IL COLPO BASSO DELLA MORATTI È UN VULNUS ALLA DEMOCRAZIA

Moratti.jpgI colpi bassi in politica non mi scandalizzano: quando Berlusconi all’ultimo minuto del confronto televisivo con Prodi, nella campagna elettorale del 2006, concluse il suo intervento promettendo l’abolizione dell’Ici, senza lasciare all’avversario la possibilità di replica, magari fece una mossa demagogica, ma a suo modo fu una furbata.

L’infame scherzetto odierno della “signora” Moratti contro l’avversario Giuliano Pisapia è invece qualcosa di molto grave, soprattutto per quello che rivela della persona e dell’involuzione del mondo che le sta intorno. Qui infatti non si tratta di una promessa azzardata, ma della divulgazione premeditata di una menzogna, piazzata consapevolmente in un momento in cui l’avversario non poteva più difendersi.

Peggio ancora le spiegazioni che la sindachessa ha aggiunto qualche ora dopo: “volevo solo far rilevare che io sono una moderata, e lui no”. Complimenti davvero: come se per dire che lui è un maschio, avesse detto che è uno stupratore. E questi sarebbero i moderati?

 

L’ABISSO IN CUI È PRECIPITATA LA BORGHESIA MILANESE

Lo dico a scanso di equivoci: se il “mio” candidato facesse una cosa del genere, non lo voterei più. Per il fatto in sé, ma anche per quello che il gesto significa, e che mi lascia davvero sgomento: questa “signora” è l’espressione della miglior borghesia milanese, quella che nuota nell’oro e nel bon ton, e che si vorrebbe “naturalmente” vaccinata contro le scorrettezze e le meschinità. Che si presti a sferrare il colpo proibito – e proprio nel giorno in cui il presidente Napolitano chiede, per l’ennesima volta, di abbassare i toni – è il segno che sono cadute tutte le barriere, che la corsa al peggio ha raggiunto anche le classi che dovrebbero rappresentare l’ultimo muro contro il degrado del confronto politico.

Questa non è solo una scorrettezza, ma un vulnus alla democrazia: come si può infatti confrontarsi, con chi usa questi mezzi? Con quale coraggio ha porto la mano a Pisapia, alla fine del confronto televisivo? Che senso ha, per una così, un gesto di distensione come quello? Non si capisce più a questo punto, se non in chiave di prudenza elettoralistica, la manfrina (poi rientrata, peraltro) sull’autore dei manifesti contro i giudici: che almeno ha dimostrato di avere il coraggio delle proprie idee.

Questo episodio dà ragione invece a chi ricorda (Barbara Spinelli, su Repubblica di mercoledì) che sono questi ambienti che hanno espresso e tenuto in piedi Silvio Berlusconi (e prima di lui – si parva licet – Bettino Craxi, e prima ancora Benito Mussolini).

CHI DIFFONDE LA MENZOGNA NON HA LA STATURA MORALE PER GOVERNARE

Questo fatto, spero, si rivelerà un boomerang per lei. Oggi è caduto il velo dell’ipocrisia, chi propaga consapevolmente la menzogna potrà avere, come nel suo caso, i soldi per conquistare il potere, ma non la statura morale per governare. E se Milano, nonostante tutto, non coglierà l’occasione per voltare pagina, rinuncerà alla sua dignità e non potrà più fregiarsi del titolo di capitale morale del Paese. E si sa, come recitava l’antico slogan di Arrigo Benedetti, “capitale corrotta, nazione infetta”.

IL COLPO BASSO DELLA MORATTI È UN VULNUS ALLA DEMOCRAZIAultima modifica: 2011-05-12T10:22:09+02:00da sergiofrigo
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