ZAIA E LO STATUTO DELLA CATALOGNA: non è proprio lo stesso del Veneto

Zaia.jpgIeri sul Gazzettino il presidente della Regione Luca Zaia ha difeso la proposta di statuto presentata nei giorni scorsi da Lega e Pdl in Regione con l’articolo che segue. Osservo solo una cosa, sulla base esclusiva di quanto scrive il presidente, e senza aver letto lo statuto catalano: non trovo riferimenti, in esso, a quel “prima i veneti” che ispira l’azione politica dell’attuale maggioranza. In particolare, e cito proprio l’intervento di Zaia, vi si dice che si intende “assicurare una vita dignitosa a TUTTI coloro che lavorano e vivono in Catalogna”. Tutti, non solo i catalani, o coloro che dimostrino un “particolare legame” con il territorio, richiesto invece dallo statuto leghista ai cittadini immigrati, per assicurare loro gli stessi diritti dei veneti.

Diciamo che anch’io sarei orgoglioso di uno statuto così. Fatto salvo, ovviamente, quanto ho scritto nel mio post di ieri sullo stesso argomento.

 

Orgoglioso

dello statuto

alla catalana

Sabato 14 Agosto 2010,

di Luca Zaia

Sabato 14 Agosto 2010

di LUCA ZAIA

Leggo quanto si sta dicendo in questi giorni a proposito della proposta di Statuto, e alcuni commenti mi sembrano delle vere forzature in chiave antiveneta. Innanzitutto, vorrei ricordare che questa bozza è il frutto di un lavoro comune della maggioranza, composta da Pdl e Lega Nord, non di qualche parola sfuggita di bocca a un pericoloso eversore leghista.

Poi, il disprezzo verso il confronto con la situazione catalana è incomprensibile. Perché, che male ci sarebbe se la Puglia o il Veneto fossero come la Catalogna? Quasi che fosse un confronto a perdere. Pensiamo invece ai guasti provocati in questi numerosi decenni da una visione centralista, con i territori ridotti a polli da spennare.

Se il paragone è quello con la Catalogna noi ne siamo orgogliosi. Nello Statuto dell’autonomia catalana si legge: “Il popolo catalano proclama la libertà, la giustizia e l’uguaglianza come i più alti valori della propria vita collettiva, e manifesta il suo desiderio di progredire in modo da assicurare una vita dignitosa a tutti coloro che vivono e lavorano in Catalogna”. Oppure: “La Catalogna è un paese ricco nei territori e nelle persone, una diversità che l’ha definita e arricchita nei secoli e che la rafforzerà per il futuro”. Infine, a scanso di ogni equivoco: “La Catalogna dispone del suo spazio politico e geografico di riferimento all’interno dello Stato spagnolo e dell’Unione Europea, ed incorpora i valori, i principi e gli obblighi sottintesi all’essere parte degli stessi”. Dunque? Dov’è sta il razzismo, l’esclusione, il secessionismo o le altre nefandezze che si vogliono addebitare, evocando spettri di ingiustizia e incostituzionalità?

Poi, c’è chi si aggrappa ad esternazioni di agenzia, anonime ma non neutrali, per far partire un fuoco di fila di contestazioni precotte, pensando di smontare il percorso riformista del Veneto con attacchi in punta di diritto. Si tira in ballo la Costituzione – una Costituzione, ricordiamolo, di ispirazione federale – per lanciarsi in fosche previsioni su giochi ostruzionistici del Governo centrale. E perché mai, poi? Ricordo che Pdl e Lega sono alleati, in Veneto come a Roma. O in azioni referendarie da parte della popolazione. Premesso che i cittadini avrebbero pieno diritto di farlo, io confido nel popolo, che a marzo ci ha votato a larghissima maggioranza. E c’è chi ha visto in quel riferimento a tutti coloro che hanno un legame speciale con il territorio un principio razzista. Ma chi l’ha detto? Poiché si parla di principi, cito ancora lo statuto catalano: “La Catalogna è una comunità di persone libere per persone libere, in cui ogni individuo può vivere e può esprimere identità diverse, con un impegno fermo della comunità basato sul rispetto per la dignità individuale.” Cosa c’è di sbagliato in questo?

Non credo che una Carta che traccia la linea dello snellimento amministrativo e dei processi decisionali, del percorso federale, anche per le aree svantaggiate, e che insomma immagina una Regione moderna e autonoma nel rispetto della Costituzione, che del resto quell’autonomia prevede, possa definirsi inconsistente, come hanno fatto taluni interessati a fare pressing sulla Lega. Sono stati definiti i principi: starà a tutte le forze, politiche, istituzionali, della società civile, trovare la quadra operativa nell’interesse della comunità.

*presidente della Regione Veneto

 

 

ZAIA E LO STATUTO DELLA CATALOGNA: non è proprio lo stesso del Venetoultima modifica: 2010-08-15T01:25:00+02:00da sergiofrigo
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