PERCHE’ NON UN LIBRO? ECCO COSA REGALERO’ IO A NATALE

A Natale potete fare bella figura regalando qualcosa di costoso, vistoso e ingombrante, oppure una figura ancora migliore regalando qualche idea che rimane e parlerà di voi anche nei prossimi anni. Mi riferisco ai libri, naturalmente, e comincio con qualche titolo che è in sintonia col periodo che stiamo vivendo: il Natale, ma soprattutto la crisi economica, scegliendo dei titoli che possono aiutarci a comprendere meglio questo brutto periodo e a viverlo con qualche speranza.

Berselli.jpgComincio col caro Edmondo Berselli, che è scomparso nei mesi scorsi lasciandoci in eredità un “saggio denso e veloce al tempo stesso” (Ilvo Diamanti): si intitola “L’economia giusta”, è edito da Einaudi (€ 10) ed è dedicato alla ricerca di nuove strade per superare la “superstizione monetarista” e il liberismo spinto che ci hanno tenuto avvinti e trascinati in basso: non ci sono conclusioni facili e ottimistiche, in queste pagine scritte mentre la malattia faceva il suo corso; ma c’è lo spirito indomito e lieve del combattente abituato ad esercitare insieme rigore e leggerezza, a guardare oltre le apparenze, ad affrontare la realtà armato solo di cultura, ironia e amore per l’uomo. Dice Berselli, nell’ultima pagina, che “occorre accingersi a costruire una cultura della minore ricchezza”, basata su “una visione collettiva più prudente”. “Dovremo adattarci ad avere meno risorse. Meno soldi in tasca. Essere più poveri. Proviamoci, con un po’ di storia alle spalle, con un po’ di intelligenza e di umanità davanti”.

Sullo stesso filone e dello stesso editore segnalo anche “Poveri, noi” di Marco Revelli, che traccia un bilancio di un Paese fragile ma che non ammette di esserlo, che sposa il trionfalismo berlusconiano senza rendersi conto di essersi impoverito – oltre che economicamente -socialmente, moralmente e politicamente.

Ma i richiami alla sobrietà possono anche essere vissuti con serenità, come dimostra Enzo Bianchi, il priore di Bose, bianchi.jpgche dopo “Il pane di ieri” torna alla saggezza e alla convivialità del Natale di altri tempi, in “Ogni cosa alla sua stagione” (ancora Einaudi, € 17), tra i ricordi piacevoli della sua infanzia, la rievocazione dell’atmosfera di incontro e di calore umano che circondava le festività, le riflessioni sul senso della festa e dello stare insieme.

Lo stesso spirito anima la collana dei quaderni di Kellerman, che ripropone nella forma dei quaderni di un tempo e nella scritturaKellerman.jpgmanuale, dei piccoli trattati artigianali ma molto eleganti e poco costosi (7-10 euro) sulle memorie gastronomiche e le usanze tradizionali delle nostre comunità: dalle erbe e le loro doti medicinali ai dolci di una volta, dai rimedi per la casa ai giochi di un tempo.

Per chi vuole ricordare la nostra storia, antica e recente, è appena uscito dalla Biblioteca dell’Immagine la “Storia di Padova”, di Francesco Jori e Toni Grossi (€ 13) una cavalcata briosa e divertente di quasi tremila anni, zeppa di personaggi e di vicende umane e politiche, da Antenore ai giorni nostri. Storia recente, ma sembra ancora cronaca e attualità politica visti gli eventi degli ultimi giorni, in “Terrore rosso”, di Pietro Calogero, Carlo Fumian e Michele Sartori (Ed. Laterza, € 16): indispensabile per capire i rapporti fra autonomia e partito armato, e per ricostruire un capitolo delle nostre vicende recenti che ancora brucia.

Per chi ama i viaggi nello spazio e nel tempo segnalo invece “Un mondo che non esiste più”, con splendidi testi e foto di Tiziano Terzani (Ed. Longanesi, € 19.80) Terzani2.jpgsulla scia dei suoi reportage e delle sue permanenze in Oriente.

Chi ama i gialli non dovrebbe perdersi invece l’ultimo (in tutti i sensi, temo) commissario WallanderMankell.jpgdi Henning Mankell: “L’uomo inquieto” (Ed. Marsilio, € 19) è il più malinconico e toccante dei suoi romanzi di genere, in cui ritornano temi, atmosfere e personaggi già incontrati nei nove episodi precedenti, ma anche lo studio psicologico sulle relazioni umane dello splendido “Scarpe italiane”, il tutto cucito insieme in una trama che vede scomparire improvvisamente nel nulla l’anziana coppia di consuoceri del commissario, su uno sfondo da spy story e da giallo storico.

Infine un consiglio interessato: se non l’avete ancora comprato, regalatevi o regalate un volumetto della Biblioteca dell’Immagine che spiega perché la Lega vince le elezioni e la sinistra le perde, con qualche consiglio per smettere, o almeno per riuscire a sopportare meglio tutto questo. cop.jpgSi intitola “Caro Zaia vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco”, a otto medi dall’uscita rimane purtroppo sempre attuale, e l’ha scritto uno che conoscete bene..

 

 

 

PERCHE’ NON UN LIBRO? ECCO COSA REGALERO’ IO A NATALEultima modifica: 2010-12-21T03:25:00+01:00da sergiofrigo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in ho letto e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a PERCHE’ NON UN LIBRO? ECCO COSA REGALERO’ IO A NATALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *