LA STRAGE DI OSLO, IL RIFLESSO ANTI-ISLAMICO DEI MEDIA E LA PSICOSI DELLE NOSTRE SOCIETA’

oslo.jpgSe fosse possibile sorridere – in un giorno in cui il la Norvegia piange la morte di oltre 90 innocenti, la maggior parte giovanissimi – oggi sorriderei, per la clamorosa sconfessione del colpevole pressapochismo dell’informazione, e della voglia di un nemico che alligna nella nostra società.

GIORNALI E TV SCATENATI, POI LA CLAMOROSA SMENTITA
Sui giornali di ieri, le pagine sugli attentati in Norvegia erano tutto un florilegio di allarmi anti-islam rivelatisi fasulli, anche se il top è stato toccato, probabilmente, da Libero: “Terrore islamico a Olso”, era il titolo a tutta pagina, e come riprese “Con l’islam il buonismo non paga”, “Jihad in Norvegia” e “É il paradiso dell’integrazione ma l’islam vuole tutto il potere”, col corollario “E’ ancora l’11 settembre. Rischia anche l’Italia”.Il Giornale naturalmente non era da meno, con titoli di questo tenore: “Comincia la vendetta per Bin Laden”, “Quelle cellule integraliste cresciute in un Paese che non controlla le frontiere” (sottinteso: così imparano), e ancora “Sono sempre loro”, in testa ad un sobrio elzeviro di Fiamma Nirenstein che recitava: «La guerra dell’islamismo contro la nostra civiltà, se verrà confermata l’ipotesi che nel corso della giornata è diventata sempre più robusta, è feroce e aggressiva… Oggi il terrorismo è il comma di una teoria islamistica di conquista».
E si potrebbe continuare con molti altri giornali (e telegiornali). Eppure non mancavano gli elementi che avrebbero consigliato maggiore prudenza.
UNA MOBILITAZIONE CHE SVELA LE NOSTRE PSICOSI
Il giorno dopo la realtà rivela una verità letteralmente opposta a quella spacciata come una droga ad Oslo2.jpguna società in crisi da astinenza da paura e nemici: ma l’allarme anti-islam scatenatosi alla notizia degli attentati dovrebbe dirci qualcosa sullo stato di vera e propria psicosi in cui siamo immersi, complici i media ma anche gli “imprenditori della paura” che seminando il panico costruiscono le proprie fortune politiche.
L’UNICA PAURA GIUSTIFICATA È QUELLA DELLA… PAURA
Da cittadino occidentale, che ama la società aperta e l’incontro fra le persone di tutte le provenienze, non posso non rilevare che la prima cosa di cui aver paura è proprio… la paura, che ci cambia dentro peggio di mille attentati.
Ma se fossi musulmano oggi sarei particolarmente arrabbiato, per questo riflesso condizionato, che prende le società occidentali: mi sentirei umiliato, respinto, e magari anche vorrei vendicarmi.
PIÙ COMODO UN NEMICO ESTERNO CHE RICONOSCERE IL MALE DENTRO DI NOI
Oggi qualcuno farà ammenda per tutto questo, chiederà scusa alle comunità musulmane e la prossima volta farà più attenzione? Ne dubito. Vorrebbe dire riconoscere che il male è anche dentro di noi, insediato nel profondo della nostra società, dietro il volto pulito di un ragazzone biondo, con troppe armi in casa e una passione per i valori del fondamentalismo cristiano e i temi dell’appartenenza identitaria, oltre a una forsennata avversione per la società multiculturale.
Molto più facile costruire muri di paura fuori di noi che scavare a fondo dentro la propria coscienza.

 

PS. Con rara tempestività ieri i giornali riportavano l’ennesima esternazione del consigliere provinciale della Lega di Padova, Pietro Giovannoni, che predicava, sostenuto dal suo intero gruppo consiliare: “L’Islam è una religione di morte”. Complimenti per il tempismo! E il fondamentalismo cristiano?

LA STRAGE DI OSLO, IL RIFLESSO ANTI-ISLAMICO DEI MEDIA E LA PSICOSI DELLE NOSTRE SOCIETA’ultima modifica: 2011-07-24T01:11:00+02:00da sergiofrigo
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