SOLIDARIETA’ ALLA COMUNITA’ SENEGALESE: LA STRAGE NON E’ FOLLIA, MA FRUTTO DEL RAZZISMO

SenegalesiFi.jpgOggi Firenze piange – come suoi morti, speriamo – Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi dal killer xenofobo e militante di estrema destra Gianluca Casseri, e prega per  Moustapha Dieng, 37 anni, gravemente ferito nella sparatoria. Il sito ufficiale del Comune di Firenze annuncia il lutto con la frase «la città di Firenze è solidale con la comunità senegalese» tradotta anche in francese ed in inglese.

Sulla vicenda riporto sotto il commento di Gad Lerner sul suo blog, che condivido nel suo richiamo a non minimizzare l’episodio, che è frutto sì di una mente distorta, ma anche di un contesto politico-culturale ben preciso, che ne fornisce l’humus ideale.

Va segnalato, per dire, che la strage non ha avuto neppure la dignità della prima pagina sulla Padania di oggi: come se si trattasse di un incidente stradale, da relegare in cronaca.

 


DA TORINO A FIRENZE È RAZZISMO, NON FOLLIA

Dal pogrom contro un campo nomadi guidato a Torino dalla tifoseria organizzata ultrà, alla strage di ambulanti senegalesi perpetrata in piazza Dalmazia a Firenze dal cinquantenne di estrema destra Gianluca Casseri, l’Italia si conferma essere un paese in cui ha attecchito la mala pianta del razzismo. La classe politica ha il dovere di non minimizzare, dopo che per anni il governo di destra ha civettato con la xenofobia, di fatto legittimandone la presunta natura popolare. Il giornalismo non ha eretto alcuna diga di vigilanza, anzi: la cronaca cittadina de “La Stampa”, con un titolo vergognoso e privo di documentazione, ha finito per ritrovarsi involontariamente fra i sobillatori della spedizione punitiva contro i rom. Al movimento “Casa Pound”, frequentato dall’omicida fiorentino Casseri, si è concessa una dignità culturale che non merita.
Non vorrei che in Italia si replicasse l’errore commesso in Norvegia dichiarando incapace di intendere e di volere il pluriomicida Anders Behring Breivik. Se questi figuri sono malati di mente, come minimo dobbiamo aggiungere che si tratta di un’epidemia perchè tale morbo è assai diffuso in tutta Europa. Si chiama razzismo, proprio come nel secolo scorso.

GAD LERNER

SOLIDARIETA’ ALLA COMUNITA’ SENEGALESE: LA STRAGE NON E’ FOLLIA, MA FRUTTO DEL RAZZISMOultima modifica: 2011-12-14T13:30:49+01:00da sergiofrigo
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