UNA GIORNATA TRA I LEGHISTI: ECCO CIO’ CHE HO VISTO (domenica 24)

Dopo essere tornato sano e salvo da una giornata tra i maghi, sabato scorso, ieri l’ho fatta franca anche dopo un’intera mattinata tra i leghisti. E non ero neppure in incognito 🙂

Ebbene si, ieri mattina mi avevano invitato a villa La Favorita, a Monticello di Fara, dove si svolgevano gli stati generali della Lega vicentina, convocati per promuovere un confronto più aperto del partito con la società (oltre che al loro interno). A invitarmi è stato il loro responsabile degli enti locali, quel Davide Lovat di cui avrete letto qualcosa su questo blog (si veda il vivace dibattito con Giuliano Zoso, sul mio libro su Luca Zaia, dopo la mia presentazione vicentina, il 7 maggio). I lavori sono stati divisi in sessioni – cultura, scuola, lavoro, sanità ecc. – e ad ognuna prendevano parte alcuni esterni (in particolare sindacalisti) invitati per esprimere il loro punto di vista, e un folto gruppo di quadri intermedi della Lega. Io partecipavo alla sessione cultura, assieme a Mario Giulianati, dell’associazione “Impegno per Vicenza”, a Ubaldo Alifuoco, in passato segretario della Cgil berica e ora componente di “Vicenza riformista”, a Moreno Menini, presidente dell’Associazione “Bepin Segato” (era il più giovane dei Serenissimi che sono saliti sul campanile di San Marco) e a Davide Guiotto, presidente di “Raixe venete”.

COM’È ANDATA, COSA HO VISTO, COSA HO IMPARATO?

Scherzando potrei dire che mi sono confermato nei miei pregiudizi… Più seriamente, delle posizioni di Lovat dirò a parte, a partire dal libro che ha appena pubblicato “Tu sarai leghista! Leghista sarai tu” (Linee infinite edizioni), che contiene un serrato dialogo sui massimi sistemi, ma anche su temi concreti, con il giornalista Antonio Gesualdi. I quadri medio-alti sono giovani, motivati e preparati, anche un po’ ingenui, ricordano un po’ i ragazzi che eravamo noi nel passato, ma senza la capacità o il desiderio di andare oltre la dimensione della loro comunità di riferimento.

Il “problema” sono i quadri medio-bassi, dirigenti di paese, assessori, militanti: da quello che ho visto tra i circa 25 che facevano parte del nostro gruppo, direi che hanno qualche anno di più, un po’ meno studi, un grande interesse per la storia veneta e le tradizioni locali e una grande paura per quello che accade loro intorno, a cui reagiscono tirando fuori le unghie. Ma questo già si sapeva.

SGUARDI AL PASSATO PIU’ CHE AL FUTURO

Per andare un po’ oltre aggiungerei che ho sentito parlare tantissimo di un passato glorioso, ma quasi niente di futuro. In questo trovo conferma a quanto ho scritto nel mio libro “Caro Zaia vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco” (Ed. Biblioteca dell’Immagine), nel capitolo “La vostra cultura e la nostra” e successivi.

ORGOGLIO E VITTIMISMO

Ma all’incontro ho trovato conferma di altri aspetti, che nel libro sono appena accennati: il leghismo di base – per quanto riguarda i temi della cultura e dell’identità – è un impasto di orgoglio e vittimismo, di nostalgia e revanscismo: “noi eravamo grandi, i migliori di tutti, ma ci hanno derubato della nostra grandezza e del nostro ruolo, non ci riconoscono la dignità di popolo, non ci lasciano parlare la nostra lingua, ci portano via le nostre ricchezze, non ci lasciano esercitare la nostra sovranità. È ora di dire basta e di reagire!”

 

 

UNA GIORNATA TRA I LEGHISTI: ECCO CIO’ CHE HO VISTO (domenica 24)ultima modifica: 2010-10-31T17:15:00+01:00da sergiofrigo
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