OLGA SEDAKOVA, PREMIO CAMPOSAMPIERO DI POESIA RELIGIOSA: L’AMARO PRESENTE DELLA RUSSIA DI PUTIN

Olga3.jpgHa occhi chiarissimi e pensieri forti, la poetessa sessantenne Olga Sedekova, 60 anni, una delle voci più elevate della letteratura russa contemporanea. «La poesia è custode delle emozioni ed esplora le profondità dell’uomo – dice – addolcisce i costumi e ammorbidisce la terra per farle accogliere il seme della verità».

C’era dolcezza, ma anche severità, nelle parole con cui domenica mattina all’auditorium antoniano la poetessa e filologa, che ha studiato a lungo l’italiano per poter leggere l’amatissimo Dante, ha ricevuto dalle mani del sindaco Domenico Zanon il 20. Premio Camposampiero di Poesia religiosa, assegnatole dalla giuria presieduta da Antonia Arslan e composta anche dalla storica Elda Martellozzo Forin, dalla critica letteraria americana Siobban Nash Marshall, dal poeta Alessandro Rivali e dal sottoscritto.

Una severità che traspare con forza ancora maggiore quando la porto a parlare del suo paese, che reprime il dissenso, lascia uccidere le sue voci più coraggiose (Anna Politkovskaia per tutte), diserta la cerimonia di consegna del Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, per una malintesa solidarietà con la Cina.

 

 

“STIAMO PERDENDO TUTTE LE LIBERTA’”

Olga2.jpg«Negli ultimi dieci anni di Putin tutte le libertà ottenute dopo la caduta del comunismo ci sono state tolte – dice – Certo ora gli artisti sono un po’ più liberi che sotto il Pcus, ma ci sono temi che non si possono toccare: quelli politico-finanziari, ad esempio, oppure la guerra nel Caucaso…»
Olga Sedekova è indignata anche per l’assenza della Russia alla consegna del Nobel, a Oslo: «Siamo in compagnia dei paesi più terribili dal punto di vista della democrazia: una vergogna!»
Si rattrista, quando le facciamo osservare che Putin sembra godere di un grande prestigio fra i suoi connazionali…
«É terribile, ma è così: con lui si sta restaurando il culto di Stalin. Non pensavamo che sarebbe stato così difficile uscire dal comunismo».

“IL POPOLO PERSEGUE SOLO IL MATERIALISMO”

Ma ha parole severe anche per il suo popolo, che «persegue la superficialità e il materialismo, rimuovendo la grande spiritualità russa del passato, e anche i milioni di morti provocati dal comunismo. D’altra parte cosa si può pretendere, se i media seminano solo disimpegno? »
Ma ci sono elementi di speranza? chiediamo.
«In molte città sono stati istituiti i gruppi Memorial per ricostruire le vicende e commemorare le vittime di quel periodo, e non lasciare cadere il ricordo. É un piccolo seme di speranza nelle mani di piccole avanguardie, stanche e frustrate, ma la speranza è nei giovani, che stanno cominciando a dimostrare qualche interesse».

DEL COMUNISMO SI SONO TENUTI LE COSE PEGGIORI

A me dà molto da pensare che una persona di questa levatura continui a pensare a Putin come a un comunista. Chissà cosa ne direbbe il suo grande amico italiano, il fior di liberale che guida il Governo e ci fa gli affari insieme, e non trova l’occasione per consigliarlo di presentarsi alla cerimonia di Oslo.

Ma la cosa dà da pensare anche a noi, che abbiamo condiviso almeno in parte quegli ideali, ed eravamo ammirati dai russi che vivevano nella penuria economica e nell’assenza di libertà, ma si consolavano leggendo accanitamente negli autobus gelati, affollando gli incontri letterari e gli spettacoli di balletto e coltivando una spiritualità forte e sincera.

Poi, caduto il Pcus e i suoi simboli più screditati, del comunismo essi si sono tenuti il peggio – l’autoritarismo nazionalista, militari e spie in primis – e si sono liberati di tutto il resto: arte, cultura, balletto e spiritualità, per perseguire un materialismo becero e consumistico che li ha privati persino dell’anima. In forme più o meno simili lo stesso è accaduto in Cina e in buona parte dei paesi ex-comunisti.

Tutto questo dovrebbe dirci qualcosa sulla reale natura dell’uomo e sulle sue aspirazioni profonde. Qualcosa che, temo, non ci fa molto piacere.

 

 

OLGA SEDAKOVA, PREMIO CAMPOSAMPIERO DI POESIA RELIGIOSA: L’AMARO PRESENTE DELLA RUSSIA DI PUTINultima modifica: 2010-12-14T01:56:35+01:00da sergiofrigo
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