IL PIANTO DI ALEX CI RIVELA IL COSTO IMMANE DELL’ECCELLENZA

Alex Schwazer, EPO, DOPING, SPORT, ECCELLENZALa confessione choc di Alex Schwazer ha un pregio: ci rivela brutalmente – e ci costringe a toccarlo con mano – tutto quello che c’è dietro l’eccellenza, la prestazione da record, il gesto atletico perfetto: quel gesto che, come una magia, più apprezziamo quanto meno esso lascia intravedere lo sforzo, o il trucco che c’è dietro: dietro invece ci possono essere il talento, la passione, ma soprattutto ci sono sacrifici enormi, che a volte svuotano i protagonisti della loro stessa umanità, che è per definizione varia e imperfetta, e rifiuta – se non per brevi periodi – specializzazioni così estreme. Pena la disumanizzazione: come accadeva un tempo ai campioni dell’est, e oggi ai giovani atleti e atlete cinesi, sequestrati alle famiglie in tenera età e schiavizzati dal sistema sportivo statale per stravolgere ogni limite umano, e persino incapaci di comprendere e piangere la loro disgrazia.

VOLEVA FARSI SCOPRIRE, PER RIPRENDERSI LA PROPRIA VITA
Si è anche detto che il marciatore rifiutava di accettare i propri limiti, voleva continuare a primeggiare nonostante il tempo che passa, e per questo si sarebbe dopato.
Apparentemente è così, ma ci sono indizi che autorizzano a ipotizzare una storia diversa, come quando egli ammette tra le lacrime, dopo aver gettato alle ortiche la sua vita e la sua carriere, di provare sollievo: Alex “voleva” essere scoperto, per riprendersi la propria, di vita. Ha fatto come i mariti fedifraghi, che preferiscono uccidere la moglie piuttosto che confessare che hanno l’amante e vogliono andarsene di casa. Anche lui, piuttosto che divorziare dal se stesso che non voleva essere, ha preferito ucciderlo.
In tanti si erano dati da fare, attorno a lui, per farlo diventare un campione. Nessuno l’ha aiutato a essere semplicemente un uomo.

IL PIANTO DI ALEX CI RIVELA IL COSTO IMMANE DELL’ECCELLENZAultima modifica: 2012-08-09T17:12:57+02:00da sergiofrigo
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