DON CIOTTI AI RAGAZZI DI PADOVA: LA DENUNCIA E L’IMPEGNO VERSO IL BENE COMUNE

È proprio vero che ci sono tante, diverse Italie: quella berlusconiana che urla dalla televisione, che trova giusto e opportuno diffamare gli avversari, ragionevole evadere le tasse, giustificato edificare case abusive, magari nel letto di un torrente o sotto una frana (tanto poi i danni li paga lo Stato, e i morti si dimenticano in fretta); quella leghista che dopo aver promesso “clandestini no, ma profughi si”, ora che arrivano i profughi – per il momento poche decine per città – non ne vuole più sapere di accoglierli. E c’è festival della cittadinanza,padova,don ciotti,mons. nervo,responsabilità,corresponsabilità,legalità,cittadinanza,comunità,bene comuneinvece un’Italia che si incontra nelle scuole, nelle strade e nelle piazze, che ragiona su cittadinanza, legalità, solidarietà e responsabilità, nella convinzione che le regole servono per vivere insieme, che senza regole starebbero meglio solo i potenti, e che non si può stare bene, né essere sicuri, da soli. Questa Italia è quella che partecipa, a Padova, festival della cittadinanza,padova,don ciotti,mons. nervo,responsabilità,corresponsabilità,legalità,cittadinanza,comunità,bene comuneal Festival della Cittadinanza in corso fino a domani in vari luoghi della città, per confrontarsi con impegno, passione e divertimento su questi temi, sui quali si è sviluppato anche l’intervento introduttivo affidato, ieri mattina al Palazzo della Ragione, al fondatore del gruppo Abele e di Libera don Luigi Ciotti,presentato dal sottoscritto.

AL FESTIVAL DELLA CITTADINANZA: DALLA RESPONSABILITÀ ALLA COMUNITÀ

festival della cittadinanza,padova,don ciotti,mons. nervo,responsabilità,corresponsabilità,legalità,cittadinanza,comunità,bene comuneUn intervento fluviale, lucido e appassionato, che ha tenuto i circa 200 ragazzi di alcune scuole superiori cittadine inchiodati per quasi due ore, in un silenzio assorto interrotto solo dagli applausi. Non un episodio isolato nella loro formazione scolastica, ma il coronamento di un percorso che ha portato alcuni di loro (istituti Boaga, Marchesi Fusinato, Maria Ausiliatrice e Valle) in visita alle terre strappate alla mafia grazie all’impegno dell’Associazione Libera: esperienza raccontata in un video proiettato in apertura dell’incontro e illustrato dall’assessore Claudio Piron, promotore dei viaggi della legalità. All’inizio è intervenuto anche Mons. Giovanni Nervo (foto accanto), festival della cittadinanza,padova,don ciotti,mons. nervo,responsabilità,corresponsabilità,legalità,cittadinanza,comunità,bene comunefondatore della Caritas e della Fondazione Zancan, il maestro di tutti coloro che hanno a cuore il buon vivere e il bene comune, il quale ha ringraziato il presidente Napolitano e difeso la Costituzione, «unica base della convivenza fra i diversi venuti a stare tra noi». Poi è toccato a don Ciotti, che ha ripreso questa suggestione sulla Costituzione dichiarando che è anche il suo riferimento, assieme al Vangelo e alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo. L’intervento del fondatore di Libera (che proprio ieri ha debuttato ufficialmente con un gruppo a Padova) ha intrecciato fra loro i tre temi-guida del Festival – la responsabilità, la corresponsabilità e la comunità – invitando preliminarmente a «non stravolgere le parole, come fa chi, in Parlamento, ha la spudoratezza di chiamare responsabilità il trasformismo. O il governo, che chiama riforma quella che è soltanto sequestro della giustizia».

“LEGGI AD PERSONAM, RIFIUTO DELL’ACCOGLIENZA: SIAMO ALL’EMERGENZA DI CIVILTA'”

«Responsabilità significa dare risposte, ed è quindi un atteggiamento che non attiene solo alla coscienza individuale, ma che apre alla relazione con gli altri – ha aggiunto – In questo senso diventa “corresponsabilità”, che è la base della cittadinanza e premessa per la realizzazione del bene comune. E il bene comune è la condizione per il raggiungimento anche di un duraturo e reale bene personale». Tutto questo implica anche un atteggiamento etico, “senza il quale fra le persone c’è solo complicità, oppure ostilità, o discriminazione”. Ed è questo il punto in cui siamo: purtroppo infatti, per don Ciotti, «ora c’è una grave emergenza di civiltà, situazione che limita il dispiegarsi dei diritti di cittadinanza: leggi approvate non sulla base dell’uguaglianza, ma dell’interesse del singolo, o discriminatorie nei confronti di alcune categorie di persone, come gli immigrati: ma per fortuna ci pensa la Ue a bocciarle; oppure comunità che si chiudono in se stesse per non accogliere il diverso; e nel frattempo vengono magari infiltrate dalla criminalità, come segnalato dalla recente indagine di Bankitalia sul riciclaggio, che arriva ormai al 10% del Pil». Ma senza uguaglianza non c’è legalità, “perché prima delle leggi devono esserci le persone, la loro dignità”. Ma che dignità può esserci, che libertà, se manca il lavoro, se non c’è accoglienza per gli stranieri né solidarietà verso i più deboli, “laddove il fondo nazionale per le politiche sociali è stato ridotto dai 2 miliardi e mezzo di euro del 2008 ai 379 di oggi, ed è in ulteriore calo?”.

CHE FARE? «LA SPERANZA SI CHIAMA IMPEGNO”

Dunque che fare? Studiare, approfondire i problemi, per affrontarli con mente libera e rigore; rifiutare la disinformazione, la delega, il rinvio, l’indifferenza, il conformismo, il privilegio, l’egoismo, la rassegnazione, la demagogia, che sono i nemici della responsabilità; costruire comunità che siano aperte agli altri, non corpi estranei alla società, affinché la città stessa diventi una “comunità di comunità”. Fortissimo l’invito di don Ciotti ai ragazzi presenti, un vero e proprio regalo, una ricarica di passione e di energia, ma un regalo scomodo perché va in controtendenza rispetto a tutto ciò che si muove nella società, e quindi predispone ad un confronto duro con quello che propagano i media come modello vincente e pervasivo: ma esperienze come quella Libera, coi suoi milioni di firme raccolte contro l’illegalità, la legge per la confisca dei beni ai mafiosi e il loro utilizzo sociale, le migliaia di richiesta di giovani di tutta Italia di andare a lavorare in quei campi nelle loro vacanze, sono tutti segni che fanno sperare: perché, ha concluso don Ciotti, «La speranza si chiama impegno, ribellione contro l’impotenza». E ai ragazzi ha regalato nel finale qualche verso di un grande poeta e predicatore friulano, ormai quasi dimenticato, padre David Maria Turoldo: “Torniamo al tempo del rischio,/ a fare delle nostre rare speranze/ il mazzo come di spighe/ raccolte dai campi più devastati”.

ECCO IL LINK COL PROGRAMMA DEL FESTIVAL DELLA CITTADINANZA: festival della cittadinanza,padova,don ciotti,mons. nervo,responsabilità,corresponsabilità,legalità,cittadinanza,comunità,bene comune

http://www.festivaldellacittadinanza.it/

DON CIOTTI AI RAGAZZI DI PADOVA: LA DENUNCIA E L’IMPEGNO VERSO IL BENE COMUNEultima modifica: 2011-05-14T11:15:00+02:00da sergiofrigo
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