SCUOLA: IL VENETO PRIVILEGIA IL MERITO, E PENALIZZA I PIÙ POVERI. E IL MERIDIONE BARA AGLI ESAMI, MA SI FA MALE DA SOLO

Notizie interessanti in questi giorni (anche se sono chiuse) dal mondo della scuola: partiamo dai nuovi criteri di distribuzione dei buoni scuola introdotti martedì dalla Regione Veneto, che daranno maggior peso al merito (cioè ai risultati degli studenti) rispetto al reddito delle loro famiglie. Scelta apparentemente indiscutibile: non diciamo da sempre, anche a sinistra, che ci vuole più meritocrazia? Però, però…

Apparentemente ispirato direttamente da don Milani (ricordate “Lettera a una professoressa”?) il giorno dopo è stato diffuso uno studio dell’Invalsi (l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sui risultati degli esami di terza media in tutto il paese, che ha ricordato una piccola, irriducibile verità: che i voti dello studente sono direttamente proporzionali alla ricchezza della sua famiglia. Più un ragazzo è ricco, in altre parole, meglio va a scuola; e in media riescono meglio a scuola i ragazzi che vivono nei quartieri più benestanti delle città e nelle aree più ricche del paese. La misura decisa dalla Regione Veneto, dunque, se non adeguatamente corretta, rischia di risultare pesantemente classista, a danno dei più poveri.

Ma i dati Invalsi – che sono stilati in maniera omogenea in tutto il paese – forniscono spunti di riflessione anche sulla recente polemica per il moltiplicarsi di cento e lode alla maturità nelle regioni del sud: ben 2016 lodi, nelle scuole del Meridione, su un totale di 4037 in tutto il paese, cioè circa il doppio in media. Ebbene, lo studio Invalsi rileva al sud una preparazione dei ragazzi notevolmente inferiore alla media nazionale. Sia in italiano che in matematica le regioni meridionali (in particolare Campania, Calabria e Scilia) sono infatti sotto di sei, sette punti alla media italiana, mentre quelle del nord la superano di cinque.

Torniamo ora alle maturità facili nel Meridione: è da leghisti sostenere che è un andazzo che deve finire? Chiedere ai professori del sud se allargando la manica pensano davvero di fare il bene della scuola, della regione in cui operano, in ultima istanza dei loro studenti? Magari in qualche concorso pubblico avranno qualche piccolo beneficio, ma quando cercheranno di entrare in un’Università (dove contano le prove svolte al momento e non i voti del passato) oppure si confronteranno sul mercato del lavoro, quale prova daranno di sé?

Come per gli sprechi o l’assenteismo sul lavoro, sono atteggiamenti che non fanno che allargare il fossato già esistente fra nord e sud del paese, e favoriscono il leghismo imperante, di chi dice “lasciamoli andare per i fatti loro”. Dovrebbero rendersene conto, per primi, gli intellettuali meridionali e le forze politiche che hanno davvero a cuore l’unità del paese.

SCUOLA: IL VENETO PRIVILEGIA IL MERITO, E PENALIZZA I PIÙ POVERI. E IL MERIDIONE BARA AGLI ESAMI, MA SI FA MALE DA SOLOultima modifica: 2010-08-07T01:10:10+02:00da sergiofrigo
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