenice.jpg Ma si sa, le feste popolari – nel retropensiero del Carroccio – si attagliano al popolo leghista, mentre la musica classica è cosa da intellettuali snob, che se la possono pagare di tasca propria.

Vedremo nelle prossime settimane se la Regione, come ha sempre fatto nell’era Galan e come ha promesso di fare l’assessore Marino Zorzato del Pdl, riuscirà a trovare qualche spicciolo per rimediare allo schiaffo e assicurare un futuro dignitoso anche alla “rossa” Fenice.


 

MILIONI ALL’ARENA, NIENTE ALLA FENICE: COME LA LEGA FA POLITICA (CORPORATIVA) ANCHE SPARTENDO I FONDI DELLA CULTURAultima modifica: 2011-02-21T11:44:16+01:00da sergiofrigo
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