“VIVA LA LIBERTÀ”, PASSIONE CONTRO RAGIONEVOLEZZA NELLA SINISTRA ITALIANA

ServilloAndò.jpgVisto “Viva la libertà”, di Roberto Andò, che discetta sull’amaro destino della sinistra italiana: meglio del libro “Il trono vuoto” (Premio Campiello Opera Prima), da cui è tratto, d’altronde Andò è uomo di cinema più che di lettere. Si ride di più, merito anche del duplice Toni Servillo, funambolico (anche troppo) nell’interpretare il capo in crisi del partito di opposizione che lascia il campo per essere avventurosamente sostituito dal gemello, pazzo (letteralmente) ma geniale. E merito anche di un ottimo Valerio Mastandrea, controfigura da tanti giovani-vecchi del Pd, che deve reggere il difficile gioco e finisce per appassionarsi.

 

CHI SA FAR SOGNARE E CHI SA GOVERNARE

Al di là del gioco dei riferimenti (è Veltroni il leader cinefilo? Oppure Bersani, con la sua seriosità?) e al di là delle risatine sui tristi vezzi del gemello n. 1 e sulle bizzose manie del n. 2, rimane inevaso l’interrogativo che pervade tutto il film (e il libro), e che va ben oltre le sorti del Pd: perché non si riesce mai a comporre il dissidio fra passione e affidabilità? Perchè in politica la ragionevolezza non paga, e a vincere è quasi sempre (almeno in Italia) l’imbroglione di genio? Oppure quella che chiamiamo ragionevolezza è invece solo “la prudenza più stagnante” (cit. Lucio Battisti), e la difesa dello status quo? E sarà mai possibile vedere riunita in una sola persona la capacità di scaldare i cuori degli elettori e quella di governare i complicati processi amministrativi, di guadagnare e conservare il consenso e insieme rispettare le compatibilità economiche e gli obblighi internazionali del paese?

Il film questo non lo dice.

“VIVA LA LIBERTÀ”, PASSIONE CONTRO RAGIONEVOLEZZA NELLA SINISTRA ITALIANAultima modifica: 2013-03-24T16:28:00+01:00da sergiofrigo
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