LA CASTA GIUDIZIARIA DIFENDE I PROPRI SUPERSTIPENDI

corte costituzionale,superstipendi,dirigenti,prefetti,giudici,magistrati,tagliDifficile non avvertire odore di casta (in questo caso giudiziaria) di fronte al pronunciamento – anche se formalmente ineccepibile – con cui la Corte Costituzionale ha bocciato i tagli ai superstipendi dei magistrati e dei dirigenti pubblici (dai 90mila euro in su), decisa a suo tempo (ma va!) dal governo Berlusconi. I dettagli nel servizio allegato. bocciati-tagli-giudici-manager_bef1e9f8-142e-11e2-ba17-f3d153226b97.shtml
Quello che vorrei sottolineare è la motivazione della decisione: per i magistrati l’adeguamento automatico triennale dello stipendio sarebbe “garanzia di indipendenza, non avendo le toghe nessun altro strumento contrattuale”. E per questo motivo non va toccato.

AUMENTI INDIPENDENTI DAI CONTI DELLO STATO E DAL MERITO INDIVIDUALE
Tiriamo delle conseguenze logiche da questa motivazione: significa che PER SEMPRE, indipendentemente dalla situazione dei conti dello Stato e dal merito individuale, giudici e manager avranno diritto all’aumento automatico del loro stipendio (altro che l’abolizione della scala mobile in busta paga negli anni ’80!)
E ORA I DIRIGENTI SFOTTONO GLI ALTRI LAVORATORI
Per questo suona irridente – nei confronti dei disoccupati, degli esodati, dei precari ma anche dei normali lavoratori dipendenti o autonomi, che a quasi tutti i liveli hanno visto peggiorare la loro situazione economica e normativa – il commento del segretario generale dell’Unione dei dirigenti dello Stato, Barbara Casagrande: «Il supremo giudice delle leggi riconosce che magistrati, prefetti e dirigenti pubblici NON DEVONO ESSERE I SOLI A PAGARE I CONTI DELLA CRISI».
La frase in questione dovrebbe essere corretta eliminando le parole “essere i soli a…”.

LA CASTA GIUDIZIARIA DIFENDE I PROPRI SUPERSTIPENDIultima modifica: 2012-10-13T16:54:00+02:00da sergiofrigo
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