TESTAMENTO BIOLOGICO E 5 PER MILLE: LE SCELTE ILLIBERALI DEL PARTITO DELLE… LIBERTÀ

Si definisce Partito delle libertà, ma probabilmente i suoi vertici intendono la libertà propria, quella di fare quello che vogliono, non certo quella dei normali cittadini: non contenti di impedirci di scegliere come vogliamo curarci (o eventualmente non curarci) boicottando i testamenti biologici depositati nei comuni, i suoi ministri ora vogliono anche mettere le mani sui soldi che noi cittadini intendiamo destinare ad altri soggetti attraverso il 5 per mille. La nuova normativa, che sarà inserita nella legge finanziaria (o di stabilità), prevede infatti una riduzione del 75% di questi finanziamenti destinati al Terzo Settore, dai 400 milioni del 2008 (ultima erogazione) agli appena 100 dell’attuale esercizio. E i restanti 300 milioni? Se li prende lo Stato e ne fa l’uso che vuole. Così potrà capitare che i soldi che io voglio destinare a una onlus pacifista, vadano a finanziare gli acquisti di armamenti.

Quali ricadute concrete avrà tutto questo sull’attività delle associazioni? Devastanti, soprattutto per l’assistenza ai poveri e ai paesi sottosviluppati, come si potrà appurare leggendo l’articolo che segue. Alla faccia della sussidiarietà e della “big society”, di cui si riempiono la bocca, e anche del famoso slogan “aiutiamoli a casa loro”…

Alla fine il link dell’appello lanciato dalle onlus al Parlamento per cercare di bloccare l’operazione.

5 PER MILLE: ECCO CHI NE FARA’ LE SPESE

Non bastava la riduzione dei fondi per la cooperazione internazionale, nei quali il nostro paese è fra i più inadempienti del pianeta rispetto agli accordi già sottoscritti in varie sedi; non bastava nemmeno l’eliminazione delle agevolazioni tariffarie per le spedizioni postali, che danneggiano pesantemente l’attività delle onlus e della loro editoria. Ora arriva la mazzata del taglio del 5 per mille destinato al Terzo Settore e alla ricerca.  Per qualcuno significherà dover chiudere qualcuno degli ospedali rurali realizzati in Africa, e ridurre la distribuzione dei farmaci nei villaggi; per qualcun altro lasciare al loro destino le piccole aziende agricole appena fondate nelle aree più povere del Sud America; ma in alcuni casi a rimetterci saranno i poveri di casa nostra, che si troveranno nel piatto sempre meno carne e sempre più pane: fino a quando ce ne sarà…

Sono gli effetti concreti che avrà la decisione presa nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio della Camera, nella discussione sulla legge di stabilità (la finanziaria): una riduzione netta del 75% rispetto allo scorso anno, da 400 milioni di euro ad appena 100. Una misura contro la quale si sta mobilitando il mondo del no-profit, con la diffusione in particolare di una petizione rivolta ai presidenti della Camera e del Senato, Fini e Schifani, col titolo inequivocabile: “Non toccate il 5 per mille” (vedi alla fine).

NEL VENETO: TAGLI ALLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Nel Veneto, terra di associazionismo e volontariato, la questione è particolarmente sentita, e le onlus stanno cominciando a fare i conti: che sono drammatici. Prendiamo l’Ases, ad esempio, l’Associazione solidarietà e sviluppo legata alla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che riceve in media ogni anno il 5 per mille di 13mila contribuenti. «Fanno circa 200mila euro – spiega il vice-presidente nazionale Norberto Bellini, mestrino – che usiamo per integrare la percentuale del 75% assicurata dallUnione europea per i progetti di sviluppo: significa che grazie al 5 per mille riusciamo a mobilitare risorse per 800mila euro. Con questi soldi realizziamo due progetti di riforma agraria all’anno, di solito in America Latina».

Con l’ultimo, nel poverissimo dipartimento di Misiones, in Paraguay, sono state fondate in due anni 180 aziende agricole, assicurando a delle famiglie poverissime che vivevano in misere capanne, una casetta in muratura, una mucca da latte per i bambini, una coppia di maiali, arnesi e sementi, e inoltre alcuni pozzi artesiani e un paio di trattori per l’uso collettivo. «Tutto questo non si sarebbe potuto realizzare senza il 5 per mille», spiega Bellini.

LA PROTESTA DEL CUAMM – MEDICI PER L’AFRICA

Un’altra onlus, il Cuamm – Medici per l’Africa di Padova, raccoglie l’adesione di 14mila contribuenti, per una cifra che è passata dai 351mila euro del 2006 ai 572mila del 2008 (ultimo conferimento): «Questi soldi vengono investiti in progetti nel sud del Sudan dove la sanità è a zero – spiega il direttore amministrativo Andrea Borgato – Costruiamo ospedali rurali a cui accedono 150-200mila persone che non avrebbero altrimenti nessun tipo di cura, distribuiamo farmaci e vaccini e addestriamo infermieri locali». Tutto questo verrebbe drasticamente ridimensionato col taglio previsto dal governo, ricorda Borgato, che aggiunge: «Quello che fa più arrabbiare è la promessa di restituirci questi fondi, a noi destinati dai contribuenti, nel 2011: è una presa in giro, perchè anche oggi i soldi arrivano dopo due anni, e non ci hanno ancora comunicato il valore del 2009».

MENO SERVIZI PER I POVERI DI CASA NOSTRA

Ma il taglio del 5 per mille investe anche alcune realtà che non ne beneficiano direttamente, come le Cucine popolari di Padova, che vivono soprattutto con i finanziamenti della Diocesi e della Caritas: «La situazione è pesante – spiega Suor Lia – perchè aumentano i bisogni e diminuiscono le donazioni e gli stanziamenti pubblici: distribuiamo 500 pasti al giorno, e sono molti coloro che non hanno nemmeno i 2 euro per pagarsi il pranzo, e ci chiedono solo un primo, un po di verdura, e soprattutto tanto pane, da portarsi via».

Anche per il Ceis di Don Franco De Pieri (4 comunità di recupero nel Veneziano, per 170 ragazzi, tossici, alcolizzati, minori abbandonati, rifugiati politici, più un asilo in Brasile) il 5 per mille è solo una piccola quota del bilancio, «che per fortuna si è molto diversificato: ma è la decisione di tagliarlo che è un pessimo segnale politico: significa che il pubblico non intende farsi carico di questi bisogni; viene meno così un principio fondamentale di solidarietà. Eppure viviamo in una società in cui i ricchi sono molti di più dei poveri: ovviamente se consideriamo ricchi coloro che hanno a sufficienza per badare a se stessi, non coloro che hanno solo i soldi e quindi sono i più poveri fra gli uomini».

Ecco il link per aderire alla protesta delle associazioni.

548-non-toccate-il-5-per-1000-appello-al-parlamento

 

TESTAMENTO BIOLOGICO E 5 PER MILLE: LE SCELTE ILLIBERALI DEL PARTITO DELLE… LIBERTÀultima modifica: 2010-11-23T02:44:24+01:00da sergiofrigo
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