IL CATTOLICO FORMIGONI E UNA CAMPAGNA ELETTORALE BASATA SUL RIFIUTO DELL’ACCOGLIENZA

Formigoni.jpgFa impressione vedere il governatore della Lombardia Formigoni (tre o quattro volte solo ieri in televisione) impegnato nella campagna elettorale pro-Moratti sostenere col sorriso da chierichetto (ma la bava ala bocca) le posizioni leghiste più becere su zingari, islamici e immigrati in genere. Fosse stato governatore nella Betlemme dell’anno zero avrebbe mandato le ruspe ad abbattere la stalla della Natività, e i vigili urbani ad espellere con un foglio di via Giuseppe, Maria e Gesù Bambino.

Trovo scandaloso un governante cattolico che aizza l’egoismo dei suoi elettori e attacca Pisapia perché vuole dare un lavoro (ammesso che sia davvero così) anche agli stranieri, o perché “vuole “esaltare esperienze di autocostruzione dei rom”: ma lo sa cosa vuol dire? Non certo il permesso di posizionare la loro roulotte dove vogliono, ma semmai indurli a contribuire operativamente alla realizzazione di case per se stessi e le proprie famiglie: sarà meglio forse sbatterli da un campo all’altro senza consentire alle famiglie di radicarsi e mandare a scuola i figli?

E poi c’è lo “scandalo” della moschea, giudicata alla stregua di un sacrilegio dal governatore ciellino. Mi permetto, a questo proposito, di ricordargli cosa ha detto ai primi di marzo all’inaugurazione dell’anno accademico alla Facolta di Teologia di Venezia sul tema della nuova sala di preghiera dei musulmani, progettata a Grantorto (Padova) ma contrastata dalla popolazione e dall’amministrazione, il patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, non certo un prelato progressista ma piuttosto vicino proprio ai ciellini e prossimo, a quanto pare, a diventare il nuovo arcivescovo di Milano.

«Il diritto alla libertà di religione o è intero o non è. Quindi non può non essere anche un diritto di culto. Il problema è giudicare caso per caso: si tratta di vedere con concretezza se c’è dietro una comunità reale che ha bisogno di questa realtà oppure no».

Ma se vogliamo citare qualcuno di più in alto (quello che appena nato si sarebbe… beccato il foglio di via del governatore): si ricorderà che ha detto “ero straniero e mi avete accolto?” Come si applica concretamente l’essere cattolico in politica, per Formigoni, Lupi & c.? Solo nell’assolvere pilatescamente l’harem di Berlusconi?


MA LA SINISTRA NON DEVE SOTTOVALUTARE LE PAURE

E’ chiaro che dopo il flop di una campagna elettorale basata sui temi della giustizia il centro-destra milanese ha deciso di puntare tutto sulla paura dell’estremista (Pisapia) e dei suoi amici stranieri. Io credo che a sinistra su questi temi si debbano evitare due errori, ripetuti troppo spesso nel passato, soprattutto il primo: sottovalutare le paure (vere o indotte) degli italiani, specialmente quelli più deboli, ma anche rincorrere la Lega sul suo stesso terreno.

Le paure si superano evitando che la gente si senta sola davanti ad esse: quindi anch’esse vanno condivise, assieme ai disagi che inevitabilmente l’immigrazione comporta. Nei confronti dei ceti sociali e delle aree cittadine più soggette ai problemi di convivenza vanno moltiplicati gli sforzi di ascolto, di intervento e di compensazione per i problemi da essa determinati: la borghesia illuminata deve mostrare verso l’italiano povero, che ha nell’immigrato un concorrente diretto sul fronte del lavoro e del welfare, maggiore comprensione di quella avuta fino ad ora, per evitare che il connazionale meno fortunato si senta “tradito” in favore dei nuovi arrivati. E la tradisca a sua volta al momento del voto.

CONTRO LA PAURA, ASCOLTO DEI PIÙ DEBOLI E SOLIDARIETÀ

Al tempo stesso bisogna avere il coraggio di puntare anche sulla solidarietà naturale delle persone, che sono più disponibili di quanto tendiamo a credere nei confronti degli immigrati, in particolare le vittime dei conflitti, purché l’accoglienza avvenga in termini chiari, definiti e condivisi da tutta la comunità nazionale.

E poiché quello del rapporto con gli stranieri sarà il punto centrale del confronto milanese, solo su queste basi si potrà consolidare l’incerta alleanza fra ceti popolari, borghesia, mondo cattolico e progressisti che al primo turno si è dimostrata capace di sconfiggere il partito della demagogia e della paura.

 

IL CATTOLICO FORMIGONI E UNA CAMPAGNA ELETTORALE BASATA SUL RIFIUTO DELL’ACCOGLIENZAultima modifica: 2011-05-20T09:52:29+02:00da sergiofrigo
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