“PICCOLA PATRIA”: “L’ACQUA ZE MORTA” E NEMMENO IO MI SENTO MOLTO BENE

PiccolapatriaDa tempo non provavo un’emozione così lancinante come all’inizio del film di Alessandro Rossetto “Piccola patria”, quando le immagini dall’alto dello sfacelo della nostra terra incontrano la canzone di Bepi De Marzi “L’acqua ze morta” eseguita dai suoi Crodaioli. Folgorante, un vero pugno nello stomaco, vedere le riprese a perpendicolo, esatte come su una carta geografica, di capannoni, strade, concimaie, alberghi di lusso, mentre le voci prima invitano “Vàrdete intorno, vàrdete intorno…” e poi colpiscono dolorosamente: “Le strade no gà più l’ombrìa/ le piazze ze posti de pena/ nei prà no se trova più fiori/ i boschi gà perso la pace”, per poi battere e ribattere: “E l’acqua? e l’acqua? e l’acqua?…/ l’acqua zé morta, zé morta zé morta stamattina/ tuti lo saveva, ma l’acqua, ma l’acqua, l’acqua zé morta disperà…”

L’acqua ze morta

Il film non manca di difetti: tra l’altro è sbrigativamente ideologico nel trattare i temi della religiosità e dell’immigrazione; ma è forte, duro, coinvolgente, nel denunciare il degrado del paesaggio che diventa anche degrado dell’anima, e implacabile nel metterci di fronte alla gabbia caotica e asfissiante che ci siamo costruiti intorno, disperante nel documentare il colpevole svuotamento di tutti i valori, a cui tutti stiamo indefessamente contribuendo; profetico addirittura nel registrare con mesi di anticipo lo smottamento secessionista come illusoria via di scampo alla Babele (anche linguistica) che ci sommerge: lo sfondo è il Veneto, certo, ma potrebbe essere uno qualsiasi delle migliaia di “non luoghi” italiani. Una cosa emerge chiara, però, dalle vicissitudini di queste due giovanissime Thelma e Louise di periferia, dalle loro relazioni mercificate con il sesso, dall’eclissi degli affetti, dalla catastrofe delle loro famiglie, dalla sparizione di ogni orizzonte culturale e di senso: non è stato nessun altro, siamo stati noi a costruirci intorno questo inferno e a calarcici dentro. E siamo noi a non sapere, anzi a non voler sapere, come uscirne.

“PICCOLA PATRIA”: “L’ACQUA ZE MORTA” E NEMMENO IO MI SENTO MOLTO BENEultima modifica: 2014-04-15T10:11:08+02:00da sergiofrigo
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