LACRIME DI COCCODRILLO SULLA SARDEGNA: IN VENETO INFATTI…

sardegnaalluvioneStiamo ancora seppellendo i morti per il ciclone che si è abbattuto sulla Sardegna, ci stracciamo le vesti per la cementificazione del territorio, causa principale delle distruzioni e dei lutti, e intanto aggiungiamo ogni giorno altri piccoli tasselli al puzzle devastante che ci ha condotti fin qui.

IN VENETO NUOVA SPINTA ALLA CEMENTIFICAZIONE

Proprio in questi giorni la Regione Veneto ad esempio ha dato il via libera in commissione al suo Piano Casa 3 col voto favorevole della maggioranza di centro-destra (più Udc e Scelta Civica). Il piano, che sarà varato entro il 30 novembre, prevede – accanto a cose positive come gli incentivi alla messa in sicurezza dei fabbricati in zone a rischio idraulico e sismico – un generalizzato aumento delle cubature, con un bonus minimo di 150 metri cubi per ogni intervento, l’abbattimento da 5 a 3 metri delle distanze di rispetto per le nuove costruzioni, e l’azzeramento dei poteri dei sindaci in materia, perché finora i comuni hanno svolto sui permessi per gli interventi edilizi, secondo la maggioranza Lega-Pdl, “un’azione burocratica frenante”.

LE COMUNITA’ LOCALI ESPROPRIATE DELLA POSSIBILITÀ DI DECIDERE

Va rilevata, una volta di più, la “coerenza” della Lega, che sottrae alle comunità locali – che conoscono meglio di chiunque la situazione geologica e idraulica delle aree interessate – la possibilità di decidere non su infrastrutture di interesse nazionale o regionale, ma sulla gestione minima del proprio territorio. Nel frattempo è stato dato anche il via libera alla nuova autostrada del Basso Veneto (la Nogara-Mare), altri milioni di metri quadrati di asfalto che impediranno all’acqua piovana di essere assorbita dal terreno agricolo, e si sta completando l’inutile Vicenza-Rovigo, e tutto questo mentre apprendiamo che ci vorrà ancora oltre un anno per avere a disposizione il bacino nel territorio di Caldogno che dovrebbe salvare Vicenza da sempre più probabili nuove inondazioni. Per non parlare del resto del territorio regionale.

NUOVE COSTRUZIONI: E LE DEMOLIZIONI QUANDO?

Sia chiaro, io non sono contrario alle nuove infrastrutture che rendano più efficienti i trasferimenti di merci e persone, anche se a un’autostrada preferisco sempre una linea ferroviaria. Ma il governatore Zaia aveva promesso “non un nuovo metro quadro edificato”: quando vedremo demolire qualche capannone, o picconare qualche piazzale per vedere restituito alla comunità un metro quadro di verde? E non per puntiglio estetico, sia chiaro, ma per mero conteggio dei costi-benefici derivati da questo scriteriato moltiplicarsi di costruzioni, che consegnano ai nostri figli un territorio sempre più pericoloso in un futuro già segnato dagli squilibri climatici.

LE RESPONSABILITÀ SONO ANCHE DEI CITTADINI

Ma attenzione, non me la prendo solo con la miopia dei politici: oggi che in Sardegna tutti cercano le responsabilità del disastro e dei morti qualcuno dovrebbe ricordare che messi di fronte a scelte precise, soprattutto in tema di norme ambientali, quattro anni fa i sardi non hanno avuto esitazioni nel mandare a casa il severo governatore Soru per premiare il cameriere di Berlusconi, Cappellacci, che prometteva (e ha concesso) il via libera a tutto, riducendo vincoli e protezioni. Ma è anche ognuno di noi, nelle proprie scelte quotidiane (asfaltare o meno un piazzale, ampliare o meno una casa), a decidere sempre per la comodità e l’interesse immediato, senza pensare alle conseguenze delle proprie decisioni sulla collettività e nel futuro. Ecco a questo proposito anche una riflessione della scrittrice sarda Michela Murgia. http://www.lastampa.it/2013/11/20/cultura/opinioni/editoriali/ora-basta-silenzi-non-stata-una-fatalit-eyQF2myauRezBal1xYkKfL/pagina.html

LACRIME DI COCCODRILLO SULLA SARDEGNA: IN VENETO INFATTI…ultima modifica: 2013-11-21T13:07:36+01:00da sergiofrigo
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