VIAGGIO IN SICILIA, TRA BELLEZZA E DEGRADO, CORTESIA E CLIENTELE

IMG_6879In questi giorni i giornali siciliani sono pieni di articoli-geremiadi sulla scarsa redditività turistica del ricco patrimonio artistico e culturale isolano, sulla scorta – oltre che del caso-Pompei – anche del rapporto Symbola-Unioncamere “Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”: [Max 4 Col] Oggetto: Sicilia - Allegato:foto.JPGdal documento emerge che non c’è una sola provincia meridionale nella top ten delle dieci province che più traggono ricchezza dalla cultura, mentre il piccolo Trentino, con 1.6 miliardi di euro di spesa turistica attivata dalla cultura, straccia il miliardo e tre della Sicilia – grande, ricchissima di arte e di beni paesaggistici – mentre la Lombardia fa quasi 10 volte tanto.

Sul perché accade questo si imbastiscono dotte analisi, e si organizzeranno certamente dei costosi convegni, ma una full immersion vacanziera come quella che ho fatto nei giorni scorsi nell’isola illustra la situazione meglio di un mare di parole, e aiuta anche a capire… alcune delle ragioni che stanno spingendo fasce consistenti di popolazione veneta a simpatizzare per gli anacronistici richiami indipendentisti.

SI FA IL POSSIBILE PER SCONTENTARE IL TURISTA

[Max 4 Col] Oggetto:  - Allegato:foto.JPGIl fatto è che in Sicilia si fa il possibile per allontanare o irritare il turista, e l’impossibile per dimostrare che “privato è bello” e il pubblico è il male assoluto. Come ha ben elencato nei giorni scorsi sulla Repubblica di Palermo l’antropologo Franco La Cecla raccontando la sua frustrazione per essere accolto (alle 11 di mattina) dal custode del sito archeologico di Iato col dito indice che tamburellava significativamente sull’orologio (“fra meno di un’ora si chiude”): “Indicazioni stradali approssimative, musei con magnifiche collezioni ma abbandonati a una noia grigia di guardiani, tabelle e spiegazioni spesso assenti, bruciate dal sole, e spesso, più spesso di quanto mi aspettassi, chiusure”.

UN LUNGO ELENCO DI ERRORI

Nei vari siti di interesse artistico o paesaggistico (dal Palazzo dei Normanni alla Valle dei Templi ) il personale fornisce informazioni imprecise, e appare più impegnato a discutere dei propri turni di servizio che a rispondere ai visitatori; poi non c’è un centro visite che sia uno, dove il turista possa visionare una cartina, vedere un video descrittivo del sito, informarsi sulle vicende che l’hanno caratterizzato o documentarsi sulle condizioni della visita; alle falde dell’Etna [Max 4 Col] Oggetto: Etna - Allegato:foto.JPG, ad esempio, la sede dell’Ente Parco è difficilissima da trovare, e segue orari proibitivi per il turista; al punto di arrivo delle auto, Piazzale Sapienza, l’addetto alle informazioni è troppo preso dal compito di far pagare agli utenti i 60 centesimi di entrata ai bagni per essere in grado anche di fornire ragguagli sulle modalità di visita alle quote superiori del vulcano; ovunque poi (esclusa la zona del barocco, tra Modica e Ragusa, che invece eccellono) la straordinaria bellezza dei siti è costretta a convivere col degrado, l’arte e la cultura sono imbrattate dall’incuria, dagli intonaci sbrecciati, dall’immondizia abbandonata dove capita. Di ricostruzioni virtuali o applicazioni per la visita nemmeno parlarne, e dove ci sono (Selinunte) funzionano male e sono scopiazzate da Wikipedia; fa eccezione, di nuovo, il caso di Modica, [Max 4 Col] Oggetto: Ragusa - Allegato:foto.JPGche integra benissimo accoglienza tradizionale e nuovi strumenti comunicativi.

LE INEFFICIENZE DEI DIPENDENTI PUBBLICI, L’IMPEGNO DEI GIOVANI

E si potrebbe continuare a lungo con le critiche. In nessun altro luogo al mondo, ad esempio, è tanto evidente la disparità qualitativa fra il servizio offerto dal pubblico e quello del privato, quando sia costretto a misurarsi col mercato e non un prolungamento monopolistico delle clientele: da una parte personale svogliato, che chiaramente occupa il posto che occupa in virtù di una parentela importante o di un’appartenenza politica, dall’altra parte operatori (spesso giovani) molto preparati, intraprendenti, animati da una cortesia che sembra mirata a smentire la nomea di trasandatezza che pesa sulla Sicilia.

LE AUTOSTRADE DELLE GALLERIE (E DELLE SPESE) INUTILI

Per non dire del sovradimensionamento delle infrastrutture, chiaramente determinato dalla volontà di alzare artificiosamente i costi di realizzazione delle opere: basti citare l’autostrada tra Siracusa e Catania, piena di gallerie inutili (e di massicce pensiline di ferro e cemento armato) che evidentemente hanno l’unico scopo di alzare il prezzo dell’opera a beneficio degli appaltatori; ovunque si alzano caselli monumentali in gran parte inutilizzati, perché il pedaggio non si paga; e ovunque le auto si intrufolano dappertutto, ignorando divieti e occupando passi carrai e corsie riservate. Non a caso, viene da pensare, qualche leghista veneto più astuto degli altri vorrebbe l’indipendenza per la Sicilia, più che per la nostra regione…

Tutto questo è un crimine, se confrontato con la ricchezza della cultura, la bellezza dei luoghi, la dolcezza del clima, la prelibatezza dei cibi, anche con l’innata cortesia dei sicilianiSe solo imparassero anche a voler bene a se stessi…

[Max 4 Col] Oggetto: Agrigento - Allegato:foto.JPG[Max 4 Col] Oggetto:  - Allegato:foto.JPG[Max 4 Col] Oggetto: Palermo - Allegato:foto.JPG
[Max 4 Col] Oggetto: Turchi - Allegato:foto.JPG Nelle foto sopra la bellissima Cappella Palatina a Palermo, il teatro di Taormina, l’Etna, un portale barocco a Modica.

Qui a fianco l’Acropoli di Selinunte ela chiesa di San Giorgio a Modica, la Casa Professa a Palermo e la Scala dei turchi a Porto Empedocle

VIAGGIO IN SICILIA, TRA BELLEZZA E DEGRADO, CORTESIA E CLIENTELEultima modifica: 2014-07-02T17:33:18+02:00da sergiofrigo
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