TRA LE INONDAZIONI DI CASA NOSTRA E LA SCONFITTA DI OBAMA CORRE IL FILO ROSSO DEL NARCISISMO ADOLESCENZIALE DELLE SOCIETÀ OCCIDENTALI

Stasera proverò a declinare una relazione azzardata (e probabilmente anche impopolare) tra i commenti alle inondazioni di casa nostra e i risultati delle elezioni americane, che stanno delineando la pesante sconfitta di Obama.

Per la verità dovrei aiutarmi con le riflessioni di un giovane filosofo italiano di cui ho letto qualcosa da qualche parte un paio di anni fa, ma non c’è verso di farmi venire in mente né il suo nome né il posto in cui ne ho letto, quindi andrò così, senza rete.

La relazione fra due eventi apparentemente così lontani sta dunque, a mio parere, in un atteggiamento sempre più diffuso in Occidente fra cittadini ed elettori, che definirei “adolescenziale di massa”, con robuste iniezioni di narcisismo. È lo stesso atteggiamento che ha portato gli elettori della sinistra a disamorarsi in fretta e furia di Prodi, Veltroni, Bersani (Franceschini c’è stato troppo poco) , e ad innamorarsi di Di Pietro, di Grillo, di Vendola (senza che questo implichi, per quanto mi riguarda, valutazioni positive o negative sui nomi in questione).

 

 

“NESSUNO FA NIENTE PER NOI”

Ma andiamo con ordine: quali sono stati i commenti più ricorrenti nelle interviste raccolte in questi giorni fra la gente colpita dall’inondazione, oppure fra gli sfollati dalle proprie case? “Nessuno ci ha detto niente”, “nessuno ha pulito”, “il Comune non si è fatto vedere”, “ci hanno lasciati soli”… Fossimo al Sud sarebbe andata anche peggio: guardate cosa si sente dire dalla gente sulla questione dei rifiuti, oppure le vibranti proteste quando una piena si porta via la casetta faticosamente (e abusivamente) costruita… dentro l’alveo di un fiume.

Con Obama non è molto diverso: bisognerebbe essere più addentro nelle cose americane per valutare che cosa ne ha determinato la sconfitta, ma mi pare che i discorsi ricorrenti siano, anche qui, che non ha fatto abbastanza per risolvere i problemi di ognuno: quasi che in due anni fosse possibile invertire i trend della dissennata politica repubblicana degli ultimi otto, e contrastare efficacemente la più devastante crisi economica del secolo.

L’elettore occidentale è così, si innamora e disamora in un niente (ne sanno qualcosa anche Sarkozy e la Merkel), non ha la pazienza di aspettare i risultati, vorrebbe essere personalmente coccolato da chi si è scelto per governare, non sopporta le mediazioni, le regole, i ritardi fisiologici in politica. Si comporta come un adolescente narcisista, in altre parole, che si aspetta sempre che sia qualcun’altro a risolvergli i problemi (e presto!) senza mai porsi la domanda: ma chi sono questi fantomatici altri che dovrebbero pulire i canali, portare i sacchetti di sabbia sugli argini, spazzare i marciapiedi davanti alla nostra casa? E noi, come diceva John Kennedy quasi cinquant’anni fa, non possiamo proprio fare nulla per aiutare noi stessi e la collettività?

MA GUAI A PORRE DEI LIMITI

Ma provate a dire a questi bambini viziati (prima che si presentino i guai) che non possono alzare capannoni sempre più giganteschi nelle rispettive proprietà, asfaltare ogni centimetro quadro del proprio appezzamento, abbandonare rifiuti di ogni tipo dove capita, e (soprattutto al sud) costruire case negli alvei dei fiumi, sotto speroni di roccia pericolante, su terreni franosi: ci sarebbe una rivolta, da parte di chi non sopporta di vedere conculcata in alcun modo la propria libertà. “Paroni a casa nostra” potrebbe diventare il nuovo motto di chi non accetta regole né restrizioni, non vuole vicino a casa le infrastrutture necessarie alla collettività e di cui egli stesso fa uso, si tratti di strade, o di antenne telefoniche, o di impianti per il trattamento dei rifiuti: e guai alla politica che cerca di coniugare le libertà dei singoli con gli interessi collettivi, misurandosi con le compatibilità del momento: viene percepita immediatamente come un giogo insopportabile, e un tradimento delle proprie irriducibili istanze.

In questo modo non si va, temo, da nessuna parte. La sfida è trovare un’altra direzione, e avere l’umiltà di incamminarcisi insieme. Ma ci torneremo su.

Intanto leggetevi, se avete voglia, anche questa riflessione su questi temi di Federico Rampini.

nell-era-del-narcisismo-cosi-si-avverata.html

 

TRA LE INONDAZIONI DI CASA NOSTRA E LA SCONFITTA DI OBAMA CORRE IL FILO ROSSO DEL NARCISISMO ADOLESCENZIALE DELLE SOCIETÀ OCCIDENTALIultima modifica: 2010-11-03T03:08:04+01:00da sergiofrigo
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