GRILLO NON SI FIDA DEI SUOI ELETTI, MA SOLO DEL “POPOLO”: SARANNO ENTRAMBI DELUSI

GrilloPd.jpgGrillo non si fida dei partiti, che giudica una patologia della politica, e tanto meno si fida dei giornalisti italiani, considerati più o meno il male assoluto. Di entrambi, al di là della qualità reale delle prove effettivamente fornite, aborrisce il ruolo di interpreti del pensiero e delle volontà del popolo, che nella sua visione della politica deve invece esprimersi direttamente, in piena autosufficienza, elaborando le proprie deliberazioni tramite il libero confronto in rete (e, ma questo non lo dice, nel rapporto fideistico col capo).

È interessante notare come questa attitudine al sospetto si riverberi anche nei rapporti con i suoi eletti, dei quali sta cercando in tutti i modi di limitare la crescita e la visibilità e di ridimensionare l’autonomia (fino a metterne in discussione la libertà dal vincolo di mandato prevista dalla Costituzione); in questo senso va anche l’impegno ufficiale fatto loro assumere prima del voto, e la decisione di far ruotare trimestralmente i portavoce, per impedirne la “professionalizzazione” e anche l’assunzione di un peso specifico che potrebbe interferire col suo ruolo carismatico.

 

MA IL “POPOLO” GRILLINO VUOLE DAVVERO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO?

Se dunque Grillo si rivela sospettoso a priori anche dei suoi parlamentari, l’unico soggetto “salvato” a priori è il “popolo”, a cui peraltro il leader attribuisce un ruolo “palingenetico” e una vocazione rivoluzionaria che appaiono francamente esagerati; e questo costituisce probabilmente il punto più debole della sua concezione politica. È tutto da dimostrare infatti che, al di là delle rivendicazioni gridate in piazza, del confuso bricolage ideologico costruito attorno al “bene comune”, il fmoso “popolo” su cui Grillo riversa tante aspettative– composto magari da ex leghisti ed ex rifondaroli, da No Tav radicali e da imprenditori veneti arrabbiati – sia un qualcosa di effettivamente compatto, e desideroso di intraprendere come un sol uomo e fino in fondo la via virtuosa (nei comportamenti e nei consumi) che il leader gli attribuisce; e non si aspetti piuttosto, almeno in alcune sue componenti di recente acquisizione, di veder ripristinate grazie alle doti taumaturgiche del leader, le sue vecchie abitudini consumistiche che adesso non sono più possibili (a causa della crisi, più che dei partiti).

Su questo punto prevedo in futuro molte reciproche disillusioni.

GRILLO NON SI FIDA DEI SUOI ELETTI, MA SOLO DEL “POPOLO”: SARANNO ENTRAMBI DELUSIultima modifica: 2013-03-06T09:39:00+01:00da sergiofrigo
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