DISINTERESSE PER LA POLITICA: SAGGEZZA O STANCHEZZA?

noia.jpgSono anni, anzi decenni, che sogno di potermi disinteressare della politica senza sentirmi in colpa: tanto c’è qualcuno (nel sogno) di affidabile a cui consegnare le leve del comando e che fa le cose che è giusto fare, mentre la situazione politico-economica (sempre nel sogno) è serena e tranquilla, quasi noiosa vorrei dire.
 Ovviamente di questi tempi la situazione politica marcia esattamente al contrario, per cui disinteressarsene mi appare come un’abdicazione, come far mancare il mio modesto contributo di cittadino nel momento del bisogno.
 

LA SAGGEZZA DI TOMMASO MORO

Non posso però farci niente, ritrovarmi un Casini protagonista della vita politica, registrare che oltre un terzo degli elettori, nonostante tutto, intende ancora votare Berlusconi, che Grillo ripropone il suo vaffa-day e le varie anime del Pd litigano a sangue e non riescono ad accreditarsi come alternativa valida agli occhi degli elettori, beh, è troppo anche per me…

E allora cerco di convincermi che il mio disinteresse per la politica è del tutto legittimo, anzi una forma di saggezza che rimanda alla famosa preghiera di Tommaso Moro: “Signore, dammi la forza per cambiare le cose che posso modificare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare, e la saggezza per distinguere le une dalle altre”.
 Finalmente ti sei convinto come tanti – mi dico – che nulla si può realmente cambiare, nella politica italiana, e che è inutile analizzare, discutere, mobilitarsi, combattere: tanto decidono poco anche coloro che gestiscono il potere, e le decisioni importanti si coagulano sopra le nostre teste (e le nostre istituzioni) senza che noi possiamo farci niente.

Ma è un epilogo che non mi convince, o meglio, non mi piace. E allora ricorro alla considerazione finale, contro la quale non c’è obiezione che tenga: non sarà magari che sto semplicemente invecchiando?

DISINTERESSE PER LA POLITICA: SAGGEZZA O STANCHEZZA?ultima modifica: 2013-10-23T23:55:00+02:00da sergiofrigo
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