ITALIA, UNA NAVE NELLA TEMPESTA, CONDOTTA DA UN TIMONIERE PAZZO. E NESSUNO CHE SAPPIA INDICARLE UNA ROTTA

nave2.jpg L‘impressione è di essere su una nave nel pieno della tempesta, spazzata da un lugubre vento notturno, con un comandante pazzo legato al timone, gli altri ufficiali che litigano furiosamente fra loro, incapaci di strapparglielo, e i passeggeri in preda, indifferentemente, al mal di mare o agli accessi di risa, divisi fra quelli che si strappano i capelli e quelli che applaudono a scena aperta. Fra le onde, spettrali, si avvicinano altissimi iceberg, ma nessuno riesce neppure a vederli.

Varie domande mi inquietano: quanto reggerà la nave? C’è qualcuno che, magari nascosto, la sta guidando? E dove la (ci) sta conducendo? Ma soprattutto: non c’è nessuno che possa farsi avanti, richiamare all’ordine l’equipaggio, prendere in mano il timone e condurci fuori dalla tempesta?

IL SILENZIO DEGLI INTELLIGENTI…

Fuor di metafora: il Paese è allo sbando, i cittadini sono nauseati, incombono pericoli di ogni genere, ma l’opposizione si lacera al suo interno, e coloro che dovrebbero indicare la rotta – gli intellettuali, i grand commis dello Stato, gli uomini di fede – nel caos e nel frastuono non riescono a farsi sentire, oppure nemmeno ci provano.

Ogni parola viene strumentalizzata nel momento stesso in cui viene pronunciata, ogni appello al senso di responsabilità viene piegato ai fini di parte, ogni analisi (comprese quelle – per una volta adeguate – della Chiesa) viene riletta con la lente dell’interesse privato che la ispira.

…E LA RISATA SGUAIATA DELLE SOUBRETTES

Meritatamente una società che, per anni, ha sistematicamente delegittimato i maestri, per sostituirli con le soubrettes, i tronisti e le escort, che alle riflessioni preferisce da sempre le invettive, e alla mobilitazione civile lo sghignazzo, ora si trova priva, drammaticamente, di una bussola, di una voce autorevole, di un pensiero lungimirante e condiviso. Mai un Presidente della Repubblica è stato solo come Napolitano, nostro unico faro.

È necessario che qualcuno dica al Timoniere pazzo che deve lasciare il comando. Oppure dovranno essere i passeggeri a togliergli il timone: ma per andare dove?

 

Tocca citare di nuovo il Padre Dante:

“Ahi, serva Italia, di dolor ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello”

ITALIA, UNA NAVE NELLA TEMPESTA, CONDOTTA DA UN TIMONIERE PAZZO. E NESSUNO CHE SAPPIA INDICARLE UNA ROTTAultima modifica: 2011-01-28T01:48:25+01:00da sergiofrigo
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